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27/02/10

Di Girolamo come Garibaldi.

Perchè scandalizzarsi tanto per il senatore Di Girolamo, anche Garibaldi, il cui nome viene ora celebrato nel 150° anniversario dell'impero coloniale italiano, fu "eletto" della mafia: le Italie sono nate con la mafia e la camorra e i rapporti tra malavita e politici, benchè la distinzione non sia netta, sono una costante consolidada. Di Girolamo - pur essendo il solo fesso che si è fatto sgamare - non è altro che uno dei tanti interpreti dell'italianità; dunque gli vanno dedicate piazze, strade e monumenti: esattamente come a Garibaldi.

11/12/09

Clamoroso, forse il PdL punta su uno in gamba.

Berlusconi, consapevole delle mezze cartucce che inquinano il PdL in Campania, ha capito che, per cercare una persona affidabile, deve guardare oltre il suo partito: ha cosi', di fatto, sfiduciato quei 61 parlamentari che avevano appoggiato Cosentino prima e hanno fatto quadrato sui dirigentuncoli di partito poi. SPERIAMO E ASPETTIAMO L'UFFICIALITA'.


Sembra tramontare la candidatura di Nicola Cosentino alla presidenza della Regione Campania. Silvio Berlusconi ha detto infatti che si sta profilando una candidatura esterna alla politica. In Campania ci saranno delle sorprese, ha affermato parlando ai giovani del Ppe incontrati in una sala dell’albergo che lo ospita a Bruxelles. Per la candidatura, secondo quanto riferito da diversi presenti, Berlusconi ha sostenuto che si sta profilando una candidatura esterna alla politica e che si attingerà dalla società civile.


IL NOME - Di chi si tratta? Secondo alcuni si punterebbe sul magistrato Arcibaldo Miller, capo degli ispettori di via Arenula. Un nome che servirebbe a dare un segnale di legalità in una regione tormentata dalla criminalità e dagli scandali. Un nome che farebbe il paio con quello in campo in Puglia dove il Pdl starebbe puntando su Stefano Dambruoso, ex magistrato dell'antiterrorismo e oggi consulente del ministro Alfano. Ma resta in campo anche una possibile candidatura del numero uno degli industriali napoletani, Gianni Lettieri. E la sorpresa potrebbe arrivare da una possibile candidatura del patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis.

BERTOLASO - «Il Pdl farà in fretta la scelta del candidato alla presidenza della Campania ora che il caso Cosentino è stato risolto, ma lo farà anche con la dovuta riservatezza», così qualche ora prima delle esternazione di Berlusconi, si era pronunciato il vice capogruppo dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello. Alla domanda di una giornalista una valutazione su Bertolaso quale possibile candidato, Quagliariello ha replicato «sarebbe una ottima scelta basti vedere come ha risolto la questione dei rifiuti»

09/06/09

Buongiorno, onorevole Barbara Matera!

Questa è la prima eletta del PdL nella circoscrizione meridionale, l'ex letteronza Barbara Matera. Fesso chi continua a fare politica formandosi nelle sezioni!

06/06/09

Tra Cesaro e Nicolais è meglio il mare.

No, stavolta non si può davvero votare, non si può scegliere tra due personaggi come Nicolais e Cesaro. Il primo, un'ex creatura di Bassolino, è stato ministro prodiano all'Innovazione (Sic!) e presidente napoletano del PD fino all'anno scorso, quando, dopo aver registrato di nascosto una conversazione privata con la sindacessa Iervolino, gli fu intimato di dimettersi. Scegliere Nicolais significa avallare 20 anni di camorrismo politico, di imbrogli, fallimenti, prese in giro, ossia di bassolinismo. Dall'altra parte c'è, invece, un semianalfabeta di dubbia moralità (e non specifichiamo altro!) che sostiene di essere l'alternativa. L'alternativa a cosa? La monnezza indifferenziata rimane monnezza indifferenziata anche se cambia colore. E' vero che la provincia serve solo a distribuire soldi ai partiti, ma il PdL avrebbe dovuto candidare una personalità di spessore per dare segnale di discontinuità rispetto alla sua opposizione omissiva. Invece, nel segno della cogestione, ha candidato Cesaro che, per ribadire di essere della stessa pasta del suo antagonista, ha dichiarato di voler nominare Nicolais suo assessore.

Del resto, la Campania è la regione in cui i politici hanno il dono dell'ubiquità. Infatti, Clemente Mastella, pur continuando a sgovernare la regione Campania con Bassolino e il PD e pur continuando sua moglie Sandra a presiederne il consiglio, è riuscito a candidarsi per il parlamento europeo con il PdL. Questo mentre Enzo Rivellini, che da consigliere regionale non è riuscito a far cadere Bassolino nemmeno quando Mastella ha scelto di candidarsi con il suo partito, è stato promosso sul campo e candidato alle elezioni europee con lo slogan rubato ad Alemanno di "più Sud in Europa, più Europa nel Sud". In realtà, comunque vada, ci saranno solo più parassiti sia dentro che fuori la Campania.

La candidatura più inquietante resta, però, quella di Ciriaco De Mita che, per rendere tutto a tinte più fosche, ha voluto che i suoi manifesti fossero in bianco e nero. Se chi scrive è stato tentato, per un attimo, di votare per l'Udc, gli è bastato vedere la lista dei candidati per rinsavire: l'UDC se uno non è un cialtrone o un delinquente non ti arruola e, infatti, è significativo che le candidature più pubblicizzate siano quelle di De Mita al Sud ed Emanuele Filiberto di Savoia al Nord.

Come vedete, tutto ritorna.

N.B. Se poi volete farvi del male e andrete a votare, scegliere almeno Insorgenza con Nando Dicè presidente. A seguire tutti i candidati collegio per collegio:

1 Napoli Crocano Carmela; 2 Napoli Vincenzo Riccio; 3 Napoli Giovanni Palladino; 4 Napoli Anna luisa Napolitano; 5 Napoli Antonio Lamberti; 6 Napoli Massimo Calabrese; 7 Napoli Angelo Ranieri; 8 Napoli Ciro Marrazzo;9 Napoli Salvatore Branno; 10 Napoli Gianluca Bozzelli; 11 Napoli Enrico Piantino; 12 Napoli Ciro Urciuolo;13 Napoli Marra Luigi; 14 Napoli Giammarino Luigi (detto Gino); 15 Napoli Carmine Ippolito; 16 Napoli Vincenzo Fumo; 17 Acerra Antimo Ceparano; 18 Afragola Michele Turizio; 19 Arzano Carmen Bonomo; 20 Boscoreale Marcello Tucci; 21 Caivano Mafalda Insigne; 22 Casoria Annalisa Fucito; 23 Castellammare Avano Antonio; 24 Ercolano Avano Antonio; 25 Frattamaggiore Vincenzo Cimino; 26 Giugliano ANTONIO COSTANZO; 27 Gragnano Vincenza Pelella; 28 Ischia Salvatore Penne; 29 Marigliano Davide D'Angelo; 30 Marano Mario Gallo; 31 Mugnano Raffaela Palladino; 32 Nola Mario Caruso; 33 Poggiomarino Piccioni Stefano; 34 Pomigliano Gennaro Alfiero; 35 Pompei Gennaro Ioimo; 36 Portici Anna Avano; 37 Pozzuoli Massimo Sorrentino; 38 Quarto Antonio Napolitano; 39 San Giorgio a Cremano Giuliano Falanga; 40 Sant'antimo Alessandro Calvo; 41 Somma Vesuviana Bizzarro Giuseppe; 42 Sorrento Rachele Tizzano; 43 Torre annunziata Iadaresta Annamaria; 44 Torre del Greco Gaudino Michele;
45 Volla Gustavo Miele.

30/05/09

Raffaele Lombardo (MPA) si emancipa dal cuffarismo e sfida l'asse nordista del PdL.

Sicilia, rivoluzione nel governo
Entra solo metà Pdl, Cuffaro fuori

E i vertici del Pdl ora chiedono a Lombardo un incontro dopo le europee
e lo invitano ad evitare "eccessi e furbizie" nel definire la nuova Giunta regionale

PALERMO - Due magistrati, un imprenditore impegnato nella battaglia anti racket, solo una parte del Pdl e nessun uomo dell'Udc di Cuffaro. Nasce la nuova giunta siciliana guidata da Raffaele Lombardo. Il leader dell'Mpa ha annunciato i nomi dei primi nove assessori del governo-bis chiudendo così la crisi che si era aperta lunedì quando il presidente della Regione aveva azzerato la giunta in seguito agli scontri con gli alleati.

Nel nuovo governo di Lombardo non entra il Pdl, ma solo la componente che fa capo al sottosegretario Gianfranco Micciché (a lui fanno riferimento i due assessori confermati Giambattista Bufardeci e Michele Cimino) oltre a Luigi Gentile ex di An anche lui deciso a sfidare il diktat dei vertici del partito che hanno minacciato di espulsione chiunque avesse accettato la proposta di entrare a far parte del Lombardo-bis.
Un diktat che, dopo l'annuncio, ha ripetuto da Roma il ministro La Russa: "Nessuno ha potuto né può aderire senza una autoesclusione dal Pdl".

Nella nuova compagine ci sono poi due uomini dell'Mpa, il partito del presidente (Roberto Di Mauro e Giuseppe Sorbello) e soprattutto ci sono cinque assessori tecnici, dei quali due sono magistrati: Massimo Russo (ex pm impegnato in indagini di mafia che guida l'assessorato alla Sanità) e Caterina Chinnici, figlia di Rocco Chinnici il giudice ucciso dalla mafia a Palermo nel 1983.

Tra i tecnici sembrava entrasse, ma sembra in forse, il rettore dello Iulm e presidente della Fondazione Banco di Sicilia Gianni Puglisi e Marco Venturi, vicepresidente di Confidustria Sicilia e tra gli imprenditori che hanno avviato la battaglia contro il racket. Restano a disposizione due posti in giunta che Lombardo tiene liberi per proseguire la trattativa con il resto del Pdl, l'area che fa capo al coordinatore regionale Giuseppe Castiglione e al ministro della Giustizia Angelino Alfano, e con l'Udc di Salvatore Cuffaro che per il momento ha annunciato di "voler stare all'opposizione di questo governo".

In una nota i coordinatori del Pdl Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi invitano Raffaele Lombardo a evitare "eccessi e furbizie" nel definire la nuova Giunta regionale della Sicilia e ad attendere le elezioni per arrivare poi a una soluzione condivisa con i "vertici nazionali e regionali" del Pdl.

"Il coordinamento nazionale del Pdl - si legge nella nota - conferma quindi il giudizio negativo sui modi e sui tempi con cui l'onorevole Lombardo ha affrontato il ripensamento sulla composizione della giunta che per primi avevamo e continuiamo a sollecitare, ma nelle forme utili per un rilancio dell'amministrazione siciliana. Senza la matassa polemica influenzata dal clima elettorale. Il coordinamento nazionale del Pdl rinnova quindi l'invito a operare, tutti, senza presunzione e facendo prevalere realmente gli interessi della Sicilia attraverso un necessario anche se faticoso lavoro di condivisione".

"In ogni caso - sottolineano i tre coordinatori nazionali del Pdl - nessuna delle soluzioni che prima delle elezioni venisse autonomamente assunta dal presidente Lombardo o, in ipotesi, da singoli deputati regionali, potrà trovare accoglimento nemmeno come soluzione transitoria o potenziale senza una intesa e condivisione con i vertici del Pdl. In definitiva, spetterà al coordinamento nazionale del Pdl, di intesa con i coordinatori regionali e i capigruppo, valutare ogni prospettazione nei tempi da noi preannunciati

17/05/09

Luigi Cesaro: questo è l'uomo che il PdL ha scelto per la presidenza della provincia di Napoli.

In Campania, per selezionare i candidati, i partiti chiedono pochi requisiti: l'ignoranza, la rozzezza e, possibilmente, la collusione con la camorra. Cesaro è, in questo senso, elemento di sintesi.

Il boss disse: date a Cesaro

di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi

Il re dei rifiuti accusa il coordinatore campano del Pdl: lo vidi incontrare il capoclan. E parla di un patto segreto tra il deputato e i casalesi Una gigantesca zona grigia, dove diventa impossibile distinguere i confini tra camorra, imprenditoria e politica. I verbali di Gaetano Vassallo, l'imprenditore che per vent'anni ha gestito il traffico di rifiuti tossici per conto dei boss casalesi, vanno al cuore del patto criminale che ha avvelenato una regione. Descrivendo accordi inconfessabili che sostiene di avere visto nascere sotto i suoi occhi. Una testimonianza che chiama direttamente in causa i vertici campani di Forza Italia, quelli a cui Silvio Berlusconi ha affidato proprio la pulizia di Napoli. Oltre al sottosegretario Nicola Cosentino, uomo forte del Pdl nella regione, il gran pentito dei rifiuti ha accusato anche il coordinatore del partito, l'onorevole Luigi 'Gigi' Cesaro. Un ex funzionario della Asl di Caserta che si sarebbe conquistato la simpatia personale del Cavaliere bombardandolo con spedizioni settimanali di mozzarella di bufala: 20 chili per volta. "Silvio mi ha detto: ''Gigi, la tua mozzarella la mangio perché so che i tuoi amici la fanno con cura. E non ti farebbero mai un torto'".

Il parlamentare, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato "un fiduciario del clan Bidognetti": la famiglia di Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto 'e Mezzanotte', il superboss condannato all'ergastolo in appello nel processo Spartacus e che assieme a Francesco 'Sandokan' Schiavone ha dominato la confederazione casalese.

Vassallo riferisce ai magistrati le rivelazioni di due pezzi da novanta della cosca casertana: "Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell'occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti".


Frasi di seconda mano? Il collaboratore di giustizia dichiara di essere stato testimone diretto dell'incontro tra il parlamentare e Luigi Guida, detto 'o Drink, che tra il 1999 e il 2003 ha guidato armi alla mano la famiglia Bidognetti per conto del padrino detenuto. "Io mi meravigliai che il Cesaro avesse a che fare con Guida...". Quello che viene descritto è un patto complesso, che coinvolge i referenti di più partiti e i cassieri di più famiglie camorristiche. L'affare è ricco: la riconversione dell'area industriale dismessa dalla Texas Instruments in una zona ottimamente collegata. Una delle storie della disfatta tecnologica del Sud: nonostante l'accordo per il rilancio, nel 1999 lo stabilimento viene venduto a una immobiliare di Bologna e chiuso, con la mobilità per 370 dipendenti. Poi nel 2005 la ditta del fratello di Cesaro ottiene il permesso per costruirvi una nuova struttura industriale. Ma nulla nei piani dei Cesaro assomiglia a una riconversione produttiva. Infatti l'anno scorso parte il tentativo di cambiarne la destinazione, bloccato dalla protesta di opposizione e cittadini. La zona resta inutilizzata ma strategica: tra poco vi sorgerà una fermata del metrò. E dieci giorni fa è stato presentato un altro progetto, che avrebbe forti sponsor in Regione, per farvi nascere negozi e parcheggi.

Ancora più lucrosa sarebbe stata la trasformazione dei poderi di Lusciano, un paesone incastonato tra Caserta e Napoli, in aree industriali, dove poi insediare aziende possedute dai padrini. Un ciclo economico interamente deviato dal potere della criminalità, che deforma il territorio e il tessuto imprenditoriale grazie al controllo assoluto delle amministrazioni locali e alla disponibilità di capitali giganteschi. Tra i protagonisti delle deposizioni anche Nicola Ferraro, businessman dei rifiuti e leader casertano dell'Udeur, tutt'ora consigliere regionale nonostante un arresto e le accuse di vicinanza alla famiglia di 'Sandokan' Schiavone: "Nicola Ferraro era il garante politico economico ed era colui che coordinava l'operazione, mentre il Guida era quello che interveniva al Comune di Lusciano direttamente sul sindaco e sull'ingegnere dell'ufficio tecnico per superare i vari ostacoli. Chiaramente molti terreni agricoli prima di essere inseriti nel nuovo piano regolatore venivano acquistati dal gruppo Bidognetti a basso prezzo dai coloni e intestati a prestanome". Poi il racconto entra nei dettagli: "Il Ferraro aveva il compito di cacciare i soldi per conto del gruppo Bidognetti per liquidare i coloni. Una volta divenuti edificabili, i lotti venivano assegnati a ditte di persone collegate al clan, quali l'azienda di Cesaro, che in cambio dell'assegnazione versava una percentuale al clan".