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28/03/10

Perchè votare in Campania è come pagare il pizzo.

Tutte le strade portano a Nusco, ma ci vuole comunque tanto coraggio a sostenere che il PdL possa costituire una speranza per una regione allo sbando, quale è la Campania, quando ci si è alleati con il male oscuro che da trent'anni fagocita ogni slancio.

Tanto per intenderci, la migliore definizione su De Mita l'ha data a suo tempo Indro Montanelli scrivendo: "dicono che sia un intellettuale della Magna Grecia, ma io non capisco cosa c'entri la Grecia". Ecco, da quest'uomo - fortemente voluto da Italo Bocchino, candidato presidente fuggitivo nel 2005 che DE MITA, da avversario, definì "un imbecille" - dovrebbe provenire il tanto auspicato "rinnovamento". Oppure da Clemente MASTELLA e consorte in esilio, visto che effettivamente costituiscono una novità: non è, forse, una novità che siano passati dal centrosinistra al PdL? Manca Cirino Pomicino a chiudere la triade della tangentopoli democristiana degli anni '90, ma a sostituirlo degnamente ci sarà il nipote di ANTONIO GAVA, ministro che frequentava Cutolo e al dito portava "o' ciciniello" , l'anello in dotazione agli uomini d'onore, ma che, ai suoi funerali, GIANFRANCO ROTONDI ha definito "capace e onesto".

Dopo venti anni di tirannia bassoliniana, di scandali, di corruzione e profonda vergogna per il popolo campano, ci saremmo aspettati che il PdL candidasse una personalità dotata di quel minimo di carisma e capacità richieste per una gestione dignitosa della cosa pubblica in regione.

Invece il partito ha scelto prima Cosentino poi, quando quest'ultimo è stato travolto dallo scandalo giudiziario che lo vuole legato al clan camorristico della sua città natale - Casal di Principe - si è ripiegato su Stefano Caldoro.

Tutto l'organigramma del PdL campano, da Mara Carfagna a Italo Bocchino, è stato compatto nel rigettare le autorevoli candidature di personalità esterne al partito che Berlusconi, conscio dell'idiozia che regna tra i suoi in Campania, caldeggiava. In tal modo è stata bocciato, per l'ennessima volta, l'eterno aspirante candidato Arcibaldo Miller - magistrato troppo serio per i saltimbanco nostrani - e il presidente degli industriali di Napoli Gianni Lettieri, giudicato troppo intelligente e, quindi, pericoloso.

Caldoro, ex ministro senza portafoglio semisconosciuto ai più, è un socialista e un berlusconiano di ferro che è stato scelto da Italo Bocchino in persona, il ràs del presidente della camera capace di ripudiare le sue origini campane quando è stato toccato da indagini sconvenienti per le sue frequentazioni con l'imprenditore Romeo, ma pur sempre padre padrone del partito assieme a Nicola COSENTINO.

Quest'ultimo, ex candidato in pectore, è ancora risentito per non aver potuto concorrere e, così, pare che - almeno secondo l'ottimo Marcello Sorgi - abbia stretto un patto con Bassolino per boicottare Caldoro. Il ragionamento è questo: siccome Caldoro è il candidato di Bocchino, fargli perdere una partita già vinta significherebbe per Cosentino diventare l'unico padrone del PdL in Campania.

Così è stato candidato - "a sorpresa" - a sostegno di Caldoro l'ex bassoliniano ROBERTO CONTE, che non può essere eletto in quanto interdetto dai pubblici uffici per i suoi legami con il clan Misso, ed è stata boicottata la venuta di Berlusconi a Napoli. Cosentino vuole dimostrare che, senza di lui, il PdL non può andare da nessuna parte e, seppure parzialmente, ci è già riuscito.

Caldoro ha già ampiamente dimostrato di non avere lo spessore per rimanere immune alle pressioni di Bocchino e di Cosentino e già il fatto che si lamenti di candidati che lo sostengono dimostra che non ha il polso della situazione.

Situazione che si aggraverà nel momento in cui l'Udc di De Mita e la famiglia Mastella - che fino ad un mese fa hanno affiancato per 16 anni la tirannide bassoliniana - inizieranno a battere cassa e demolire ulteriormente una sanità pubblica già commissariata che abbonda di primari con le tessere del partito giusto.

In definitiva non sussistono motivazioni valide per appassionarsi a questo PdL, ma il principale elemento che spinge a credere che bisognerebbe fare tabula rasa di siffatte mediocrità è che il PdL è stato il principale alleato di Bassolino.

Infatti, mentre in Sardegna dopo le dimissioni di RENATO SORU, in Abruzzo dopo quelle di Ottaviano del Turco e in Sicilia dopo quelle di Totò CUFFARO si è andati ad elezioni, "l'opposizione" in Campania non ha presentato una mozione di sfiducia contro Bassolino nemmeno quando il mondo guardava con disgusto allo scandalo dei rifiuti, la sua giunta veniva travolta dalle indagini giudiziarie e il presidente - tra un avviso di garanzia e l'altro - era costretto a cambiarne gli assessori ogni due mesi.

In Campania, all'opposizione, si è sempre preferita la "co-gestione", laddove il PdL si è accontentato sempre di una presidenza in commissione o altri posticini piuttosto che denunciare gli scandali di una giunta della vergogna che non sarebbe dovuta di certo durare 10 anni.

Del resto che questo PdL sia immaturo lo dimostra il fatto che abbia vinto le prime elezioni dopo un decennio con il frequentatore di boss Luigi CESARO, attuale presidente della provincia Napoli che in galera c'è già stato per i suoi rapporti con la famiglia Cutolo.

Di quale cambiamento può parlare, quindi, il buon Caldoro? Di quale riscatto per la Campania? Sia ben inteso, qui non si vuole di certo tirare la volata a De Luca nè a chi è dietro di lui, ossia il centrosinistra di Bassolino, ma far ben presente che è ora di smetterla di prendere in giro l'elettore.

Se oggi, nel 2010, un campano su 3 è ancora costretto ad emigrare è proprio per via di questi cialtroni, bassolinani o omologhi del PdL.

N.B. Ah sì, De Luca chiuderà la sua campagna elettorale a Casal di Principe, ma - fa sapere - non parlerà di camorra. Non sia mai che qualche elettore indigeno la prenda a male

14/08/09

Perchè Bassolino è più forte che mai.

Non potendosi fare eleggere direttamente al parlamento europeo per il veto alla sua candidatura della dirigenza del PD, Il Cacaglio ha deciso di farlo per interposta persona attraverso il suo alter ego Andrea Cozzolino. Si è trattata di una prova di forza che ha consentito al tiranno di Afragola di riprendersi, in un colpo solo, il partito in Campania. Se pochi mesi fa le primarie per la segreteria del PD napoletano avevano determinato la vittoria del fronte a favore di Nicolais facendo apparire vicina la deposizione del tiranno, i risultati elettorali hanno sovvertito tutto: Cozzolino ha fatto il pieno di voti ed è andato a Strasburgo, mentre Nicolais - candidato presidente alla provincia di Napoli - è stato umiliato e costretto all'ennesima figuraccia dopo le registrazione segreta che fece di una conversazione con la sindacessa Iervolino.

Subito dopo, Bassolino ha cambiato altri 2 assessori: Cozzolino - ex alle attività produttive - per incompatibilità con la carica di parlamentare, e Velardi, dimessionario dall'assessorato al turismo. Abbiamo perso il conto del numero di assessori che il tiranno di Afragola ha cambiato da quando ha preso il potere. Negli ultimi 4 anni i rimpasti sono stati innumerevoli. Anche per l'opposizione, che, non esistendo, non sa quanti ce ne siano stati.

Intanto, il dittatore nullatenente è stato nuovamente rinviato a giudizio con l'imputazione di irregolarità nelle consulenze fornite dal commissariato straordinario ai rifiuti che, sotto il suo dominio, costò 100 volte in più rispetto agli anni precedenti.

Per questo motivo, probabilmente, il governo Berlusconi ha deciso di nominare Bassolino commissario straordinario di una sanità che ha reso pari a quella che si vede a Kabul o a Baghdad. E' sintomatico che il responsabile del commissariamento della sanità per lo sperpero di una montagna di soldi sia poi nominato commissario, cioè uomo con la mission di risanare i debiti.

Intanto, ultima chicca da segnalare, al congresso dei giovani del PD a Salerno, i sostenitori del tiranno - rectius i suoi scagnozzi - hanno pestato i seguaci del sindaco Vincenzo De Luca. Evidentemente hanno appreso appieno il modo di far politica del loro guru.

11/06/09

Il dissenso del Sud.


Secondo il quotidiano leghista Libero, Berlusconi non ha sfondato perchè si è "interronito" e, pertanto, gli sono venuti a mancare i consensi di una Padania sempre più vicina alla Lega. In realtà i numeri dimostrano che è un'analisi sbagliata. Perchè, se è vero, che Berlusconi mantiene ottime percentuali al Sud, è anche vero che, rispetto alle politiche, gli sono venuti a mancare due milioni di voti di Siciliani e Campani. Infatti, l'astensionismo ha registrato percentuali records, laddove i meridionali hanno scelto di non essere più strumento per il potere di forze ostili, ma di iniziare a contare qualcosa. Il Sud è da troppo tempo fuori dall'agenda politica nazionale, laddove non si investe mai in infrastrutture e lavoro. Ormai si parla solo di una fantomatica "Questione settentrionale" che i leghisti si sono inventati per far presa sulla gente e mantanere il timone del comando. L'ultima goccia ha riguardato il congelamento da parte del governo delle Italie dei fondi fas che l'Unione Europea eroga solo e soltanto per il Sud e che la Lega, con la solita arroganza e in barba al diritto comunitario, vorrebbe distrarre a favore del Nord. Così almeno si è fatto scappare Castelli A Porta a Porta, conscio del fatto che la Lega non ha più bisogno di nascondersi per propagandare il suo piano colonialista. Il popolo del Sud, però, ha capito che non può più contare solo quando i partiti devono raccattare voti e ha così manifestato tutto il suo orgoglio con la civile protesta di domenica. Vedremo se i partiti romani-padani avranno capito l'antifona.

10/06/09

La Campania insegna a riciclare politici.


Chi ha detto che in Campania la spazzatura non si ricicla? Da noi non si butta via niente. Ciriaco De Mita, over 80 e deputato dal 1963, è stato appena eletto, grazie all'Udc e a 56mila voti, al parlamento europeo. Un anno fa Veltroni lo volle fuori dalle liste de PD, ufficialmente per limiti di età raggiunti e in realtà perchè non ne poteva più delle sue ingerenze, lui, il boss di Nusco - dopo aver giurato vendetta a Veltroni - 24 ore dopo si candidò capolista in Campania per il Senato con l'Udc. Solo lo sbarramento all'8% gli impedì di sedere di nuovo a palazzo Madama, ma De Mita non smise comunque di lavorare. Un anno dopo la sua vendetta si è completata. Veltroni, politicamente parlando, non esiste più, lui è di nuovo il padre padrone della politica in Campania avendo trainato l'UDC anche alle amministrative e facendole superare a Napoli, Salerno e Avellino il 10% dei consensi.

E' stato lui a far vincere dopo 20 anni le amministrative al centrodestra e di sicuro non l'ha fatto gratuitamente. E' lui che deciderà le sorti dei consigli provinciali delle 3 province in cui si è appena votato.

Tra gli eletti al parlamento europeo nella circoscrizione Sud per il Pd c'è Andrea Cozzolino, il braccio destro di Bassolino spinto dal Dittatore in persona con ottimi risultati. Più sorprendente è l'elezione di Erminia Mazzoni, ex coordinatrice dell'Udc candidatasi con il PdL, con più di 113mila voti. Non credevo che avesse questo peso elettorale, visto che - nulla sua lista - ha battuto politici navigati come Enzo Rivellini e addirittura Clemente Mastella.

Quest'ultimo, pur essendo stato blindato da Berlusconi, non è andato oltre i 111mila consensi e, se non altro, si consolerà continuando a governare la regione Campania col centrosinistra pur essendo stato eletto in Europa con il centrodestra. Tanto nessuno gli fa notare l'anomalia: nè i suoi compagni di partiti (si noti l'uso del plurale) nè giornali troppo attratti da Noemi e notizie di gossip.

Solo Barbara Matera ha fatto di meglio, lei - ex letteronza, ex presentatrice rai e ex attrice di fiction - di voti ne ha ottenuti 130mila in barba a chi è cresciuto per formarsi in una sezione e ha preso solo calci nel deretano. Trovo ignobile più dei voti a Mastella e a De Mita il supporto a questa velina, che sarà anche intelligenze e preparata come Berlusconi insiste a dire, ma che non si è meritata quella cadrega e, soprattutto, non ha mai lavorato per averla. Io non ce l'ho con Berlusconi che l'ha candidata, ma col popolo che l'ha incoronata avallando un modo di fare politica immorale. Altri giovani lavorano e si preparano nelle sezioni e nessuno li ringrazia, lei - grazie alle sue grazie- ha fatto subito carriera. In Romania il premier è stato costretto a candidare sua figlia in una lista apposita perchè gli altri candidati si rifiutavano di vedere il proprio nome accanto al suo; qui non si ha nemmeno questo slancio di dignità. Nè tra i candidati nè tra il popolo. W la zoocrazia!

Due Napoletani su tre non hanno votato Cesaro.

Due napoletani su tre non hanno votato Cesaro, più della metà - infatti - ha scelto di non andare a votare proprio per la presenza di un personaggio improponibile che non poteva essere sostenuto. Chi l'ha votato, invece, avrebbe scelto anche un cammello di Marte pur di esprimersi contro il partito di Bassolino e Iervolino. A ciò si aggiunga che i voti annullati in provincia di Napoli sono molto superiori alla media, proprio perchè la mancanza di opportunità ha reso impossibile la scelta di uno dei due candidati principali.

Senonchè leggere questa elezione come una sconfitta dell'asse bassoliniana sarebbe troppo semplicistico e sbagliato. Bassolino è un nemico giurato di Nicolais e, pur avendogli fornito formalmente appoggio, non si saprà mai cosa ha veramente fatto. Basti pensare che il Re della monnezza è stato capace di fare del suo assessore Andrea COZZOLINO il primo degli eletti del PD al parlamento europeo con quasi 137mila voti.

Sono, tuttavia, solo considerazioni interne alla sinistra che qui non interessano. Ciò che qui interessa porre in rilievo è il motivo per il quale il Popolo della Libertà, che non vince le amministrative in Campania da un ventennio, ha candidato un personaggio chiacchierato come Cesaro. Possibile che non ci fosse nulla di meglio in circolazione? Se bisognava dare un segnale di svolta, ciò non è stato fatto, anzi: il centrodestra, sapendo di vincere comunque, ha scelto ciò che di peggio offriva il mercato. Se queste sono le premesse per le regionali dell'anno prossimo - sempre che Bassolino non si proclami dittatore a vita - le perplessità sul deficit democratico che viviamo in questa regione aumentano esponenzialmente.

Non vorremmo che la candidatura di Cesaro, che non solo non sa l'italiano ma ha proprio problemi a esprimere un pensiero con nesso logico, sia il frutto di un pactum sceleris con "O' Sistema". Non dimentichiamo, infatti, che Cesaro - pur non essendo mai emerso a suo carico nessuna fattispecie di reato - risulta che abbia avuto dei rapporti con i Casalesi.

Tanto più che Conte, un consigliere regionale di Bassolino con i Verdi prima e la Margherità poi , che la settimana scorsa è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e che si è fatto eleggere con i voti del clan Misso, ora ha appogiato Cesaro.


Di seguito i voti delle provinciali a Napoli quartiere per quartiere. I risultati evidenziati sottolineano le anomalie che ci sono state in determinate aree.


NICOLAIS - CESARO

Fuorigrotta......48,79 - 42,78
Bagnoli...........52,42 - 40,61
Vomero..........48,42 - 45,68
Arenella..........48,01 - 45,37
Chiaiano.........47,02 - 45,32
Barra..............47,02 - 41,24
San Giovanni...63,13 - 27,82

Pianura...........34,24 - 59,97
Posillipo..........37,94 - 58,09
Chiaia.............42,00 - 53,44
Soccavo.........46,45 - 47,57
Piscin/marian...32,16 - 56,49
Scampia..........32,12 - 59,50
Miano.............37,63 - 55,25
Secondigliano..29,90 - 60,71
S.Pietro a P.....25,79 - 69,89

Ponticelli..........41,76 - 47,17
Poggioreale......35,33 - 57,82
San Carlo........40,99 - 52,07
Stella...............27,34 - 64,19
Avvocata.........43,73 - 45,29
Montecalvario..36,60 - 55,47
SanFerdinando.39,67 - 53,62
Porto................42,70 - 43,39
San Giuseppe...42,35 - 45,24
San Lorenzo.....38,02 - 54,19
Vicaria..............37,94 - 55,04
Mercato............20,56 - 67,40
Pendino.............24,76 - 65,46

09/06/09

Buongiorno, onorevole Barbara Matera!

Questa è la prima eletta del PdL nella circoscrizione meridionale, l'ex letteronza Barbara Matera. Fesso chi continua a fare politica formandosi nelle sezioni!

Lo zotico festeggia.

Alcune decine di persone hanno accolto al grido «Cesaro uno di noi» il nuovo presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro giunto nella sede del Comitato elettorale. Cesaro ha scambiato le prime battute con il coordinatore regionale Nicola Cosentino. «È uno rizultatto impotttante (è l'unico aggettivo che conosce,ndr) pecchè è omoggenneo e pozittivo in tutta la Campannia. A Luigi Nicolais chiedo collaborazzzione pecchè a Nappoli c'è un'emmerg-ENZA e c'è bisognIo dell'aiutTo di tutti. Confemmmo anche la proposda per l'azzezzorato».

Qui ha finito il suo vocabolario.
Di seguito alcune delle sue esilaranti dichiarazioni su chi riveste cariche pubbliche e ha problemi con la giustizia: A QUANDO LE SUE DIMISSIONI?

Campania, analisi dopo le amministrative.

Analisi dopo la vittoria schiacciante di PdL e Udc in provincia di Napoli, Salerno e Avellino:
per decenni le province di questa regione sono state dominate dal centrosinistra di Ciriaco De Mita (e si vede), oggi Ciriaco De Mita è passato al centrodestra ( e si vede).

07/06/09

Autisti militanti.

Non vi sembra strano che a Napoli abbiano dovuto tagliare diverse corse degli autobus perchè più della metà dei conducenti è a fare il rappresentante di lista? Sarà una vocazione della categoria?

06/06/09

Persino Repubblica ha scoperto che in Campania ci sono brogli.

L'ha scoperto persino Repubblica, il peggior giornale in circolazione, ed è tutto dire. L'ha scoperto ora, su segnalazione del PD, dopo 20 anni di bassolinismo e 2 primarie dell'Ulivo molto sospette, proprio quando il PdL stravincerà, ma - come si dice - meglio tardi che mai...

Si profila un rischio brogli sul voto per le elezioni europee e amministrative in corso fino a domenica alle 22. A mettere in guardia su questa eventualità sono arrivate nel pomeriggio di sabato una circolare della prefettura di Napoli e una nota del Pd campano. Tutto ruota attorno ai rappresentanti di lista

"In una nota il Pd della Campania denuncia possibili irregolarità in relazione al voto dei rappresentanti di lista. "Si sta verificando - si legge nel comunicato del Pd regionale - un massiccio spostamento di rappresentanti di lista dai diversi territori della provincia di Napoli e anche dalla Regione da parte soprattutto delle liste che fanno riferimento alla coalizione della destra. Il Partito democratico è intervenuto presso la Prefettura per chiedere la formalizzazione di una circolare esplicativa sulla impossibilità, per i rappresentanti di lista non elettori della provincia di Napoli, di votare per l'elezione del Consiglio provinciale". "E' possibile - si sottolinea - che vi sia un massiccio ricorso al doppio voto, rinnovando il certificato elettorale dopo aver votato presso il seggio in cui si è rappresentanti di lista o presso cui si è elettori, non essendoci alcun meccanismo di controllo in tempo reale". "Il Partito democratico - si conclude la nota - nel chiedere alle istituzioni preposte di attivare tutte le possibili forme di ammonimento e di controllo si attiverà per segnalare alla magistratura tutte le irregolarità che si riscontreranno".

LA CIRCOLARE DELLA PREFETTURA - In seguito alla denuncia di possibili irregolarità nel voto di alcuni rappresentanti di lista - che potrebbero votare due volte, nel proprio seggio di appartenenza e poi in quello dove esercitano la loro funzione - la prefettura di Napoli sta diramando una circolare ai sindaci della provincia, in cui si chiede ai primi cittadini di richiamare l'attenzione dei presidenti di seggio sulla rilevanza penale di un tale comportamento.Nella circolare la prefettura ricorda che il doppio voto è "penalmente sanzionabile": in proposito saranno anche attivati dei controlli a campione per verificare la regolarità delle procedure.

Tra Cesaro e Nicolais è meglio il mare.

No, stavolta non si può davvero votare, non si può scegliere tra due personaggi come Nicolais e Cesaro. Il primo, un'ex creatura di Bassolino, è stato ministro prodiano all'Innovazione (Sic!) e presidente napoletano del PD fino all'anno scorso, quando, dopo aver registrato di nascosto una conversazione privata con la sindacessa Iervolino, gli fu intimato di dimettersi. Scegliere Nicolais significa avallare 20 anni di camorrismo politico, di imbrogli, fallimenti, prese in giro, ossia di bassolinismo. Dall'altra parte c'è, invece, un semianalfabeta di dubbia moralità (e non specifichiamo altro!) che sostiene di essere l'alternativa. L'alternativa a cosa? La monnezza indifferenziata rimane monnezza indifferenziata anche se cambia colore. E' vero che la provincia serve solo a distribuire soldi ai partiti, ma il PdL avrebbe dovuto candidare una personalità di spessore per dare segnale di discontinuità rispetto alla sua opposizione omissiva. Invece, nel segno della cogestione, ha candidato Cesaro che, per ribadire di essere della stessa pasta del suo antagonista, ha dichiarato di voler nominare Nicolais suo assessore.

Del resto, la Campania è la regione in cui i politici hanno il dono dell'ubiquità. Infatti, Clemente Mastella, pur continuando a sgovernare la regione Campania con Bassolino e il PD e pur continuando sua moglie Sandra a presiederne il consiglio, è riuscito a candidarsi per il parlamento europeo con il PdL. Questo mentre Enzo Rivellini, che da consigliere regionale non è riuscito a far cadere Bassolino nemmeno quando Mastella ha scelto di candidarsi con il suo partito, è stato promosso sul campo e candidato alle elezioni europee con lo slogan rubato ad Alemanno di "più Sud in Europa, più Europa nel Sud". In realtà, comunque vada, ci saranno solo più parassiti sia dentro che fuori la Campania.

La candidatura più inquietante resta, però, quella di Ciriaco De Mita che, per rendere tutto a tinte più fosche, ha voluto che i suoi manifesti fossero in bianco e nero. Se chi scrive è stato tentato, per un attimo, di votare per l'Udc, gli è bastato vedere la lista dei candidati per rinsavire: l'UDC se uno non è un cialtrone o un delinquente non ti arruola e, infatti, è significativo che le candidature più pubblicizzate siano quelle di De Mita al Sud ed Emanuele Filiberto di Savoia al Nord.

Come vedete, tutto ritorna.

N.B. Se poi volete farvi del male e andrete a votare, scegliere almeno Insorgenza con Nando Dicè presidente. A seguire tutti i candidati collegio per collegio:

1 Napoli Crocano Carmela; 2 Napoli Vincenzo Riccio; 3 Napoli Giovanni Palladino; 4 Napoli Anna luisa Napolitano; 5 Napoli Antonio Lamberti; 6 Napoli Massimo Calabrese; 7 Napoli Angelo Ranieri; 8 Napoli Ciro Marrazzo;9 Napoli Salvatore Branno; 10 Napoli Gianluca Bozzelli; 11 Napoli Enrico Piantino; 12 Napoli Ciro Urciuolo;13 Napoli Marra Luigi; 14 Napoli Giammarino Luigi (detto Gino); 15 Napoli Carmine Ippolito; 16 Napoli Vincenzo Fumo; 17 Acerra Antimo Ceparano; 18 Afragola Michele Turizio; 19 Arzano Carmen Bonomo; 20 Boscoreale Marcello Tucci; 21 Caivano Mafalda Insigne; 22 Casoria Annalisa Fucito; 23 Castellammare Avano Antonio; 24 Ercolano Avano Antonio; 25 Frattamaggiore Vincenzo Cimino; 26 Giugliano ANTONIO COSTANZO; 27 Gragnano Vincenza Pelella; 28 Ischia Salvatore Penne; 29 Marigliano Davide D'Angelo; 30 Marano Mario Gallo; 31 Mugnano Raffaela Palladino; 32 Nola Mario Caruso; 33 Poggiomarino Piccioni Stefano; 34 Pomigliano Gennaro Alfiero; 35 Pompei Gennaro Ioimo; 36 Portici Anna Avano; 37 Pozzuoli Massimo Sorrentino; 38 Quarto Antonio Napolitano; 39 San Giorgio a Cremano Giuliano Falanga; 40 Sant'antimo Alessandro Calvo; 41 Somma Vesuviana Bizzarro Giuseppe; 42 Sorrento Rachele Tizzano; 43 Torre annunziata Iadaresta Annamaria; 44 Torre del Greco Gaudino Michele;
45 Volla Gustavo Miele.

17/05/09

Il boss disse: date a Cesaro

di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi

Il re dei rifiuti accusa il coordinatore campano del Pdl: lo vidi incontrare il capoclan. E parla di un patto segreto tra il deputato e i casalesi Una gigantesca zona grigia, dove diventa impossibile distinguere i confini tra camorra, imprenditoria e politica. I verbali di Gaetano Vassallo, l'imprenditore che per vent'anni ha gestito il traffico di rifiuti tossici per conto dei boss casalesi, vanno al cuore del patto criminale che ha avvelenato una regione. Descrivendo accordi inconfessabili che sostiene di avere visto nascere sotto i suoi occhi. Una testimonianza che chiama direttamente in causa i vertici campani di Forza Italia, quelli a cui Silvio Berlusconi ha affidato proprio la pulizia di Napoli. Oltre al sottosegretario Nicola Cosentino, uomo forte del Pdl nella regione, il gran pentito dei rifiuti ha accusato anche il coordinatore del partito, l'onorevole Luigi 'Gigi' Cesaro. Un ex funzionario della Asl di Caserta che si sarebbe conquistato la simpatia personale del Cavaliere bombardandolo con spedizioni settimanali di mozzarella di bufala: 20 chili per volta. "Silvio mi ha detto: ''Gigi, la tua mozzarella la mangio perché so che i tuoi amici la fanno con cura. E non ti farebbero mai un torto'".

Il parlamentare, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato "un fiduciario del clan Bidognetti": la famiglia di Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto 'e Mezzanotte', il superboss condannato all'ergastolo in appello nel processo Spartacus e che assieme a Francesco 'Sandokan' Schiavone ha dominato la confederazione casalese.

Vassallo riferisce ai magistrati le rivelazioni di due pezzi da novanta della cosca casertana: "Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell'occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti".


Frasi di seconda mano? Il collaboratore di giustizia dichiara di essere stato testimone diretto dell'incontro tra il parlamentare e Luigi Guida, detto 'o Drink, che tra il 1999 e il 2003 ha guidato armi alla mano la famiglia Bidognetti per conto del padrino detenuto. "Io mi meravigliai che il Cesaro avesse a che fare con Guida...". Quello che viene descritto è un patto complesso, che coinvolge i referenti di più partiti e i cassieri di più famiglie camorristiche. L'affare è ricco: la riconversione dell'area industriale dismessa dalla Texas Instruments in una zona ottimamente collegata. Una delle storie della disfatta tecnologica del Sud: nonostante l'accordo per il rilancio, nel 1999 lo stabilimento viene venduto a una immobiliare di Bologna e chiuso, con la mobilità per 370 dipendenti. Poi nel 2005 la ditta del fratello di Cesaro ottiene il permesso per costruirvi una nuova struttura industriale. Ma nulla nei piani dei Cesaro assomiglia a una riconversione produttiva. Infatti l'anno scorso parte il tentativo di cambiarne la destinazione, bloccato dalla protesta di opposizione e cittadini. La zona resta inutilizzata ma strategica: tra poco vi sorgerà una fermata del metrò. E dieci giorni fa è stato presentato un altro progetto, che avrebbe forti sponsor in Regione, per farvi nascere negozi e parcheggi.

Ancora più lucrosa sarebbe stata la trasformazione dei poderi di Lusciano, un paesone incastonato tra Caserta e Napoli, in aree industriali, dove poi insediare aziende possedute dai padrini. Un ciclo economico interamente deviato dal potere della criminalità, che deforma il territorio e il tessuto imprenditoriale grazie al controllo assoluto delle amministrazioni locali e alla disponibilità di capitali giganteschi. Tra i protagonisti delle deposizioni anche Nicola Ferraro, businessman dei rifiuti e leader casertano dell'Udeur, tutt'ora consigliere regionale nonostante un arresto e le accuse di vicinanza alla famiglia di 'Sandokan' Schiavone: "Nicola Ferraro era il garante politico economico ed era colui che coordinava l'operazione, mentre il Guida era quello che interveniva al Comune di Lusciano direttamente sul sindaco e sull'ingegnere dell'ufficio tecnico per superare i vari ostacoli. Chiaramente molti terreni agricoli prima di essere inseriti nel nuovo piano regolatore venivano acquistati dal gruppo Bidognetti a basso prezzo dai coloni e intestati a prestanome". Poi il racconto entra nei dettagli: "Il Ferraro aveva il compito di cacciare i soldi per conto del gruppo Bidognetti per liquidare i coloni. Una volta divenuti edificabili, i lotti venivano assegnati a ditte di persone collegate al clan, quali l'azienda di Cesaro, che in cambio dell'assegnazione versava una percentuale al clan".