Non potendosi fare eleggere direttamente al parlamento europeo per il veto alla sua candidatura della dirigenza del PD, Il Cacaglio ha deciso di farlo per interposta persona attraverso il suo alter ego Andrea Cozzolino. Si è trattata di una prova di forza che ha consentito al tiranno di Afragola di riprendersi, in un colpo solo, il partito in Campania. Se pochi mesi fa le primarie per la segreteria del PD napoletano avevano determinato la vittoria del fronte a favore di Nicolais facendo apparire vicina la deposizione del tiranno, i risultati elettorali hanno sovvertito tutto: Cozzolino ha fatto il pieno di voti ed è andato a Strasburgo, mentre Nicolais - candidato presidente alla provincia di Napoli - è stato umiliato e costretto all'ennesima figuraccia dopo le registrazione segreta che fece di una conversazione con la sindacessa Iervolino.
Subito dopo, Bassolino ha cambiato altri 2 assessori: Cozzolino - ex alle attività produttive - per incompatibilità con la carica di parlamentare, e Velardi, dimessionario dall'assessorato al turismo. Abbiamo perso il conto del numero di assessori che il tiranno di Afragola ha cambiato da quando ha preso il potere. Negli ultimi 4 anni i rimpasti sono stati innumerevoli. Anche per l'opposizione, che, non esistendo, non sa quanti ce ne siano stati.
Intanto, il dittatore nullatenente è stato nuovamente rinviato a giudizio con l'imputazione di irregolarità nelle consulenze fornite dal commissariato straordinario ai rifiuti che, sotto il suo dominio, costò 100 volte in più rispetto agli anni precedenti.
Per questo motivo, probabilmente, il governo Berlusconi ha deciso di nominare Bassolino commissario straordinario di una sanità che ha reso pari a quella che si vede a Kabul o a Baghdad. E' sintomatico che il responsabile del commissariamento della sanità per lo sperpero di una montagna di soldi sia poi nominato commissario, cioè uomo con la mission di risanare i debiti.
Intanto, ultima chicca da segnalare, al congresso dei giovani del PD a Salerno, i sostenitori del tiranno - rectius i suoi scagnozzi - hanno pestato i seguaci del sindaco Vincenzo De Luca. Evidentemente hanno appreso appieno il modo di far politica del loro guru.
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10/06/09
Due Napoletani su tre non hanno votato Cesaro.
Due napoletani su tre non hanno votato Cesaro, più della metà - infatti - ha scelto di non andare a votare proprio per la presenza di un personaggio improponibile che non poteva essere sostenuto. Chi l'ha votato, invece, avrebbe scelto anche un cammello di Marte pur di esprimersi contro il partito di Bassolino e Iervolino. A ciò si aggiunga che i voti annullati in provincia di Napoli sono molto superiori alla media, proprio perchè la mancanza di opportunità ha reso impossibile la scelta di uno dei due candidati principali.
Senonchè leggere questa elezione come una sconfitta dell'asse bassoliniana sarebbe troppo semplicistico e sbagliato. Bassolino è un nemico giurato di Nicolais e, pur avendogli fornito formalmente appoggio, non si saprà mai cosa ha veramente fatto. Basti pensare che il Re della monnezza è stato capace di fare del suo assessore Andrea COZZOLINO il primo degli eletti del PD al parlamento europeo con quasi 137mila voti.
Sono, tuttavia, solo considerazioni interne alla sinistra che qui non interessano. Ciò che qui interessa porre in rilievo è il motivo per il quale il Popolo della Libertà, che non vince le amministrative in Campania da un ventennio, ha candidato un personaggio chiacchierato come Cesaro. Possibile che non ci fosse nulla di meglio in circolazione? Se bisognava dare un segnale di svolta, ciò non è stato fatto, anzi: il centrodestra, sapendo di vincere comunque, ha scelto ciò che di peggio offriva il mercato. Se queste sono le premesse per le regionali dell'anno prossimo - sempre che Bassolino non si proclami dittatore a vita - le perplessità sul deficit democratico che viviamo in questa regione aumentano esponenzialmente.
Non vorremmo che la candidatura di Cesaro, che non solo non sa l'italiano ma ha proprio problemi a esprimere un pensiero con nesso logico, sia il frutto di un pactum sceleris con "O' Sistema". Non dimentichiamo, infatti, che Cesaro - pur non essendo mai emerso a suo carico nessuna fattispecie di reato - risulta che abbia avuto dei rapporti con i Casalesi.
Tanto più che Conte, un consigliere regionale di Bassolino con i Verdi prima e la Margherità poi , che la settimana scorsa è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e che si è fatto eleggere con i voti del clan Misso, ora ha appogiato Cesaro.
Di seguito i voti delle provinciali a Napoli quartiere per quartiere. I risultati evidenziati sottolineano le anomalie che ci sono state in determinate aree.
NICOLAIS - CESARO
Fuorigrotta......48,79 - 42,78
Bagnoli...........52,42 - 40,61
Vomero..........48,42 - 45,68
Arenella..........48,01 - 45,37
Chiaiano.........47,02 - 45,32
Barra..............47,02 - 41,24
San Giovanni...63,13 - 27,82
Pianura...........34,24 - 59,97
Posillipo..........37,94 - 58,09
Chiaia.............42,00 - 53,44
Soccavo.........46,45 - 47,57
Piscin/marian...32,16 - 56,49
Scampia..........32,12 - 59,50
Miano.............37,63 - 55,25
Secondigliano..29,90 - 60,71
S.Pietro a P.....25,79 - 69,89
Ponticelli..........41,76 - 47,17
Poggioreale......35,33 - 57,82
San Carlo........40,99 - 52,07
Stella...............27,34 - 64,19
Avvocata.........43,73 - 45,29
Montecalvario..36,60 - 55,47
SanFerdinando.39,67 - 53,62
Porto................42,70 - 43,39
San Giuseppe...42,35 - 45,24
San Lorenzo.....38,02 - 54,19
Vicaria..............37,94 - 55,04
Mercato............20,56 - 67,40
Pendino.............24,76 - 65,46
Senonchè leggere questa elezione come una sconfitta dell'asse bassoliniana sarebbe troppo semplicistico e sbagliato. Bassolino è un nemico giurato di Nicolais e, pur avendogli fornito formalmente appoggio, non si saprà mai cosa ha veramente fatto. Basti pensare che il Re della monnezza è stato capace di fare del suo assessore Andrea COZZOLINO il primo degli eletti del PD al parlamento europeo con quasi 137mila voti.
Sono, tuttavia, solo considerazioni interne alla sinistra che qui non interessano. Ciò che qui interessa porre in rilievo è il motivo per il quale il Popolo della Libertà, che non vince le amministrative in Campania da un ventennio, ha candidato un personaggio chiacchierato come Cesaro. Possibile che non ci fosse nulla di meglio in circolazione? Se bisognava dare un segnale di svolta, ciò non è stato fatto, anzi: il centrodestra, sapendo di vincere comunque, ha scelto ciò che di peggio offriva il mercato. Se queste sono le premesse per le regionali dell'anno prossimo - sempre che Bassolino non si proclami dittatore a vita - le perplessità sul deficit democratico che viviamo in questa regione aumentano esponenzialmente.
Non vorremmo che la candidatura di Cesaro, che non solo non sa l'italiano ma ha proprio problemi a esprimere un pensiero con nesso logico, sia il frutto di un pactum sceleris con "O' Sistema". Non dimentichiamo, infatti, che Cesaro - pur non essendo mai emerso a suo carico nessuna fattispecie di reato - risulta che abbia avuto dei rapporti con i Casalesi.
Tanto più che Conte, un consigliere regionale di Bassolino con i Verdi prima e la Margherità poi , che la settimana scorsa è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e che si è fatto eleggere con i voti del clan Misso, ora ha appogiato Cesaro.
Di seguito i voti delle provinciali a Napoli quartiere per quartiere. I risultati evidenziati sottolineano le anomalie che ci sono state in determinate aree.
NICOLAIS - CESARO
Fuorigrotta......48,79 - 42,78
Bagnoli...........52,42 - 40,61
Vomero..........48,42 - 45,68
Arenella..........48,01 - 45,37
Chiaiano.........47,02 - 45,32
Barra..............47,02 - 41,24
San Giovanni...63,13 - 27,82
Pianura...........34,24 - 59,97
Posillipo..........37,94 - 58,09
Chiaia.............42,00 - 53,44
Soccavo.........46,45 - 47,57
Piscin/marian...32,16 - 56,49
Scampia..........32,12 - 59,50
Miano.............37,63 - 55,25
Secondigliano..29,90 - 60,71
S.Pietro a P.....25,79 - 69,89
Ponticelli..........41,76 - 47,17
Poggioreale......35,33 - 57,82
San Carlo........40,99 - 52,07
Stella...............27,34 - 64,19
Avvocata.........43,73 - 45,29
Montecalvario..36,60 - 55,47
SanFerdinando.39,67 - 53,62
Porto................42,70 - 43,39
San Giuseppe...42,35 - 45,24
San Lorenzo.....38,02 - 54,19
Vicaria..............37,94 - 55,04
Mercato............20,56 - 67,40
Pendino.............24,76 - 65,46
06/06/09
Tra Cesaro e Nicolais è meglio il mare.
No, stavolta non si può davvero votare, non si può scegliere tra due personaggi come Nicolais e Cesaro. Il primo, un'ex creatura di Bassolino, è stato ministro prodiano all'Innovazione (Sic!) e presidente napoletano del PD fino all'anno scorso, quando, dopo aver registrato di nascosto una conversazione privata con la sindacessa Iervolino, gli fu intimato di dimettersi. Scegliere Nicolais significa avallare 20 anni di camorrismo politico, di imbrogli, fallimenti, prese in giro, ossia di bassolinismo. Dall'altra parte c'è, invece, un semianalfabeta di dubbia moralità (e non specifichiamo altro!) che sostiene di essere l'alternativa. L'alternativa a cosa? La monnezza indifferenziata rimane monnezza indifferenziata anche se cambia colore. E' vero che la provincia serve solo a distribuire soldi ai partiti, ma il PdL avrebbe dovuto candidare una personalità di spessore per dare segnale di discontinuità rispetto alla sua opposizione omissiva. Invece, nel segno della cogestione, ha candidato Cesaro che, per ribadire di essere della stessa pasta del suo antagonista, ha dichiarato di voler nominare Nicolais suo assessore.
Del resto, la Campania è la regione in cui i politici hanno il dono dell'ubiquità. Infatti, Clemente Mastella, pur continuando a sgovernare la regione Campania con Bassolino e il PD e pur continuando sua moglie Sandra a presiederne il consiglio, è riuscito a candidarsi per il parlamento europeo con il PdL. Questo mentre Enzo Rivellini, che da consigliere regionale non è riuscito a far cadere Bassolino nemmeno quando Mastella ha scelto di candidarsi con il suo partito, è stato promosso sul campo e candidato alle elezioni europee con lo slogan rubato ad Alemanno di "più Sud in Europa, più Europa nel Sud". In realtà, comunque vada, ci saranno solo più parassiti sia dentro che fuori la Campania.
La candidatura più inquietante resta, però, quella di Ciriaco De Mita che, per rendere tutto a tinte più fosche, ha voluto che i suoi manifesti fossero in bianco e nero. Se chi scrive è stato tentato, per un attimo, di votare per l'Udc, gli è bastato vedere la lista dei candidati per rinsavire: l'UDC se uno non è un cialtrone o un delinquente non ti arruola e, infatti, è significativo che le candidature più pubblicizzate siano quelle di De Mita al Sud ed Emanuele Filiberto di Savoia al Nord.
Come vedete, tutto ritorna.
N.B. Se poi volete farvi del male e andrete a votare, scegliere almeno Insorgenza con Nando Dicè presidente. A seguire tutti i candidati collegio per collegio:
1 Napoli Crocano Carmela; 2 Napoli Vincenzo Riccio; 3 Napoli Giovanni Palladino; 4 Napoli Anna luisa Napolitano; 5 Napoli Antonio Lamberti; 6 Napoli Massimo Calabrese; 7 Napoli Angelo Ranieri; 8 Napoli Ciro Marrazzo;9 Napoli Salvatore Branno; 10 Napoli Gianluca Bozzelli; 11 Napoli Enrico Piantino; 12 Napoli Ciro Urciuolo;13 Napoli Marra Luigi; 14 Napoli Giammarino Luigi (detto Gino); 15 Napoli Carmine Ippolito; 16 Napoli Vincenzo Fumo; 17 Acerra Antimo Ceparano; 18 Afragola Michele Turizio; 19 Arzano Carmen Bonomo; 20 Boscoreale Marcello Tucci; 21 Caivano Mafalda Insigne; 22 Casoria Annalisa Fucito; 23 Castellammare Avano Antonio; 24 Ercolano Avano Antonio; 25 Frattamaggiore Vincenzo Cimino; 26 Giugliano ANTONIO COSTANZO; 27 Gragnano Vincenza Pelella; 28 Ischia Salvatore Penne; 29 Marigliano Davide D'Angelo; 30 Marano Mario Gallo; 31 Mugnano Raffaela Palladino; 32 Nola Mario Caruso; 33 Poggiomarino Piccioni Stefano; 34 Pomigliano Gennaro Alfiero; 35 Pompei Gennaro Ioimo; 36 Portici Anna Avano; 37 Pozzuoli Massimo Sorrentino; 38 Quarto Antonio Napolitano; 39 San Giorgio a Cremano Giuliano Falanga; 40 Sant'antimo Alessandro Calvo; 41 Somma Vesuviana Bizzarro Giuseppe; 42 Sorrento Rachele Tizzano; 43 Torre annunziata Iadaresta Annamaria; 44 Torre del Greco Gaudino Michele;
45 Volla Gustavo Miele.
Del resto, la Campania è la regione in cui i politici hanno il dono dell'ubiquità. Infatti, Clemente Mastella, pur continuando a sgovernare la regione Campania con Bassolino e il PD e pur continuando sua moglie Sandra a presiederne il consiglio, è riuscito a candidarsi per il parlamento europeo con il PdL. Questo mentre Enzo Rivellini, che da consigliere regionale non è riuscito a far cadere Bassolino nemmeno quando Mastella ha scelto di candidarsi con il suo partito, è stato promosso sul campo e candidato alle elezioni europee con lo slogan rubato ad Alemanno di "più Sud in Europa, più Europa nel Sud". In realtà, comunque vada, ci saranno solo più parassiti sia dentro che fuori la Campania.
La candidatura più inquietante resta, però, quella di Ciriaco De Mita che, per rendere tutto a tinte più fosche, ha voluto che i suoi manifesti fossero in bianco e nero. Se chi scrive è stato tentato, per un attimo, di votare per l'Udc, gli è bastato vedere la lista dei candidati per rinsavire: l'UDC se uno non è un cialtrone o un delinquente non ti arruola e, infatti, è significativo che le candidature più pubblicizzate siano quelle di De Mita al Sud ed Emanuele Filiberto di Savoia al Nord.
Come vedete, tutto ritorna.
N.B. Se poi volete farvi del male e andrete a votare, scegliere almeno Insorgenza con Nando Dicè presidente. A seguire tutti i candidati collegio per collegio:
1 Napoli Crocano Carmela; 2 Napoli Vincenzo Riccio; 3 Napoli Giovanni Palladino; 4 Napoli Anna luisa Napolitano; 5 Napoli Antonio Lamberti; 6 Napoli Massimo Calabrese; 7 Napoli Angelo Ranieri; 8 Napoli Ciro Marrazzo;9 Napoli Salvatore Branno; 10 Napoli Gianluca Bozzelli; 11 Napoli Enrico Piantino; 12 Napoli Ciro Urciuolo;13 Napoli Marra Luigi; 14 Napoli Giammarino Luigi (detto Gino); 15 Napoli Carmine Ippolito; 16 Napoli Vincenzo Fumo; 17 Acerra Antimo Ceparano; 18 Afragola Michele Turizio; 19 Arzano Carmen Bonomo; 20 Boscoreale Marcello Tucci; 21 Caivano Mafalda Insigne; 22 Casoria Annalisa Fucito; 23 Castellammare Avano Antonio; 24 Ercolano Avano Antonio; 25 Frattamaggiore Vincenzo Cimino; 26 Giugliano ANTONIO COSTANZO; 27 Gragnano Vincenza Pelella; 28 Ischia Salvatore Penne; 29 Marigliano Davide D'Angelo; 30 Marano Mario Gallo; 31 Mugnano Raffaela Palladino; 32 Nola Mario Caruso; 33 Poggiomarino Piccioni Stefano; 34 Pomigliano Gennaro Alfiero; 35 Pompei Gennaro Ioimo; 36 Portici Anna Avano; 37 Pozzuoli Massimo Sorrentino; 38 Quarto Antonio Napolitano; 39 San Giorgio a Cremano Giuliano Falanga; 40 Sant'antimo Alessandro Calvo; 41 Somma Vesuviana Bizzarro Giuseppe; 42 Sorrento Rachele Tizzano; 43 Torre annunziata Iadaresta Annamaria; 44 Torre del Greco Gaudino Michele;
45 Volla Gustavo Miele.
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03/06/09
Velardi, l'assessore di Bassolino che non va a votare.
web in campagna elettorale è illuminante. Un mondo parallelo, talvolta più reale della realtà. È da qualche anno che critici e delusi ad ogni elezione (politiche, amministrative, europee) s’interrogano amleticamente: vado a votare o non vado a votare? E c’è chi si maschera e chi si smaschera. Come l’assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi, internauta indefesso, che ieri ha fatto outing sul suo blog: «Non rinuncio al voto con piacere. Vorrei riappasionarmi alla politica, discutere un progetto, credere in una leadership, e sono anche sicuro che - prima o poi - la scena cambierà. Al momento, passo un giro». Velardi, insomma, non andrà a votare sabato prossimo. E rivendica, con una certa audacia e un pizzico di faccia tosta, che l’«astensionismo è l’ultimo miglio della laicità politica». «Altre volte, in passato, non ho votato ma è stato casuale, non una scelta. Questa volta è una scelta», dice, mentre sul blog arrivano i primi commenti e non sono tutti entusiasti.
Il ragionamento di Velardi è semplice: «È finita l’epoca per cui da un voto si misura il tasso di democrazia di un Paese. Anche perché il voto in Italia è stato sequestrato. Per il Parlamento si parla di vere e proprie nomine e anche quando si tratta di un sistema elettorale, come quello per le Europee, in cui ci sono le preferenze, non è che vada meglio. In questo caso si esalta la parcellizzazione e non l’accorpamento. Finanche la soglia di sbarramento al 4 per cento è un imbroglio, perché basta il 2 per cento per avere il rimborso elettorale». «La mia è una provocazione — ammette l’assessore —, anzi no una protesta appassionata. Vorrei una politica più interessante, più coinvolgente. Sarebbe stato più comodo stare in silenzio. Tutti i delusi del centrosinistra non voteranno, ma non lo diranno».
Questo è vero visto che dati alla mano, secondo uno studio dell’Istituto Cattaneo, dal dopoguerra ad oggi gli astenuti aumentano ad ogni elezione. Ma perché non esercitare il proprio diritto- dovere? «Berlusconi è sempre più fastidiosamente sopra le righe: ci vorrebbe altro stile, innanzitutto. Il centrosinistra che già non godeva di ottima salute si è fatto cogliere impreparato e non ha dimostrato sobrietà nel caso Berlusconi-Noemi. Franceschini non mi convince, rincorre Berlusconi senza strategia e proposte. Non considero il resto della compagnia perché ceto politico che gareggia per la propria sopravvivenza». L’assessore consapevolmente si espone ad un fuoco di fila, che ci sarà. «Ma sono io a fare la domanda opposta: come si fa a votare per queste coalizioni? Non c’è uno straccio di argomento in positivo che possa convincermi a votare per uno dei due schieramenti. Il riflesso di appartenenza, tipico degli ultimi giorni delle campagne elettorali, e i richiami alla sacralità del voto sono cavolate ormai. Siamo maggiorenni e scegliamo sulla base della vera politica. Che non c’è più. Tant’è che non incide neanche tanto sulla vita della gente. Ora, qualsiasi sia il colore politico, ogni governo grosso modo deve fare le stesse cose».
[an error occurred while processing this directive] Quanto alle Provinciali, Velardi scrive: «Sono elettore romano, il problema non si pone, ma la scelta sarebbe la stessa: raramente ho visto un confronto così povero, candidati e liste tanto mediocri». Ma il pensiero lo spiega meglio: «Non ne faccio una questione di candidati, di persone. Dopo 15 anni di governo di centrosinistra l’alternanza tra l’altro è normale, fisiologica e giusta. Ne faccio una questione di contenuti: dove sono? È finita l’epoca di votare turandosi il naso, l’astensionismo è l’ultimo miglio della laicità politica. Tutto il resto, i richiami di questi giorni al voto sono un ricatto continuo cui io mi sottraggo». È una scelta che appare, almeno nella giunta in cui siede Velardi, apparentemente isolata. Il governatore, Antonio Bassolino, è tornato in campo a fare campagna elettorale attiva, ieri a Nocera e Marigliano. Il suo assessore, Andrea Cozzolino, compagno di banco di Velardi, è un eurocandidato. L’ex responsabile della Sanità, Angelo Montemarano, è anch’egli in lista per un posto alle Europee. «E alla fine anche l’altro tecnico, l’economista Mariano D’antonio, si è convinto: «Sono elettore a Roma, dunque non voto alla Provincia. La residenza mi ha tolto dall’imbarazzo come è già successo per il Comune di Napoli. Alle Europee, fino all’altro giorno avrei votato per Sinistra e Libertà. Ma ho cambiato idea. Sabato voterò per il Pd perché temo che né Vendola né Rifondazione raggiungano il quorum. E dunque anche se non sono un’entusiasta voterò l’unico partito che può fare massa contro Berlusconi». Il voto utile, l’altra faccia della delusione.
Simona Brandolini
Il ragionamento di Velardi è semplice: «È finita l’epoca per cui da un voto si misura il tasso di democrazia di un Paese. Anche perché il voto in Italia è stato sequestrato. Per il Parlamento si parla di vere e proprie nomine e anche quando si tratta di un sistema elettorale, come quello per le Europee, in cui ci sono le preferenze, non è che vada meglio. In questo caso si esalta la parcellizzazione e non l’accorpamento. Finanche la soglia di sbarramento al 4 per cento è un imbroglio, perché basta il 2 per cento per avere il rimborso elettorale». «La mia è una provocazione — ammette l’assessore —, anzi no una protesta appassionata. Vorrei una politica più interessante, più coinvolgente. Sarebbe stato più comodo stare in silenzio. Tutti i delusi del centrosinistra non voteranno, ma non lo diranno».
Questo è vero visto che dati alla mano, secondo uno studio dell’Istituto Cattaneo, dal dopoguerra ad oggi gli astenuti aumentano ad ogni elezione. Ma perché non esercitare il proprio diritto- dovere? «Berlusconi è sempre più fastidiosamente sopra le righe: ci vorrebbe altro stile, innanzitutto. Il centrosinistra che già non godeva di ottima salute si è fatto cogliere impreparato e non ha dimostrato sobrietà nel caso Berlusconi-Noemi. Franceschini non mi convince, rincorre Berlusconi senza strategia e proposte. Non considero il resto della compagnia perché ceto politico che gareggia per la propria sopravvivenza». L’assessore consapevolmente si espone ad un fuoco di fila, che ci sarà. «Ma sono io a fare la domanda opposta: come si fa a votare per queste coalizioni? Non c’è uno straccio di argomento in positivo che possa convincermi a votare per uno dei due schieramenti. Il riflesso di appartenenza, tipico degli ultimi giorni delle campagne elettorali, e i richiami alla sacralità del voto sono cavolate ormai. Siamo maggiorenni e scegliamo sulla base della vera politica. Che non c’è più. Tant’è che non incide neanche tanto sulla vita della gente. Ora, qualsiasi sia il colore politico, ogni governo grosso modo deve fare le stesse cose».
[an error occurred while processing this directive] Quanto alle Provinciali, Velardi scrive: «Sono elettore romano, il problema non si pone, ma la scelta sarebbe la stessa: raramente ho visto un confronto così povero, candidati e liste tanto mediocri». Ma il pensiero lo spiega meglio: «Non ne faccio una questione di candidati, di persone. Dopo 15 anni di governo di centrosinistra l’alternanza tra l’altro è normale, fisiologica e giusta. Ne faccio una questione di contenuti: dove sono? È finita l’epoca di votare turandosi il naso, l’astensionismo è l’ultimo miglio della laicità politica. Tutto il resto, i richiami di questi giorni al voto sono un ricatto continuo cui io mi sottraggo». È una scelta che appare, almeno nella giunta in cui siede Velardi, apparentemente isolata. Il governatore, Antonio Bassolino, è tornato in campo a fare campagna elettorale attiva, ieri a Nocera e Marigliano. Il suo assessore, Andrea Cozzolino, compagno di banco di Velardi, è un eurocandidato. L’ex responsabile della Sanità, Angelo Montemarano, è anch’egli in lista per un posto alle Europee. «E alla fine anche l’altro tecnico, l’economista Mariano D’antonio, si è convinto: «Sono elettore a Roma, dunque non voto alla Provincia. La residenza mi ha tolto dall’imbarazzo come è già successo per il Comune di Napoli. Alle Europee, fino all’altro giorno avrei votato per Sinistra e Libertà. Ma ho cambiato idea. Sabato voterò per il Pd perché temo che né Vendola né Rifondazione raggiungano il quorum. E dunque anche se non sono un’entusiasta voterò l’unico partito che può fare massa contro Berlusconi». Il voto utile, l’altra faccia della delusione.
Simona Brandolini
10/01/09
La registrazione della Iervolino
Cosa avrà detto la Iervolino nella tanto chiacchierata conversazione con Tino Iannuzzi e Nicolais? Benchè la registrazione sia stata già distrutta, io sono in grado di riprodurne il contenuto.
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