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24/01/11

Andrea Cozzolino vince le primarie del PD

Riavremo, anche se per interposta persona, Bassolino sindaco di Napoli. E' l'incubo che non è mai svanito e ritorna. E' la dimostrazione che la democrazia fa schifo.

Cozzolino ha battuto nelle primarie del PD Umberto RANIERI, persona onesta e che non poteva di certo contare sull'onda lunga del magna magna e del clientelismo bassoliniano, un esercito di parassiti che, con Bassolino ha sempre mangiato e che ora potrà continuare a farlo con il suo secondo, Andrea Cozzolino.

Da parte nostra, possiamo solo proporre un invito a RANIERI, se davvero - come crediamo - è una persona con dei principi, inviti a disertare in massa le elezioni. Non è possibile continuare ad avere un cloaca al comune.


N.B. Intanto i compagni onesti del partito di Cozzolino,quelli che concorrevano per gli altri candidai, già lo accusano di brogli. Sarà solo il primo di una lunga serie: l'allievo batte sempre il maestro.

12/12/10

La spazzatura portiamola ad Arcore.

Napoli, drappo nero di 5 chilometri sul lungomare e locali chiusi per protestare per la persistente presenza dei rifiuti in strada. Berlusconi - meglio noto come ILCAZZARDO - continua a fissare termini per darci la normalità, ma - siccome è un incapace al pari di ROSA RUSSO IERVOLINO e di TOTONNO BASSOLINO - senza esito.

21/07/10

I fatti hanno PARLATO, sempre!

MORTO ANTONIO PARLATO, EX DEPUTATO E SOTTOSEGRETARIO (- È morto la scorsa notte Antonio Parlato, 71 anni, già deputato e sottosegretario, dal 2004 presidente dell'Ipsema, la cassa previdenziale dei marittimi. Napoletano, esponente storico della destra, studioso di economia e di storia, deputato del Msi dal 1979 per quattro legislature, fu sottosegretario al Bilancio con delega per il Mezzogiorno nel primo governo Berlusconi. Avvocato, fu anche vicecommissario straordinario dell'Inail tra il 2002 e il 2003, e capogruppo di An nel Consiglio comunale di Napoli. (ANSA). DT 20-LUG-10 12:53

Grande pensatore, meridionalista autentico, onesto: l'Avv. Parlato mancherà molto alla devastata politica napoletana. Presentatore di oltre diecimila interrogazioni che spesso rivelavano e colpivano (anche con numerose conferme in sede giudiziaria) sconcertanti fenomeni di malaffare istituzionale, in particolare nella ricostruzione post-sismica ai danni del Sud e tra le sue battaglie parlamentari si ricorda la denuncia del tentativo dispiegato a bordo del “Britannia” di svendere le partecipazioni statali a stranieri e quell’attacco al finanziere Soros per le sue speculazioni sulla lira che costrinse la Banca d’Italia a difendere la moneta nazionale con migliaia di miliardi di lire.

Personalmente ne onorerò la memoria acquistando uno dei suoi testi più affascinanti: USCIRE DAL CAPITALISMO.

03/05/10

Napoli è la città con le tasse più alte

Napoli è la città delle italie dove la pressione tributaria locale è cresciuta di più nel 2010. Lo certifica lo studio, condotto da Krls network of business ethics per conto dell’associazione contribuenti italiani. Ogni napoletano verserà nel corso del 2010 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionalivarie per 2.572,89 euro contro una media nazionale di 1.710,15 euro. Il capoluogo partenopeo tra le entrate tributarie provinciali annovera la tassarifiuti, che falsa la classifica: da sola incide per 507,45 euro contro la media nazionale di 230,20 euro

12/12/09

E’ il caso che la Provincia esca da Bagnolifutura

sabato, dicembre 5, 2009
Rispoli: dal Comune artifici ai limiti della legalità

(di Espedito Vitolo da il Corriere del Mezzogiorno)

Bagnoli avrebbe dovuto uni­re la città e le istituzioni in un progetto uni­co dal quale ripartisse la rinascita. Un ango­lo meraviglioso del Golfo da risistemare do­po la morte dell’Italsider. E invece tutto è ancora lì. A sottolinearlo, meno di un mese fa, anche la Corte dei Conti: «La trasforma­zione urbana – scrissero i magistrati conta­bili – è stata decisa fin dal 1994, ma ancora non è stata completata nonostante la con­gruità dei finanziamenti concessi per oltre 259 milioni di euro (la spesa tuttavia è sta­ta solo del 30%)». Ora la vicenda di Bagno­li, divide radicalmente Provincia e Comu­ne. Luigi Rispoli, presidente del Consiglio provinciale, ha molte perplessità, soprattut­to dopo l’ultima ordinanza del Comune di Napoli. «Una vicenda, quella di Bagnoli ­spiega – che come tante altre che riguarda­no il Comune di Napoli, assume sempre di più toni grotteschi ed inverosimili».

A cosa si riferisce?

«Come si sa, il Comune di Napoli ha ap­provato il 23 ottobre scorso una proposta di piano attuativo per Bagnoli che, sostan­zialmente, toglie cubature precedentemen­te destinate alla produzione di beni e servi­zi e le assegna alle abitazioni. La proposta, che nasce nella Società Bagnolifutura, appa­re priva di una reale motivazione ed è co­struita su un presupposto più che discutibi­le: a parità di numero complessivo di abita­zioni si modificano solo le volumetrie».

Questo quali conseguenze comporta?

«Ovviamente i carichi urbanistici effetti­vi non potranno che cambiare facendo va­riare a loro volta gli standard abitativi e so­prattutto il valore dei suoli. In pratica è faci­le comprendere che, a parità di volumetrie, mantenere lo stesso numero di alloggi vuol dire solo costruire case più grandi il cui costo sarà inevitabilmente maggiore».

In cosa consiste lo scontro con la Pro­vincia?

«La nostra amministrazione, guidata da Luigi Cesaro, non ha potuto non interveni­re. Su proposta dell’assessore Aniello Pa­lumbo è stata approvata pochi giorni fa una deliberazione con la quale vengono formulate, precise osservazioni destinate certamente a far discutere. Segnaliamo co­me il provvedimento adottato dal Comune costituisca una variante alle previsioni del­la strumentazione urbanistica generale».

In che modo?

«I nostri tecnici hanno fatto una istrutto­ria; la Variante Occidentale, approvata a suo tempo dal Consiglio comunale, stabili­sce per le residenze il limite massimo di 300mila metri cubi. Quindi, il Pua (piano urbanistico attuativo, ndr), in quanto tale, non poteva elevare questo valore a 515 mi­la metri cubi perché tale variazione si con­figura in maniera inequivocabile come una variante. Gli uffici provinciali, inoltre, hanno anche evidenziato come il Pua, nel momento in cui modifica la suddivisione contenuta nella tabella prevista dall’artico­lo 23 della predetta Variante, compie un at­to che si configura come un’ulteriore modi­fica al Prg, di competenza, quindi, del Con­siglio comunale. Infine, anche la previsio­ne relativa all’assenza di incremento urba­nistico proposta dal Comune viene scon­fessata. Infatti, applicando correttamente i parametri risulterebbe un aumento degli abitanti pari a 2156 unità che obbliga a un incremento delle aree da destinare a stan­dard abitativi. Insomma, con la delibera ap­provata dalla Giunta comunale ci trovia­mo di fronte non solo ad un artifizio urba­nistico a nostro avviso ai limiti della legali­tà, ma anche di fronte ad un nuovo e peri­coloso esautoramento del Consiglio Comu­nale che, visto quanto rilevato dalla Provin­cia, dovrebbe essere invece competente sulla materia».

Sono accuse gravi.

«No, è l’intervento di un’amministrazio­ne ormai al capolinea che pretende di deci­dere le sorti e il futuro di Napoli e dell’inte­ra provincia. Alla luce di tutto ciò, che di­mostra tra l’altro ancora una volta come si intendano le relazioni interistituzionali da parte del centrosinistra, non possiamo che porci seriamente il quesito se valga effetti­vamente ancora la pena come amministra­zione provinciale di restare nell’ormai cal­derone Bagnolifutura » .

10/12/09

In fuga l'assessore Realfonso, avanti un altro!

A meno di un anno dalla fuga dalla politica dell'ex assessore al bilancio del comune di Napoli Enrico Cardillo, anche il suo successore REALFONSO si dimette. Nel primo caso Cardillo aveva tentato di spegnere i riflettori su di lui nel giorni dell'apertura delle indagini a suo carico per un paio di reati contro il patrimonio e il suicidio dell'altro assessore Giorgio Nugnes; ora i motivi rimangono oscuri. Quel che e' certo e' la sindacessa e compagni continuano a scendere agli inferi. Solo che non ci fanno sorridere.


L'assessore al bilancio del Comune di Napoli, Riccardo Realfonzo, si è dimesso. «Posso dire di avere raggiunto il principale risultato che mi ero prefisso - dice agli organi di stampa l'assessore della Giunta guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino - evitare il dissesto comunale salvaguardando le fasce sociali più deboli. Sono molto soddisfatto per questo, ma al tempo stesso devo constatare che negli ultimi tempi gli spazi per una vera azione di rinnovamento della pratica politica cittadina si sono ridotti, fino a scomparire. Per questo ieri ho rassegnato le mie dimissioni. È stata una decisione meditata e sofferta, necessaria per rimanere coerente con gli obiettivi di rigore, trasparenza e tutela dell'interesse collettivo che ho sempre perseguito».

Realfonso poi punta il dito: «Purtroppo, salvo rare eccezioni, la realtà delle società partecipate del Comune di Napoli resta figlia di un modo di fare politica che ha avuto la meglio in questi anni, che si è annidato soprattutto tra le frange egemoni del Partito democratico e che sta evidenziando i suoi limiti e le sue degenerazioni. Mi riferisco a un complesso scoordinato di strategie che puntano a proteggere interessi particolari, e che tendono a usare le partecipate come macchine per il consenso, legate a prebende e a privilegi. Sono criteri di gestione che finiscono col mortificare i cittadini e gli stessi lavoratori delle aziende comunali, in larghissima parte onesti e volenterosi».

06/10/09

Napoli, pioggia di incentivi del Comune per progetti fantasma.

NAPOLI (6 ottobre) - Sono i diciannove obiettivi strategici individuati dal Comune, vengono definiti «progetti di produttività» e valgono un milione e 200mila euro.

Ma si tratta, a ben vedere, di contributi per progetti fantasma o incentivi per i dipendenti come: il raddoppio del valore dei buoni mensa; aumenti per chi lavorerà «all’incremento delle entrate proprie» e per «migliorare i flussi di cassa dell’ente». A scorrere l’elenco, come scrive oggi Il Mattino, dei «progetti di produttività» affiorano anche 100mila euro «per contrastare gli effetti della crisi», 140mila euro per «lo sviluppo della società dell’informazione».

Tutti fondi da reperire tra i soldi che servono a pagare straordinari, indennità di posizione, indennità di rischio dei 12mila dipendenti. E per controllare che i dipendenti siano fedeli c’è un altro «progetto di produttività» del valore di 90mila euro.

Intanto in Regione emergono contributi per 9 milioni a sagre, processioni, «summit dei talenti» e kermesse varie. Tra i finanziamenti richiesti ce n’è anche uno per miss Mondo, almeno questo negato

16/08/09

Iervolino: "il mare di Napoli è splendido".

Per il sindaco Iervolino "il mare di Napoli è splendido". Vero. Se non è balneabile, è solo perchè è il sindaco ad essere un cesso.

10/06/09

Due Napoletani su tre non hanno votato Cesaro.

Due napoletani su tre non hanno votato Cesaro, più della metà - infatti - ha scelto di non andare a votare proprio per la presenza di un personaggio improponibile che non poteva essere sostenuto. Chi l'ha votato, invece, avrebbe scelto anche un cammello di Marte pur di esprimersi contro il partito di Bassolino e Iervolino. A ciò si aggiunga che i voti annullati in provincia di Napoli sono molto superiori alla media, proprio perchè la mancanza di opportunità ha reso impossibile la scelta di uno dei due candidati principali.

Senonchè leggere questa elezione come una sconfitta dell'asse bassoliniana sarebbe troppo semplicistico e sbagliato. Bassolino è un nemico giurato di Nicolais e, pur avendogli fornito formalmente appoggio, non si saprà mai cosa ha veramente fatto. Basti pensare che il Re della monnezza è stato capace di fare del suo assessore Andrea COZZOLINO il primo degli eletti del PD al parlamento europeo con quasi 137mila voti.

Sono, tuttavia, solo considerazioni interne alla sinistra che qui non interessano. Ciò che qui interessa porre in rilievo è il motivo per il quale il Popolo della Libertà, che non vince le amministrative in Campania da un ventennio, ha candidato un personaggio chiacchierato come Cesaro. Possibile che non ci fosse nulla di meglio in circolazione? Se bisognava dare un segnale di svolta, ciò non è stato fatto, anzi: il centrodestra, sapendo di vincere comunque, ha scelto ciò che di peggio offriva il mercato. Se queste sono le premesse per le regionali dell'anno prossimo - sempre che Bassolino non si proclami dittatore a vita - le perplessità sul deficit democratico che viviamo in questa regione aumentano esponenzialmente.

Non vorremmo che la candidatura di Cesaro, che non solo non sa l'italiano ma ha proprio problemi a esprimere un pensiero con nesso logico, sia il frutto di un pactum sceleris con "O' Sistema". Non dimentichiamo, infatti, che Cesaro - pur non essendo mai emerso a suo carico nessuna fattispecie di reato - risulta che abbia avuto dei rapporti con i Casalesi.

Tanto più che Conte, un consigliere regionale di Bassolino con i Verdi prima e la Margherità poi , che la settimana scorsa è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e che si è fatto eleggere con i voti del clan Misso, ora ha appogiato Cesaro.


Di seguito i voti delle provinciali a Napoli quartiere per quartiere. I risultati evidenziati sottolineano le anomalie che ci sono state in determinate aree.


NICOLAIS - CESARO

Fuorigrotta......48,79 - 42,78
Bagnoli...........52,42 - 40,61
Vomero..........48,42 - 45,68
Arenella..........48,01 - 45,37
Chiaiano.........47,02 - 45,32
Barra..............47,02 - 41,24
San Giovanni...63,13 - 27,82

Pianura...........34,24 - 59,97
Posillipo..........37,94 - 58,09
Chiaia.............42,00 - 53,44
Soccavo.........46,45 - 47,57
Piscin/marian...32,16 - 56,49
Scampia..........32,12 - 59,50
Miano.............37,63 - 55,25
Secondigliano..29,90 - 60,71
S.Pietro a P.....25,79 - 69,89

Ponticelli..........41,76 - 47,17
Poggioreale......35,33 - 57,82
San Carlo........40,99 - 52,07
Stella...............27,34 - 64,19
Avvocata.........43,73 - 45,29
Montecalvario..36,60 - 55,47
SanFerdinando.39,67 - 53,62
Porto................42,70 - 43,39
San Giuseppe...42,35 - 45,24
San Lorenzo.....38,02 - 54,19
Vicaria..............37,94 - 55,04
Mercato............20,56 - 67,40
Pendino.............24,76 - 65,46

06/06/09

Tra Cesaro e Nicolais è meglio il mare.

No, stavolta non si può davvero votare, non si può scegliere tra due personaggi come Nicolais e Cesaro. Il primo, un'ex creatura di Bassolino, è stato ministro prodiano all'Innovazione (Sic!) e presidente napoletano del PD fino all'anno scorso, quando, dopo aver registrato di nascosto una conversazione privata con la sindacessa Iervolino, gli fu intimato di dimettersi. Scegliere Nicolais significa avallare 20 anni di camorrismo politico, di imbrogli, fallimenti, prese in giro, ossia di bassolinismo. Dall'altra parte c'è, invece, un semianalfabeta di dubbia moralità (e non specifichiamo altro!) che sostiene di essere l'alternativa. L'alternativa a cosa? La monnezza indifferenziata rimane monnezza indifferenziata anche se cambia colore. E' vero che la provincia serve solo a distribuire soldi ai partiti, ma il PdL avrebbe dovuto candidare una personalità di spessore per dare segnale di discontinuità rispetto alla sua opposizione omissiva. Invece, nel segno della cogestione, ha candidato Cesaro che, per ribadire di essere della stessa pasta del suo antagonista, ha dichiarato di voler nominare Nicolais suo assessore.

Del resto, la Campania è la regione in cui i politici hanno il dono dell'ubiquità. Infatti, Clemente Mastella, pur continuando a sgovernare la regione Campania con Bassolino e il PD e pur continuando sua moglie Sandra a presiederne il consiglio, è riuscito a candidarsi per il parlamento europeo con il PdL. Questo mentre Enzo Rivellini, che da consigliere regionale non è riuscito a far cadere Bassolino nemmeno quando Mastella ha scelto di candidarsi con il suo partito, è stato promosso sul campo e candidato alle elezioni europee con lo slogan rubato ad Alemanno di "più Sud in Europa, più Europa nel Sud". In realtà, comunque vada, ci saranno solo più parassiti sia dentro che fuori la Campania.

La candidatura più inquietante resta, però, quella di Ciriaco De Mita che, per rendere tutto a tinte più fosche, ha voluto che i suoi manifesti fossero in bianco e nero. Se chi scrive è stato tentato, per un attimo, di votare per l'Udc, gli è bastato vedere la lista dei candidati per rinsavire: l'UDC se uno non è un cialtrone o un delinquente non ti arruola e, infatti, è significativo che le candidature più pubblicizzate siano quelle di De Mita al Sud ed Emanuele Filiberto di Savoia al Nord.

Come vedete, tutto ritorna.

N.B. Se poi volete farvi del male e andrete a votare, scegliere almeno Insorgenza con Nando Dicè presidente. A seguire tutti i candidati collegio per collegio:

1 Napoli Crocano Carmela; 2 Napoli Vincenzo Riccio; 3 Napoli Giovanni Palladino; 4 Napoli Anna luisa Napolitano; 5 Napoli Antonio Lamberti; 6 Napoli Massimo Calabrese; 7 Napoli Angelo Ranieri; 8 Napoli Ciro Marrazzo;9 Napoli Salvatore Branno; 10 Napoli Gianluca Bozzelli; 11 Napoli Enrico Piantino; 12 Napoli Ciro Urciuolo;13 Napoli Marra Luigi; 14 Napoli Giammarino Luigi (detto Gino); 15 Napoli Carmine Ippolito; 16 Napoli Vincenzo Fumo; 17 Acerra Antimo Ceparano; 18 Afragola Michele Turizio; 19 Arzano Carmen Bonomo; 20 Boscoreale Marcello Tucci; 21 Caivano Mafalda Insigne; 22 Casoria Annalisa Fucito; 23 Castellammare Avano Antonio; 24 Ercolano Avano Antonio; 25 Frattamaggiore Vincenzo Cimino; 26 Giugliano ANTONIO COSTANZO; 27 Gragnano Vincenza Pelella; 28 Ischia Salvatore Penne; 29 Marigliano Davide D'Angelo; 30 Marano Mario Gallo; 31 Mugnano Raffaela Palladino; 32 Nola Mario Caruso; 33 Poggiomarino Piccioni Stefano; 34 Pomigliano Gennaro Alfiero; 35 Pompei Gennaro Ioimo; 36 Portici Anna Avano; 37 Pozzuoli Massimo Sorrentino; 38 Quarto Antonio Napolitano; 39 San Giorgio a Cremano Giuliano Falanga; 40 Sant'antimo Alessandro Calvo; 41 Somma Vesuviana Bizzarro Giuseppe; 42 Sorrento Rachele Tizzano; 43 Torre annunziata Iadaresta Annamaria; 44 Torre del Greco Gaudino Michele;
45 Volla Gustavo Miele.

17/05/09

Il boss disse: date a Cesaro

di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi

Il re dei rifiuti accusa il coordinatore campano del Pdl: lo vidi incontrare il capoclan. E parla di un patto segreto tra il deputato e i casalesi Una gigantesca zona grigia, dove diventa impossibile distinguere i confini tra camorra, imprenditoria e politica. I verbali di Gaetano Vassallo, l'imprenditore che per vent'anni ha gestito il traffico di rifiuti tossici per conto dei boss casalesi, vanno al cuore del patto criminale che ha avvelenato una regione. Descrivendo accordi inconfessabili che sostiene di avere visto nascere sotto i suoi occhi. Una testimonianza che chiama direttamente in causa i vertici campani di Forza Italia, quelli a cui Silvio Berlusconi ha affidato proprio la pulizia di Napoli. Oltre al sottosegretario Nicola Cosentino, uomo forte del Pdl nella regione, il gran pentito dei rifiuti ha accusato anche il coordinatore del partito, l'onorevole Luigi 'Gigi' Cesaro. Un ex funzionario della Asl di Caserta che si sarebbe conquistato la simpatia personale del Cavaliere bombardandolo con spedizioni settimanali di mozzarella di bufala: 20 chili per volta. "Silvio mi ha detto: ''Gigi, la tua mozzarella la mangio perché so che i tuoi amici la fanno con cura. E non ti farebbero mai un torto'".

Il parlamentare, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato "un fiduciario del clan Bidognetti": la famiglia di Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto 'e Mezzanotte', il superboss condannato all'ergastolo in appello nel processo Spartacus e che assieme a Francesco 'Sandokan' Schiavone ha dominato la confederazione casalese.

Vassallo riferisce ai magistrati le rivelazioni di due pezzi da novanta della cosca casertana: "Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell'occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti".


Frasi di seconda mano? Il collaboratore di giustizia dichiara di essere stato testimone diretto dell'incontro tra il parlamentare e Luigi Guida, detto 'o Drink, che tra il 1999 e il 2003 ha guidato armi alla mano la famiglia Bidognetti per conto del padrino detenuto. "Io mi meravigliai che il Cesaro avesse a che fare con Guida...". Quello che viene descritto è un patto complesso, che coinvolge i referenti di più partiti e i cassieri di più famiglie camorristiche. L'affare è ricco: la riconversione dell'area industriale dismessa dalla Texas Instruments in una zona ottimamente collegata. Una delle storie della disfatta tecnologica del Sud: nonostante l'accordo per il rilancio, nel 1999 lo stabilimento viene venduto a una immobiliare di Bologna e chiuso, con la mobilità per 370 dipendenti. Poi nel 2005 la ditta del fratello di Cesaro ottiene il permesso per costruirvi una nuova struttura industriale. Ma nulla nei piani dei Cesaro assomiglia a una riconversione produttiva. Infatti l'anno scorso parte il tentativo di cambiarne la destinazione, bloccato dalla protesta di opposizione e cittadini. La zona resta inutilizzata ma strategica: tra poco vi sorgerà una fermata del metrò. E dieci giorni fa è stato presentato un altro progetto, che avrebbe forti sponsor in Regione, per farvi nascere negozi e parcheggi.

Ancora più lucrosa sarebbe stata la trasformazione dei poderi di Lusciano, un paesone incastonato tra Caserta e Napoli, in aree industriali, dove poi insediare aziende possedute dai padrini. Un ciclo economico interamente deviato dal potere della criminalità, che deforma il territorio e il tessuto imprenditoriale grazie al controllo assoluto delle amministrazioni locali e alla disponibilità di capitali giganteschi. Tra i protagonisti delle deposizioni anche Nicola Ferraro, businessman dei rifiuti e leader casertano dell'Udeur, tutt'ora consigliere regionale nonostante un arresto e le accuse di vicinanza alla famiglia di 'Sandokan' Schiavone: "Nicola Ferraro era il garante politico economico ed era colui che coordinava l'operazione, mentre il Guida era quello che interveniva al Comune di Lusciano direttamente sul sindaco e sull'ingegnere dell'ufficio tecnico per superare i vari ostacoli. Chiaramente molti terreni agricoli prima di essere inseriti nel nuovo piano regolatore venivano acquistati dal gruppo Bidognetti a basso prezzo dai coloni e intestati a prestanome". Poi il racconto entra nei dettagli: "Il Ferraro aveva il compito di cacciare i soldi per conto del gruppo Bidognetti per liquidare i coloni. Una volta divenuti edificabili, i lotti venivano assegnati a ditte di persone collegate al clan, quali l'azienda di Cesaro, che in cambio dell'assegnazione versava una percentuale al clan".

15/05/09

A Napoli splende Il sol dell'Avvenire.

Oggi il tempo è pessimo, ma alcuni delinquenti hanno pensato al sol dell'avvenire. Un bus di linea è stato dato alle fiamme da quattro o cinque persone incappucciate proprio nei pressi di piazza Carlo III, dove sorge un centro sociale. I teppisti hanno bloccato il mezzo, hanno fatto scendere l’autista e i passeggeri e poi hanno dato fuoco all’autobus.

In un’altra zona, sempre nel centro storico, alcuni cassonetti della spazzatura sono stati rovesciati e dati alle fiamme. Intanto, un corteo di "disoccupati organizzati" si è mosso da piazza Mancini, nella zona della stazione centrale, per recarsi in prefettura a piazza del Plebiscito. La Digos sta cercando di chiarire se la manifestazione dei senza lavoro sia da mettere in relazione con l’incendio del bus e dei cassonetti, ma la logica in questo caso non è opinabile, visto che è stata occupata anche la sede del Pdl di piazza Bovio - che, guarda un po', era di strada per il corteo dei disoccupati - e sono state sequestrate 8 persone.

Infatti, alcuni appartenenti al "Sindacato lavoratori in lotta" sono stati portati in questura. Alcuni giorni fa, chi scrive si è imbattuto in un loro corteo proprio passando nei pressi del Municipio e ha potuto vedere 150-200 persone tutte con la faccia da delinquente che venivano scortate da camionette della polizia e mezzi blindati. Tutto il rettifilo è stato riempito con i loro manifesti dal titolo emblematico di "non conformi alla legge".

Si tratta di terroristi e non andrebbero tollerati ulteriormente, invece la sinistra istituzionale li coccola e li protegge. La sindacessa compra loro sedi con i soldi del contribuente e, intanto, quest'ultimi possono scorazzare liberamente in città. Usque tandem?

08/05/09

Napolipark, elogio del voto di scambio.


Il consiglio comunale di Napoli - lo stesso che Napolitano, se avesse applicato quella costituzione che cita con retorica ogni dì, avrebbe dovuto sciogliere - ha bloccato, in seguito alla denuncia di alcuni consiglieri di opposizione, durante la seduta per l'approvazione del bilancio preventivo, 9 assunzioni per la società Napolipark. La maggioranza, preso atto della denuncia per modalità di selezione poco trasparenti, ha cercato così di tappare l'ennesimo scandalo sul nascere e bloccare tutto. La sindacessa, da parte sua, ci ha tenuto a ribadire che - come al solito - non ne sapeva nulla. Si vede che, per lei, la sua unica funzione è sostituire gli assessori "sfrantummati" che, di tanto in tanto, vengono arrestati con l'accusa di corruzione, concussione e legami con la camorra.

Ogni volta che siamo sotto elezioni (rectius, dei plebisciti!), la storia si ripete: si procede con concorsi - possibilmente truccati - per assunzioni pilotate e i voti sono assicurati. Sono 40 anni che a Napoli il consenso elettorale si acquista (nel vero senso della parola) in questi termini.

Non è un caso, infatti, che il PD stia incentrando la sua campagnia elettorale sul lavoro proprio per ricordare ai sudditi con chi bisogna stare per avere le mani in pasta. I manifesti con faccia di Andrea Cozzolino - l'assessore e il braccio destro del signor Bassolino - sono ovunque e con slogan quantomeno stridenti come "più lotta alla criminalità", "più Sud", cioè con messaggi che - se ripetuti da Totò Riina - sarebbero più credibili.

21/03/09

Napoli, Don Luigi Ciotti in corteo con chi agevola la camorra.

Quanti saranno stati i camorristi presenti al corteo contro la camorra organizzato a Napoli da Don Luigi Ciotti? Non possiamo sostenere un numero con certezza, però sappiamo che al corteo c'erano molti politici, i quali - in provincia di Napoli - quando non sono loro stessi dei camorristi, non disdegnano i voti della camorra. Quest'oggi, sul palco, accanto a Don Luigi Ciotti, c'era addirittura Antonio Bassolino, sotto il regno del quale la camorra ha sempre fatto affari d'oro nella sanità, nella spazzatura, negli appalti e nelle assunzioni. A sfilare c'era anche il verde Dino Di Palma, l'incauto presidente della provincia, e Rosetta Iervolino, la sindacessa. Chissà, magari, se metà della sua giunta non fosse stata soggetta agli arresti domiciliari, ci sarebbero stati anche i suoi assessori...

18/03/09

A Napoli i comunisti pensano solo alla droga.


Questo pomeriggio alcuni bravi dei centri sociali hanno attuato una "mirabile" azione di impatto "sociale" piantando - indisturbati! - nei giardini di piazza Municipio ed in quelli di piazzetta Giusso (Università Orientale) alcune piante di marijuana. Nessuno dei numerosi vigili nè degli agenti di polizia presenti hanno ritenuto opportuno intervenire. Chissà, forse perchè operando nei pressi del comune di Napoli di tossici ne vedono passare in continuazione...

15/03/09

Se la manifestazione contro la camorra è autorizzata dalla camorra stessa.


Sabato prossimo Libera, l'associazione costituita da Don Luigi CIOTTI, manifesterà a Napoli contro le mafie con il patrocinio della regione Campania e del comune di Napoli, due istituzioni all'interno delle quali diversi componenti dovranno difendersi dai capi di imputazione di associazione per delinquere, corruzione e concussione. A tal proposito, la freddura più immediata è che, probabilmente, il patrocinio sarebbe stato meglio averlo direttamente dai clan camorristici interessati con la benedizione di Raffaele Cutol0. Perchè che si manifesti contro la mafia e poi si chieda il patrocinio di due istituzioni molto chiacchierate significa voler prendere in giro chi a queste iniziative ci crede e ottenere l'effetto contrario a quello voluto.

Nel video riportato (minuto 3.30) Vittoria Mariani, una delle anime di Insorgenza Civile, lo dice senza nascondersi: "noi abbiamo ancora un camorrista che siede sulla poltrona di governatore della Campania".

Ha senso,quindi, chiedere l'autorizzazione a Bassolino per manifestare contro tutto ciò che egli incarna?

E' un paradosso zenoniano come quello che ci ha regalato Bassolino facendo costituire parte civile la Regione che egli tiranneggia nel processo in cui egli stesso è imputato per truffa aggravata ai danni dello stato.

05/02/09

Iervolino, l'unico caso al mondo in cui è il sindaco a contestare i cittadini.

Con un atto che ha pochi precedenti nella storia parlamentare, la Camera dei deputati ha votato e approvato oggi una mozione nella quale si chiedono le dimissioni della giunta di Napoli per "gravi motivi di ordine pubblico". A presentare il documento di "sfiducia" è stato il parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta, uno dei possibili candidati nella corsa a sindaco alle prossime elezioni amministrative. Il voto di Montecitorio è avvenuto al termine di una seduta particolarmente concitata, con i rappresentanti di Pd e Italia dei valori che hanno lasciato l'aula. Lo stesso governo aveva dato parere negativo all'emendamento, ma la maggioranza non ha tenuto conto dell'indicazione arrivata da Palazzo Chigi. La Iervolino, però, nonostante il suo livello di popolarità nella città che amministra sia del 6% (perchè il restante 94% dei napoletani la detesta), ha commentato che non si dimetterà.

Lei sì che è una dittatrice tutta d'un pezzo.
Non riveliamo quale pezzo però...

09/01/09

Iervolino,una tarantella senza fine.

Non commenterò quanto sta avvenendo a Napoli nè il cinismo del Partito Democratico che, da Nicolais a Veltroni, continua a ballare la tarantella su un cadevere chiamato democrazia. Il mio fegato si è già ingrossato ben oltre la normale tollerabilità e, francamente, non mi è più possibile capire da che punto cominciare e da quale finire. Se nemmeno con una giunta - rinnovata solo l'anno scorso! - che ha ben cinque assessori indagati per corruzione, la Iervolino si è dimessa, è davvero inutile aggiungere ogni ulteriore commento a quelli già esposti in tanti anni di scandali. Davanti ai PM, è arrivata a definire degli "sfrantummati", cioè degli incapaci, i suoi ex assessori e ha aggiunto che a questi è mancata la stessa dignità di Giorgio Nugnes (la procura, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio verso Nugnes, a questo punto dovrebbe dirigere le proprie attenzioni proprio verso la sindacessa) e a Linda Lanzillotta, che aveva chiesto al consiglio comunale di sfiduciarla, ha risposto con un secco, strafottente e intimidatorio "si facesse gli affari suoi". Attualmente sta tenendo banco anche il gossip sulla conversazione registrata con i suoi segretari di partito Nicolais e Tino Iannuzzi e la soap opera non sembra intravedere un epilogo.

A fronte di una trama che sembra essere stata scritta da Plauto, secondo un sondaggio commissionato dal Corriere del Mezzogiorno, il 5% dei napoletani continua ad avere fiducia nei confronti della sindacessa. Ebbene, vorrei tanto sapere chi sono questi camorristi/corrotti/dementi che hanno ancora il coraggio di aprire la bocca.

19/12/08

Veltroni e Maroni salvano Iervolino.

Nel PD si è andati molto oltre le teorie del giurista Piero Mortati sulla distinzione tra costituzione formale e materiale, introducendo - di fatto - un nuovo diritto costituzionale di stampo sovietico. Rosetta Iervolino, infatti, ieri ha rimesso il suo mandato non al consiglio comunale come la normativa le impone, ma al segretario del suo partito VELTRONI, che - senza pudore - ha invitato la sindacessa, con tanto di "auguri", ad andare avanti.

Veltroni dimostra così di non essere affatto cambiato rispetto a quando, da dirigente del Pci, riceveva ai congressi esponenti eminenti del partito comunista russo. Potrà pure scimmiottare Nando Molliconi, alias Alberto Sordi, che fa l'americano per apparire simpatico, ma - all'atto pratico - ha la mentalità di uno stalinista.

Mentre i napoletani protestano in tutta la città - al centro direzionale, al centro storico, a piazza Municipio, a Chiaia, a via Santa Lucia e alla stazione Marittima - fischiando il sindaco anche durante la cerimonia di varo di una nave, il segretario - a nome del partito - ritiene di essere l'interprete autentico della volontà del popolo anche se gli va contro. Lenin sicuramente lo applaudirebbe.

D'altra parte, il ministro degli interni Maroni (bontà sua!) non è da meno e conferma di essere un nemico di Napoli. Infatti, ha già dichiarato che non provvederà a sciogliere il comune perchè tra i reati contestati ai 5 assessori c'è l'associazione per delinquere(416 c.p) e non l'associazione per delinquere di stampo mafioso (416bis cp).

Tuttavia, scioglierà il consiglio comunale di Pescara anche se pure al sindaco D'Alfonso non è contestato il reato ex art 416bis bensì quello di concussione/corruzione (a dire il vero, bisognerebbe spiegare all'avvocato Maroni che l'imputazione viene formalizzata alla chiusura dell'indagini..ndr). Viene così, ancora una volta, in rilievo che Pd e Pd+L continuano a spartirsi il potere come hanno sempre fatto all'ombra del Vesuvio. Del resto, non è un caso che dalle intercettazioni emerga che, per ogni appalto, tra maggioranza e "opposizione" ci sia un'intensa "collaborazione".

P.S. Intanto girano già i nomi degli assessori regionali nei cui confronti presto si estenderà l'inchiesta. Per ora, però, non posso farli.