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21/12/10

E Fini fa tombola tra i trombati.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, leader di Futuro e Libertà, arriva sotto braccio alla sua compagna, Elisabetta Tulliani, in abito da sera, e con i parlamentari Giuseppe Consolo e Urso. A fare da padroni di casa, al Rosolino, l’europarlamentare Enzo Rivellini e la compagna, Bianca D’Angelo, consigliera regionale, ma ancora iscritta al gruppo Pdl: sono loro ad aver convocato sul lungomare 350 simpatizzanti per una cena autofinanziata da 350 euro a persona e tombolata finale.

Tuttavia, arriva la metà dei commensali previsti. «Napoli e l’Italia meritano qualcosa di meglio dell’immagine offerta da Berlusconi e Bossi — esordisce Fini —. Se c’è un’area d’Italia che più di altre deve sentirsi tradita, quella è il Mezzogiorno. Sono Napoli e la Campania. A partire dai valori calpestati: quelli dell’onestà, della legalità, del lavoro, della legge uguale per tutti. Il Mezzogiorno merita di essere rispettato dato che io credo che l’Italia si salva tutta intera. Altrimenti, affonda». Fini strizza l’occhio ai giovani che protestano contro la riforma Gelmini: «Se i giovani scendono in piazza per protestare, la politica non si volti dall’altra parte, non li insulti, ma cerchi di capirli e, se possibile, di educarli con i fatti. Le forze politiche si interroghino sul perché nessuno riesce a interessare le nuove generazioni».

In sala, in un tavolo più defilato, l’ex mister centomila, Alfredo Vito, annuisce compiaciuto. Più lontano, l’ex senatore Tommaso Barbato, passato alla cronaca per lo sputo indirizzato al collega «traditore» dell’allora Udeur, Nuccio Cusumano: «In gioventù — confessa Barbato — sono stato nel Fronte della gioventù. È un ritorno a casa». Si intravedono l’ex deputato dell’Msi, Antonio Mazzone, con il figlio Alessandro; il consigliere provinciale Giovanni Bellerè («Ho portato a Fini un pastore artigianale che papà avrebbe voluto regalargli prima di morire»); i consiglieri comunali ex Udc Roberto De Masi e Federico Alvino, quest’uiltimo genero del vicepresidente della Provincia di Napoli, Gennaro Ferrara, l’avvocato Lucio Varriale; l’ex consigliere regionale Benedetto Lombardi. E Rivellini gongola: «Abbiamo raccolto ventimila adesioni e non siamo ancora un partito. Da quando ho regalato la maglia del Napoli al presidente Fini, la nostra squadra non perde più».



N.B. FEDERICO ALVINO, già consigliere al comune di Napoli per l'Udc, è contemporaneamente preside della facoltà di Giurisprudenza Parthenope in cui il genero Gennaro Ferrara è stato rettore per 20 anni. L'università Parthenope è nota per essere un ricettacolo per studenti alla caccia di un pezzo di carta facile facile e in cui Gennaro Ferrara ha piazzato parenti e amici in quantità.

13/06/09

Gheddafi e il sussulto di Fini.

Dopo aver saputo che Fini aveva annullato l'incontro con Gheddafi per il ritardo di 2ore di quest'ultimo, ho pensato che - finalmente - avessse avuto un sussulto di dignità nei confronti di un folle che non fa altro che provocare, deridere e insultare gli italiani. Invece no. Il presidente della Camera ha deciso di diffondere comunque il discorso che avrebbe dovuto tenere chiarendo che l'ha fatto a difesa degli americani. A beh...

13/04/09

Fini come Pilato.

Naturalmente va specificato che Pilato stava con i romani, mentre Fini è con gli ebrei.

09/02/09

Tra Eluana e Mentana, Mediaset preferisce il Grande Fratello.

Mediaset ha introdotto il dibattito sui confini tra l'essere vegetativi e l'apparire vegetali. E' davvero vita quella di chi è costretto a subire la cultura del grande fratello e poi le dà applicazione stuprando una tredicenne dopo essersi drogato e ubriacato?
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Vi risparmierò quello che penso della vicenda Englaro e dei tanti ragionier Lamberto Sposini che, in questi giorni, pur di riempire un palinsesto inespressivo, hanno giocato d'azzardo su una vita umana come quando si lanciano i dadi in una bisca clandestina, però concedetemi due brevi considerazioni di contorno. La prima è che Giacobbe Fini, a furia di voler sembrare a tutti i costi il più retto nella terra degli storpi, ha confermato di scaldarsi solo quando viene meno la forma e l'apparenza, cioè ciò che rappresenta meglio una cravatta rosa tutto fumo e niente arrosto quale è lui. Che il presidente della Camera ardente insulti un Senatore - benchè a lui completamente asservito come Gasparri - dandagli dell'irresponsabile con una dichiarazione pubblica, è un atto di una gravità inaudita che evidenzia tutta l'arroganza di una persona che non ha la dignità morale per ricoprire la terza carica dello stato. Va, pertanto, condiviso l'intervento di Francesco Cossiga secondo il quale Fini deve dimettersi perché "il presidente di un ramo del Parlamento non può, per lunga consuetudine, non dico riprendere, ma neanche far riferimento a ciò che ha detto o fatto un membro dell'altro ramo del Parlamento".

La seconda considerazione riguarda, invece, la scelta culturale operata da canale5 di mandare in onda il Grande Fratello mentre tutti gli altri media, anche con edizioni speciali, si sono occupati del caso Englaro. Questa opzione, già prima di sapere che Mentana - con grande dignità - si era dimesso da direttore editoriale proprio perchè gli era stato negato di andare in onda in prima serata, mi aveva colpito per il contrasto stridente che esiste tra una persona in stato vegetativo e i vegetali che zoccoleggiano al grande fratello per un pubblico morboso e altrettanto vegetale. Così, in tal modo, mediaset, ha introdotto un altro tema del quale l'opinione pubblica dovrebbe occuparsi: i confini che sussistono tra l'essere vegetativi e l'apparire vegetali. Posto che i concorrenti del grande fratello sono sicuramente dei vegetali, il guaio è che probabilmente è allo stato vegetale anche chi quella trasmissione, senza ribellarsi neppure per un momento, continua a guardarla in tutta la sua oscenità. Siccome, però, quella trasmissione è seguita da una buona percentuale di italiani, in particolare da quella gioventù di merda che brucia i disperati per noia e cerca lo sballo sfrenato a tutte le ore - mi chiedo se sia legittimo che questi stessi telespettatori debbano avere sul tema di una persona in stato vegativo la stessa autorità di chi ha una ben diversa sensibilità.

L'opzione liberista di mediaset ne impone la legittimità e attesta che per i media l'unico parametro che conta, venuta meno la morale, è lo share, cioè la pubblicità e i soldi sonanti. Se il caso Englaro non avesse attratto telespettatori, i media probabilmente avrebbero cambiato argomento seguendo la medesima logica di mediaset. La quale, ormai, è un'azienda che mette in scena il peggio del paese e ci regala una umanità sempre più abbrutita, vuota e scolorita. Le Iene, tanto per fare un esempio, sono un programma pornografico che fa solo del moralismo tardosessantontino e di propaganda omosessuale. E' inutile, quindi, che in parlamento ci si scanni su un tema tanto importante quale è quello della vita, se nel paese reale manca del tutto una qualsivoglia sensibilità nelle persone.

Il tema prioritario da affrontare è se sia vita quella di chi è allo stato vegetale; ossia di chi è costretto a subire la cultura del grande fratello e i suoi disvalori. Si può ancora parlare di coscienza in una persona che brucia un immigrato o un barbone per noia, in chi investe una persona e poi si va ubriacare, in una zoccoletta che ama esibirsi o offrire il meglio di sè, in quattordicenni che stuprano una coetanea dopo essersi ubricati e non capiscono cosa ci sia di sbagliato?

Se la risposta è no, l'unico rimedio è in un ritorno della morale al centro dell'azione e dell'intelletto umano. Se Berlusconi è cambiato veramente, dia fuoco alle sue televisioni, che - tra marie de filippe e grandi fardelli - ci stanno regalando generazioni di debosciati e alcolizzati senz'ossa. Forse così, anche la Rai potrà tornare ad essere quel servizio pubblico formativo e di intrattenimento intelligente che era una volta. Prima che chi scrive nascesse e chi aveva le tette rifatte più grosse fosse una autorità.