Il vecchio - che, se non fosse il presidente del consiglio dei ministri, sarebbe semplicemente un depravato - dice di avere la fidanzata e molti sicuramente si chiederanno se mai si presenterà a casa dei genitori e dei nonni di lei per chiederle l'approvazione, ma io - che ancora mi considero sano in un'Italia completamente impazzita - no.
Rabbrividisco ancora pensando che il vecchio depravato era al family day vicino a migliaia di famiglie che chiedevano al governo una semplice attenzione a sostegno di figli, giovani e innamorati che vorrebbero sposarsi. Rabbrividiamo pensando al tipo di frequentazioni che il vecchio rivendica con orgoglio e alla nuova morale che impone al popolo con le sue televisioni pornografiche.
Ormai i genitori delle tante puttanelle indiziate di essere le amanti di Berlusconi -che lui ha sistemato all'interno di tutte le istituzioni a spese del contribuente che, fesso, paga non usufruendo nemmeno del servizio - non negano nemmeno più con vergogna l'accostamento tra le loro figlie e Berlusconi, ma ai giornali dichiarano "magari fosse vero...".
Rectius: cosa ti piacerebbe che facesse tua figlia da grande? Spero tanto la puttana d'alto bordo, una di quelle che va con i vecchi rimbambiti facoltosi...
Nell'avverbio "magari" riportato con orgoglio sui giornali ci sono tutti i sintomi di un paese che è definitivamente impazzito, che approverebbe anche l'accopiamento tra asini e vacche se solo ne avesse l'occasione ("perchè ognuno nel suo letto può far quel che gli pare", è ormai vulgata comune), e che ormai si prepara al dibattito sulla liceità dell'incesto.
E' tollerabile che un vecchio di SETTANTAQUATTRO ANNI, che va a puttane e che nella sua vita non ha mai dimostrato di avere un briciolo di morale, che rivendica ogni sua erezione in tutti i collegamenti televisivi con battute squallide degne dei bordelli che frequenta, dichiari di avere LA FIDANZATA?
E' legittimo quando in Italia i giovani la fidanzata non possono sposarsela perchè non hanno nemmeno un lavoro che li renda pienamente autonomi?
E' rispettoso di un mondo, quello degli anziani, a cui Berlusconi ha persino tolto la dignità?
N.B. IL VIDEO - CON RUBY RUBACUORI - è DEDICATO a StarsandBars/ Vandeaitaliana e ai suoi valori di cartapesta.
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19/01/11
12/12/10
La spazzatura portiamola ad Arcore.
Napoli, drappo nero di 5 chilometri sul lungomare e locali chiusi per protestare per la persistente presenza dei rifiuti in strada. Berlusconi - meglio noto come ILCAZZARDO - continua a fissare termini per darci la normalità, ma - siccome è un incapace al pari di ROSA RUSSO IERVOLINO e di TOTONNO BASSOLINO - senza esito.
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28/11/10
Berlusconi inetto e incapace
Wikileaks rivela le informative dei servizi al governo americano: "Berlusconi è inetto, incapace e rattuso"
Ci voleva Wikipeaks per saperlo.
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26/11/10
BERLUSCONI A NAPOLI: STEVM SCARS A MUNNEZZA!
Berlusconi è giunto a Napoli, ovvero un altro 1.60 cm (più tacchi) di spazzatura lombarda.
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13/11/10
BASSO IMPERO di Michele Brambilla
Questa è Nicole Minetti, una delle tante sexy star che Silvio ha catapultato nelle istituzioni. Il video riprende una nota trasmissione spagnola che spesso ironizza sulle marachelle del Signor Presidente. Tanto è vero che qui in Spagna sono spesso preso in giro: "todo el mundo sabe que Berlusconi va a gozar con las prostitutas", mi dicono.
Non penso che sia necessaria la traduzione nè farvi presente la vergogna che ne segue. Mi permetto, però, di tradurvi un concetto espresso nel video: quando si tratta di candidare qualcuno, Berlusconi non va di certo a vedere la nota (ossia il voto, il valore), ma le misure. Ah sì, la meritocrazia al governo!
* Segue l'articolo di Michele BRAMBILLA, valente giornalista milanese costretto a fuggire da IlGiornale e Libero perchè Feltri, per stare tra simili, preferisce circondarsi di cialtroni.
Non è detto, non è affatto detto che l’impero di Silvio Berlusconi sia arrivato al capolinea: l’uomo ha più di sette vite e lo ha già dimostrato tante volte.
Magari rivincerà le elezioni e non farà prigionieri. Ma in questi giorni il clima è un clima da fine impero, e quando finisce un impero si scatenano gli istinti più bassi, la ribalta è degli ex fedelissimi che tradiscono e dei nemici che infieriscono, e questa è una delle cose peggiori perché non c’è niente di più vile che infierire su chi cade.
Sono giorni già tante volte vissuti in questo Paese, i giorni del «mai stato fascista, io» e del «mai stato craxiano, io». Pare si attenda da un momento all’altro un’immancabile apocalisse, forse anche una catarsi, crescono da una parte la voglia anzi la necessità di riciclarsi e dall’altra quella del regolamento di conti. Per un po’ sarà il caos, come dopo il 25 aprile: si starà alla finestra, un po’ di qua e un po’ di là in attesa di capire come va a finire. Un vecchio collega raccontava di quel che accadde al suo paese, in Veneto, dove l’ex podestà, diventato primo sindaco provvisorio dopo la Liberazione, stava - con un fazzoletto rosso al collo - nella piazza principale a fianco del parroco: un cittadino si presentò davanti ai due sollevando contemporaneamente entrambe le braccia, la destra per il saluto romano e la sinistra per il pugno chiuso, esclamando: «Sia lodato Gesù Cristo».
Ogni fine impero è però preceduto dal basso impero, il cui tratto distintivo è lo scadimento della corte. Successo dopo successo, il re si convince di essere invincibile e soprattutto infallibile, così da non avere bisogno di consiglieri saggi ma di chi gli dà sempre ragione. Mussolini cominciò con Giovanni Gentile e Alfredo Rocco e finì con Achille Starace. A chi lo metteva in guardia dicendogli «Duce, Starace è un cretino», lui rispondeva: «Lo so, ma è un cretino obbediente».
Lungi da noi fare paragoni di persone e di sistemi politici - l’equiparazione tra berlusconismo e fascismo è una via di mezzo tra una barzelletta e una bestemmia storica - ma è innegabile lo sconcerto provato, anche fra tanti elettori di centrodestra, nel vedere quale sia il livello del materiale umano che pare il più vicino a Berlusconi in questi ultimi tempi. Lo sconcerto ad esempio nell’aver visto i filmati - messi in rete dal settimanale «Oggi» - che documentano il trasporto delle ragazze di Lele Mora a casa Berlusconi. «Mi piacciono le donne», ha detto Berlusconi, ma ci si chiede se abbia bisogno di andare a una festa a Casoria, di frequentare Gianpaolo Tarantini e Patrizia D’Addario, di spacciare una disinvolta minorenne per la nipote del Presidente egiziano per tirarla fuori da una camera di sicurezza.
Quello che sta venendo fuori sulla corte di Berlusconi è difficilmente difendibile anche dai berlusconiani antemarcia. Lele Mora ed Emilio Fede sono indagati per favoreggiamento della prostituzione, e con loro Nicole Minetti, una ragazza di 25 anni che il presidente del Consiglio ha conosciuto come igienista dentale quando è stato ricoverato per la statuetta del Duomo tiratagli in faccia, e che poi è stata catapultata alla Regione Lombardia nel listino bloccato: eletta consigliere, cioè amministratrice dei lombardi, senza neanche passare per l’incognita del voto. Per quali meriti? Leggiamo poi che una tale Perla Genovesi, già assistente di un senatore di Forza Italia e arrestata nel luglio scorso con l’accusa di traffico di droga, tra il 2003 e il 2007 ha avuto 48 contatti telefonici con la residenza privata di Berlusconi ad Arcore; leggiamo che sempre questa Perla ha avuto 500 contatti con una sim intestata a Sandro Bondi e che un non precisato «assistente di Formigoni» l’aveva avvisata di avere il telefono sotto controllo. Poi c’è un’altra presunta escort (adesso si chiamano così perché il politicamente corretto ha ribattezzato perfino il meretricio) che risponde al nome di Nadia Macrì e che sostiene di avere avuto rapporti «con il presidente Berlusconi tramite Lele Mora per cui lavoravo» e anche con il ministro Brunetta, che ha smentito.
Leggiamo tutto questo e ci chiediamo: è davvero così la corte dell’ultimo Berlusconi? Ieri Fabrizio Corona ha detto che dei festini ad Arcore ci sono pure le foto. E Fabrizio Corona, di cui Lele Mora ha assicurato essere stato l’amante, è già stato condannato: eppure in questa Italia è un idolo di tante ragazze e sulle reti Mediaset è andato spesso a fare il maître à penser.
Forse tra vent’anni diremo: ma com’è stato possibile tutto questo? Alcuni tra i vecchi amici e consiglieri di Berlusconi sotto voce spiegano: «Ha voluto sostituire Gianni Letta con Daniela Santanchè e Fedele Confalonieri con Lele Mora». Vero o falso? Ferdinando Adornato, in un intervento alla Camera, ha rimproverato a Berlusconi di aver cambiato gli «intellettuali di riferimento» passando «da Lucio Colletti» (e si potrebbero aggiungere Marcello Pera, Paolo Del Debbio, Piero Melograni, Giuliano Ferrara) a giornalisti che parlano alla pancia della destra più becera e usano la tastiera come un manganello.
Ieri con un’intervista a Luca Telese del «Fatto» anche Vittorio Feltri ha preso le distanze. Ha detto che «tanta gente di destra si è rotta le balle di tutte le veline di Berlusconi», che il caso Ruby non gli è piaciuto, che Berlusconi «non doveva andare a Casoria», che «è stanco, confuso, non ha fatto tante cose che doveva fare»; ha distinto la posizione del direttore del «Giornale» Alessandro Sallusti, che è per fare quadrato attorno al Cavaliere, dalla sua, che è per la libertà di critica. Ha fatto capire, forse addirittura annunciato, che se ne andrà dal «Giornale» per fondare un altro quotidiano. Anche Maurizio Belpietro di «Libero», uno dei più agguerriti, nei giorni scorsi ha dedicato al premier un editoriale intitolato «È dura aiutarlo se non inizia ad aiutarsi da sé».
Segnali che l’impero è davvero al crepuscolo? Nelle aziende del Cavaliere, Mediaset e Mondadori in testa, la preoccupazione si tocca con mano. Perché ci si chiede: come sarà il dopo? Lasceranno in pace il Berlusconi non più premier? O ci sarà la vendetta? Di sicuro, se vendetta sarà, avrà il contorno di tante tricoteuses, tra cui molti adulatori dei tempi beati. Perché questa è l’Italia. Non c’è nulla di male nel cambiare idea, anzi. Ma va distinto chi se ne va quando il capo è ancora potente da chi se ne va quando la barca affonda. Come cantava Francesco Guccini: bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà.
Non penso che sia necessaria la traduzione nè farvi presente la vergogna che ne segue. Mi permetto, però, di tradurvi un concetto espresso nel video: quando si tratta di candidare qualcuno, Berlusconi non va di certo a vedere la nota (ossia il voto, il valore), ma le misure. Ah sì, la meritocrazia al governo!
* Segue l'articolo di Michele BRAMBILLA, valente giornalista milanese costretto a fuggire da IlGiornale e Libero perchè Feltri, per stare tra simili, preferisce circondarsi di cialtroni.
Non è detto, non è affatto detto che l’impero di Silvio Berlusconi sia arrivato al capolinea: l’uomo ha più di sette vite e lo ha già dimostrato tante volte.
Magari rivincerà le elezioni e non farà prigionieri. Ma in questi giorni il clima è un clima da fine impero, e quando finisce un impero si scatenano gli istinti più bassi, la ribalta è degli ex fedelissimi che tradiscono e dei nemici che infieriscono, e questa è una delle cose peggiori perché non c’è niente di più vile che infierire su chi cade.
Sono giorni già tante volte vissuti in questo Paese, i giorni del «mai stato fascista, io» e del «mai stato craxiano, io». Pare si attenda da un momento all’altro un’immancabile apocalisse, forse anche una catarsi, crescono da una parte la voglia anzi la necessità di riciclarsi e dall’altra quella del regolamento di conti. Per un po’ sarà il caos, come dopo il 25 aprile: si starà alla finestra, un po’ di qua e un po’ di là in attesa di capire come va a finire. Un vecchio collega raccontava di quel che accadde al suo paese, in Veneto, dove l’ex podestà, diventato primo sindaco provvisorio dopo la Liberazione, stava - con un fazzoletto rosso al collo - nella piazza principale a fianco del parroco: un cittadino si presentò davanti ai due sollevando contemporaneamente entrambe le braccia, la destra per il saluto romano e la sinistra per il pugno chiuso, esclamando: «Sia lodato Gesù Cristo».
Ogni fine impero è però preceduto dal basso impero, il cui tratto distintivo è lo scadimento della corte. Successo dopo successo, il re si convince di essere invincibile e soprattutto infallibile, così da non avere bisogno di consiglieri saggi ma di chi gli dà sempre ragione. Mussolini cominciò con Giovanni Gentile e Alfredo Rocco e finì con Achille Starace. A chi lo metteva in guardia dicendogli «Duce, Starace è un cretino», lui rispondeva: «Lo so, ma è un cretino obbediente».
Lungi da noi fare paragoni di persone e di sistemi politici - l’equiparazione tra berlusconismo e fascismo è una via di mezzo tra una barzelletta e una bestemmia storica - ma è innegabile lo sconcerto provato, anche fra tanti elettori di centrodestra, nel vedere quale sia il livello del materiale umano che pare il più vicino a Berlusconi in questi ultimi tempi. Lo sconcerto ad esempio nell’aver visto i filmati - messi in rete dal settimanale «Oggi» - che documentano il trasporto delle ragazze di Lele Mora a casa Berlusconi. «Mi piacciono le donne», ha detto Berlusconi, ma ci si chiede se abbia bisogno di andare a una festa a Casoria, di frequentare Gianpaolo Tarantini e Patrizia D’Addario, di spacciare una disinvolta minorenne per la nipote del Presidente egiziano per tirarla fuori da una camera di sicurezza.
Quello che sta venendo fuori sulla corte di Berlusconi è difficilmente difendibile anche dai berlusconiani antemarcia. Lele Mora ed Emilio Fede sono indagati per favoreggiamento della prostituzione, e con loro Nicole Minetti, una ragazza di 25 anni che il presidente del Consiglio ha conosciuto come igienista dentale quando è stato ricoverato per la statuetta del Duomo tiratagli in faccia, e che poi è stata catapultata alla Regione Lombardia nel listino bloccato: eletta consigliere, cioè amministratrice dei lombardi, senza neanche passare per l’incognita del voto. Per quali meriti? Leggiamo poi che una tale Perla Genovesi, già assistente di un senatore di Forza Italia e arrestata nel luglio scorso con l’accusa di traffico di droga, tra il 2003 e il 2007 ha avuto 48 contatti telefonici con la residenza privata di Berlusconi ad Arcore; leggiamo che sempre questa Perla ha avuto 500 contatti con una sim intestata a Sandro Bondi e che un non precisato «assistente di Formigoni» l’aveva avvisata di avere il telefono sotto controllo. Poi c’è un’altra presunta escort (adesso si chiamano così perché il politicamente corretto ha ribattezzato perfino il meretricio) che risponde al nome di Nadia Macrì e che sostiene di avere avuto rapporti «con il presidente Berlusconi tramite Lele Mora per cui lavoravo» e anche con il ministro Brunetta, che ha smentito.
Leggiamo tutto questo e ci chiediamo: è davvero così la corte dell’ultimo Berlusconi? Ieri Fabrizio Corona ha detto che dei festini ad Arcore ci sono pure le foto. E Fabrizio Corona, di cui Lele Mora ha assicurato essere stato l’amante, è già stato condannato: eppure in questa Italia è un idolo di tante ragazze e sulle reti Mediaset è andato spesso a fare il maître à penser.
Forse tra vent’anni diremo: ma com’è stato possibile tutto questo? Alcuni tra i vecchi amici e consiglieri di Berlusconi sotto voce spiegano: «Ha voluto sostituire Gianni Letta con Daniela Santanchè e Fedele Confalonieri con Lele Mora». Vero o falso? Ferdinando Adornato, in un intervento alla Camera, ha rimproverato a Berlusconi di aver cambiato gli «intellettuali di riferimento» passando «da Lucio Colletti» (e si potrebbero aggiungere Marcello Pera, Paolo Del Debbio, Piero Melograni, Giuliano Ferrara) a giornalisti che parlano alla pancia della destra più becera e usano la tastiera come un manganello.
Ieri con un’intervista a Luca Telese del «Fatto» anche Vittorio Feltri ha preso le distanze. Ha detto che «tanta gente di destra si è rotta le balle di tutte le veline di Berlusconi», che il caso Ruby non gli è piaciuto, che Berlusconi «non doveva andare a Casoria», che «è stanco, confuso, non ha fatto tante cose che doveva fare»; ha distinto la posizione del direttore del «Giornale» Alessandro Sallusti, che è per fare quadrato attorno al Cavaliere, dalla sua, che è per la libertà di critica. Ha fatto capire, forse addirittura annunciato, che se ne andrà dal «Giornale» per fondare un altro quotidiano. Anche Maurizio Belpietro di «Libero», uno dei più agguerriti, nei giorni scorsi ha dedicato al premier un editoriale intitolato «È dura aiutarlo se non inizia ad aiutarsi da sé».
Segnali che l’impero è davvero al crepuscolo? Nelle aziende del Cavaliere, Mediaset e Mondadori in testa, la preoccupazione si tocca con mano. Perché ci si chiede: come sarà il dopo? Lasceranno in pace il Berlusconi non più premier? O ci sarà la vendetta? Di sicuro, se vendetta sarà, avrà il contorno di tante tricoteuses, tra cui molti adulatori dei tempi beati. Perché questa è l’Italia. Non c’è nulla di male nel cambiare idea, anzi. Ma va distinto chi se ne va quando il capo è ancora potente da chi se ne va quando la barca affonda. Come cantava Francesco Guccini: bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà.
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08/11/10
BERLUSCONI GAME OVER
Berlusconi ha dimostrato che, senza elezioni alle porte, non può governare. Dal 1994 promette le riforme, ma - intanto - il suo governo del fare è completamente fermo da 6 mesi.
L'unico obiettivo che ha raggiunto è stato quello di rubare al SUD 65 MILIARDI DI EURO - ossia i fondi FAS che l'Unione Europea dà al Sud e che, intanto, si è fottuto, tanto per cambiare, il Nord - e tagliare il Mezzogiorno completamente.
E' tempo di cambiare pagina e seppellire per sempre Berlusconi, Bossi, Fini, Bersani e Di Pietro.
L'unico obiettivo che ha raggiunto è stato quello di rubare al SUD 65 MILIARDI DI EURO - ossia i fondi FAS che l'Unione Europea dà al Sud e che, intanto, si è fottuto, tanto per cambiare, il Nord - e tagliare il Mezzogiorno completamente.
E' tempo di cambiare pagina e seppellire per sempre Berlusconi, Bossi, Fini, Bersani e Di Pietro.
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06/11/10
Se il collante dell'Unità è Berlusconi.
Angelo Panebianco ha scritto che il movimento sudista non andrà da nessuna parte perchè non ha "i soldi". Probabilmente non considera che, pur non avendo i soldi, resiste da 150 anni e oggi è più forte che mai. Un vero esercito pronto ad esplodere ovunque contro gli occupanti.
Angelo Panebianco ha scritto altresì che l'unico collante dell'unità d'Italia è Silvio Berlusconi, forse è per questo che sta per cadere...
Angelo Panebianco ha scritto altresì che l'unico collante dell'unità d'Italia è Silvio Berlusconi, forse è per questo che sta per cadere...
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13/11/09
L'amnistia permanente.
In qualunque altro stato del mondo la Destra e' per la certezza della pena ed una giustizia efficiente, nelle Italie - invece - Berlusconi le pensa tutte affinche' non funzioni e il delinquente si senta tutelato. In qualunque altro stato i politici di Destra si ribellerebbero a certe iniziative in campo di giustizia, ma Berlusconi si e' circondato di una massa di coglioni, che nella vita non avrebbero mai combinato nulla di buono, e li ha promossi in parlamento grazie ad una legge elettorale incostituzionale che non permette nemmeno di scegliere chi votare.
Si appresta ad essere approvata una sorta di "amnistia preventiva", ben piu' grave dell'indulto mastelliano che An e Lega si vantano di non aver votato, che esortera' gli eterni indecisi a commettere impunemente quei reati che hanno sempre desiderato consumare. Infatti, se e' vero che la pena dovrebbe rieducare il condannato, di fatto vedremo raramente delle condanne.
Berlusconi l'ha pensata bene: siccome nelle Italie i processi sono troppo lunghi, per risolvere il problema alla radice, basta eliminare direttamente il processo riducendo i termini della prescrizione.
In questo modo, quindi, per chi avra' a proprio carico imputazioni per reati con una pena edittale massima di 10 anni, bastera' attuare elementari tecniche dilatorie per evitare la sentenza di merito e, pertanto, la possibile condanna.
Corruzione,truffa,frodi fiscali,falsi in bilancio,intercettazioni illecite,reati informatici,ricettazione,vendita prodotti con marchi contraffatti,traffico rifiuti,sfruttamento prostituzione,violenza,falsificazione documenti pubblici,falsa testimonianza,lesioni personali,omicidio colposo per colpa medica,maltrattamenti in famiglia,incendio comporteranno solo un fastidio per i pubblici ministeri e per i giudici che svolgeranno una funzione inutile.
Poi, chissa', magari nemmeno la polizia giudiziaria svolgera' indagini su questi reati: tanto a che pro farlo?
La mafia, la camorra, la ndrangheta e i Nicola Cosentino ringraziano.
In un nessun altro stato del mondo e' lo stato a istigare il cittadino a delinquere, ma solo perche' negli altri stati del mondo non c'e' Berlusconi. Affrettatevi, allora, a scegliere il reato che piu' vi interessa commettere: siete nel paese dei balocchi!
Si appresta ad essere approvata una sorta di "amnistia preventiva", ben piu' grave dell'indulto mastelliano che An e Lega si vantano di non aver votato, che esortera' gli eterni indecisi a commettere impunemente quei reati che hanno sempre desiderato consumare. Infatti, se e' vero che la pena dovrebbe rieducare il condannato, di fatto vedremo raramente delle condanne.
Berlusconi l'ha pensata bene: siccome nelle Italie i processi sono troppo lunghi, per risolvere il problema alla radice, basta eliminare direttamente il processo riducendo i termini della prescrizione.
In questo modo, quindi, per chi avra' a proprio carico imputazioni per reati con una pena edittale massima di 10 anni, bastera' attuare elementari tecniche dilatorie per evitare la sentenza di merito e, pertanto, la possibile condanna.
Corruzione,truffa,frodi fiscali,falsi in bilancio,intercettazioni illecite,reati informatici,ricettazione,vendita prodotti con marchi contraffatti,traffico rifiuti,sfruttamento prostituzione,violenza,falsificazione documenti pubblici,falsa testimonianza,lesioni personali,omicidio colposo per colpa medica,maltrattamenti in famiglia,incendio comporteranno solo un fastidio per i pubblici ministeri e per i giudici che svolgeranno una funzione inutile.
Poi, chissa', magari nemmeno la polizia giudiziaria svolgera' indagini su questi reati: tanto a che pro farlo?
La mafia, la camorra, la ndrangheta e i Nicola Cosentino ringraziano.
In un nessun altro stato del mondo e' lo stato a istigare il cittadino a delinquere, ma solo perche' negli altri stati del mondo non c'e' Berlusconi. Affrettatevi, allora, a scegliere il reato che piu' vi interessa commettere: siete nel paese dei balocchi!
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12/11/09
Caro Berlusconi, dopo la giustizia, abolisci anche i processi!
In attesa della nuova riforma sul processo penale che il Pd+L sta per approvare per sfasciare definitivamente ogni residuo di giustizia presente nelle Italie e liberare ogni delinquente, Cosentini e Casalesi compresi, salvo immigrati (in modo che Lega potra' continuare a sostenere che sono gli unici in galera!), mi permetto di avanzare una proposta a Berlusconi che e' diretta conseguenza dell'ultima iniziativa da lui intrapresa: ABOLIRE DEFINITIVAMENTE IL PROCESSO PENALE!Sì, abolirlo del tutto. Tanto, ormai, con la nuova riforma, rischia di essere un'inutile perdita di tempo con dispendio di energie fisiche per le parti coinvolte ed economico per lo stato. In questo modo Berlusconi e compari otterranno due risultati:
A) Ridurre i tempi ben oltre la ragionevole durata che l'art 111 della costituzione richiede.
B) Eliminare l'odiosa casta di giudici insolenti che, finalmente, andranno in mezzo ad una strada e non daranno piu' fastidio.
Certo, senza processo, diventeranno disoccupati anche gli avvocati di Berlusconi e dei deputati tutti del PdL, ma per loro si puo' sempre trovare una sistemazione in Parlamento. O no?
A) Ridurre i tempi ben oltre la ragionevole durata che l'art 111 della costituzione richiede.
B) Eliminare l'odiosa casta di giudici insolenti che, finalmente, andranno in mezzo ad una strada e non daranno piu' fastidio.
Certo, senza processo, diventeranno disoccupati anche gli avvocati di Berlusconi e dei deputati tutti del PdL, ma per loro si puo' sempre trovare una sistemazione in Parlamento. O no?
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04/06/09
Berlusconi mente sul Sud.
Per capire quanto Berlusconi sia imbarazzato a parlare dell'asse padana che incide sul Governo delle Italie, basta ricordare ciò che ha dichiarato ieri a Porta a Porta e che è alla base della rottura col presidende della Sicilia RAFFAELE LOMBARDO:
"I fondi Fas ammontano a 57 miliardi e abbiamo mantenuto l'85% al Sud e il 15% al Nord. Non li abbiamo ancora attribuiti perché non vogliamo che vadano a finire nelle spese correnti, ma là dove sono destinati dall'Europa ovvero per le infrastrutture. Quando una Regione ci presenta un piano infrastrutture noi li diamo. Se invece li spende per stipendi o per spese correnti non li diamo".
Delle due l'una. O non sa di cosa parla. O racconta l'ennesima frottola a spese del Sud. I fondi Fas in cassaforte, all'inizio di questa legislatura, ammontavano a 63 miliardi. La prima manovra di Tremonti ne ha subito tagliati 10. Dei 53 rimasti, 26 miliardi sono fondi nazionali e 27 sono fondi regionali.
I primi, invece di essere usati per investimenti nelle aree depresse, sono stati impiegati dal governo per finanziare spese correnti di ogni genere: dagli sgravi Ici ai più abbienti all'Alitalia, dalle quote latte alla copertura dei disavanzi comunali di Roma e Catania. I secondi, per i quali è prevista la compartecipazione dell'Unione europea, non sono nella disponibilità del governo centrale ma degli enti locali. Così stanno le cose nel mondo vero, fuori dal "set" virtuale berlusconiano.
"I fondi Fas ammontano a 57 miliardi e abbiamo mantenuto l'85% al Sud e il 15% al Nord. Non li abbiamo ancora attribuiti perché non vogliamo che vadano a finire nelle spese correnti, ma là dove sono destinati dall'Europa ovvero per le infrastrutture. Quando una Regione ci presenta un piano infrastrutture noi li diamo. Se invece li spende per stipendi o per spese correnti non li diamo".
Delle due l'una. O non sa di cosa parla. O racconta l'ennesima frottola a spese del Sud. I fondi Fas in cassaforte, all'inizio di questa legislatura, ammontavano a 63 miliardi. La prima manovra di Tremonti ne ha subito tagliati 10. Dei 53 rimasti, 26 miliardi sono fondi nazionali e 27 sono fondi regionali.
I primi, invece di essere usati per investimenti nelle aree depresse, sono stati impiegati dal governo per finanziare spese correnti di ogni genere: dagli sgravi Ici ai più abbienti all'Alitalia, dalle quote latte alla copertura dei disavanzi comunali di Roma e Catania. I secondi, per i quali è prevista la compartecipazione dell'Unione europea, non sono nella disponibilità del governo centrale ma degli enti locali. Così stanno le cose nel mondo vero, fuori dal "set" virtuale berlusconiano.
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14/05/09
29/04/09
Il 25 aprile è morto.
Geniale, ancora una volta. Un altro stupendo colpo di scena in diretta-TV, con cui il Cav si è confermato padrone assoluto del palinsesto-Italia. Il 25 aprile era la «festa» della divisione perpetua, della lacerazione nazionale ritualmente rinnovata. «Farla tutti insieme», anche con le ministre che sono ex-veline nate dopo il 1970, significa farla finire. In vacca o, se preferite, in varietà televisivo per famiglie, tipo «Domenica In». Evviva il 26 aprile.
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24/08/08
Berlusconi ha colto le ragioni della Russia.
Una nave da guerra statunitense ha superato lo stretto del Bosforo entrando nel Mar Nero. L'unità, la Uss McFaul, ufficialmente carica di aiuti umanitari, ma armata di missili tattici, è la prima di una squadra che Washington ha annunciato di voler inviare nella regione, ossia nelle acque dello spazio vitale russo. Tbilisi intanto, infischiandosene dell'accordo siglato dopo la mediazione UE, ha prolungato lo “stato di guerra” fino all'8 settembre. I media, imbarazzati di fronte all'insistenza americana e georgiana nel cercare la guerra, hanno scelto di dare poco rilievo alle azioni sfrontate dei guerrafondai. C'è da comprenderli perchè è difficile cercar di nascondere chi vuole la guerra e chi invece non fa che rintuzzare provocazioni e aggressioni. Meno comprensibile, davanti a questo scenario, è l'ottusità di chi continua a tifare per la Georgia ignorando che si tratta di un vero e proprio protettorato di Israele per il suo dominio geopolitico nel mondo. Tanto è vero che stiamo assistendo ad intimidazioni di stampo mafioso da parte degli USA a quei paesi che non vogliono assoggettarsi passivamente allo scellerato piano del sionismo internazionale. Ieri, proprio quando Parigi aveva da poco sostenuto Mosca nella crisi osseta, degli aerei Nato hanno massacrato i parà francesi in Afghanistan. Va specificato che i parà non sono stati uccisi tutti all'inizio dello scontro. Alcuni sono stati uccisi dai soldati afghani che li accompagnavano, altri sotto i colpi degli aerei della Nato, ovvero sotto il “fuoco amico” di quei rinforzi che avrebbero dovuto salvarli. Un episodio curioso che dovrebbe fare riflettere sulle ragioni della RUSSIA e la legittimità della sua reazione. A tal proposito merita di essere lodato BERLUSCONI che ha sempre saputo mantenere un rapporto privilegiato con il prode Putin e che ha capito che con la RUSSIA bisogna dialogare perchè all'Italia conviene politicamente ed economicamente.
Anche perchè stavolta i prepotenti di sempre hanno fatto male i conti.
Scrive Gabriele Adinolfi: "L'offensiva diplomatica, terroristica e militare scatenata dagli Usa e Israele, tramite il valvassino georgiano, contro la Russia, rischia di ritorcersi in modo davvero pesante sui guerrafondai. Dapprima i russi hanno spazzato via gli aggressori e sono penetrati con estrema facilità fino alla periferia della loro capitale, poi la UE, malgrado le frasi di circostanza, ha dato sostanzialmente ragione a Mosca. Washington, apparsa meno prudente di Tel Aviv, ha allora provato a spezzare il fronte europeo, e soprattutto ad aizzare la Nato contro la Russia.
Scudo antimissile in Polonia e inserimento della Georgia nella Nato (contro le solenni promesse fatte in merito al Cremlino da Bush e Clinton) sono le risposte alla risposta russa all'aggressione subita. Non è un mistero per nessuno che gli Usa, in enorme difficoltà sullo scacchiere mondiale e preda di una crisi finanziaria senza precedenti, accarezzino l'ipotesi di una guerra generalizzata e gettino benzina sul fuoco che essi stessi hanno acceso e che alimentano con particolare applicazione da nove anni in qua. Eppure le ulteriori risposte alle loro manovre bellicose rischiano di non essere proprio quelle che Casa Bianca e Pentagono si attendevano. Al loro proclama “congeleremo i rapporti con la Russia”, il ministro degli Esteri moscovita, Serghei Lavrov, ha ricordato che “è la Nato ad aver più bisogno della Russia che non il contrario. Specialmente in Afghanistan dove si gioca il futuro dell'Alleanza”. Ovvero, se gli Usa non faranno marcia indietro, il territorio russo non sarà più utilizzabile per i rifornimenti della forza multinazionale che veglia sulla lottizzazione tra le potenze industriali delle coltivazioni d'oppio e delle rotte delle pipelines, lottizzazione che ha un'importanza cruciale nel dominio mondiale. A questo primo diretto in faccia, che i russi avvertono che potranno tirare a chi li sta provocando con ostinazione e sfrontatezza, si aggiunge una minaccia almeno da knock down se non proprio da ko. Il 28 agosto, ovvero all'indomani della probabile ufficializzazione del'indipendenza di Abkazia e Ossezia del sud, è previsto un vertice dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (Sco) cui partecipano oltre a Russia e Cina le repubbliche centroasiatiche che fanno parte della zona cruciale per il dominio planetario secondo Brzezinski (ideologo della Trilateral, massimo esponente attuale della dottrina estera americana, consigliere, oggi, di Obama). La Russia è riuscita in questi anni a far sì che la penetrazione americana nell'area sia stata contrata e progressivamente rintuzzata. Dopo la cacciata degli americani dall'Uzbekistan questi ultimi conservano la base Nato in Kyrghizistan, una base dal valore strategico incommensurabile. Mosca lascia trapelare che la Sco potrebbe spingere per la sua chiusura; un eventualità che definire disastrosa per Washington sarebbe molto più che un eufemismo. E c'è di più. L'intero programma satellitare americano è a rischio. La Nasa ha programmato di rimuovere la flotta Shuttle e di sostituirla con le nuove navicelle Orione; ma serve un interregno di almeno un quinquennio, periodo durante il quale dovrebbe utilizzare, da accordo con Mosca, le Soyuz russe. Il “congelamento” renderebbe questa strada impraticabile. E solo il ricorso ai satelliti cinesi potrebbe, forse, togliere gli americani d'impaccio: ma, interessi economici a parte, non è affatto certo che Pechino sia disponibile per questa soluzione. Inoltre Mosca ha fatto sapere che è disposta a dotare la Siria di SS 20. Questo preoccupa Israele che già parla di una missione diplomatica distensiva al Cremlino.
Morale della favola: nulla ancora è deciso, i giochi non sono certo fatti ma stavolta potrebbe finire proprio come la favola dei pifferai di montagna, che vennero per suonare ma furono suonati".
Anche perchè stavolta i prepotenti di sempre hanno fatto male i conti.
Scrive Gabriele Adinolfi: "L'offensiva diplomatica, terroristica e militare scatenata dagli Usa e Israele, tramite il valvassino georgiano, contro la Russia, rischia di ritorcersi in modo davvero pesante sui guerrafondai. Dapprima i russi hanno spazzato via gli aggressori e sono penetrati con estrema facilità fino alla periferia della loro capitale, poi la UE, malgrado le frasi di circostanza, ha dato sostanzialmente ragione a Mosca. Washington, apparsa meno prudente di Tel Aviv, ha allora provato a spezzare il fronte europeo, e soprattutto ad aizzare la Nato contro la Russia.
Scudo antimissile in Polonia e inserimento della Georgia nella Nato (contro le solenni promesse fatte in merito al Cremlino da Bush e Clinton) sono le risposte alla risposta russa all'aggressione subita. Non è un mistero per nessuno che gli Usa, in enorme difficoltà sullo scacchiere mondiale e preda di una crisi finanziaria senza precedenti, accarezzino l'ipotesi di una guerra generalizzata e gettino benzina sul fuoco che essi stessi hanno acceso e che alimentano con particolare applicazione da nove anni in qua. Eppure le ulteriori risposte alle loro manovre bellicose rischiano di non essere proprio quelle che Casa Bianca e Pentagono si attendevano. Al loro proclama “congeleremo i rapporti con la Russia”, il ministro degli Esteri moscovita, Serghei Lavrov, ha ricordato che “è la Nato ad aver più bisogno della Russia che non il contrario. Specialmente in Afghanistan dove si gioca il futuro dell'Alleanza”. Ovvero, se gli Usa non faranno marcia indietro, il territorio russo non sarà più utilizzabile per i rifornimenti della forza multinazionale che veglia sulla lottizzazione tra le potenze industriali delle coltivazioni d'oppio e delle rotte delle pipelines, lottizzazione che ha un'importanza cruciale nel dominio mondiale. A questo primo diretto in faccia, che i russi avvertono che potranno tirare a chi li sta provocando con ostinazione e sfrontatezza, si aggiunge una minaccia almeno da knock down se non proprio da ko. Il 28 agosto, ovvero all'indomani della probabile ufficializzazione del'indipendenza di Abkazia e Ossezia del sud, è previsto un vertice dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (Sco) cui partecipano oltre a Russia e Cina le repubbliche centroasiatiche che fanno parte della zona cruciale per il dominio planetario secondo Brzezinski (ideologo della Trilateral, massimo esponente attuale della dottrina estera americana, consigliere, oggi, di Obama). La Russia è riuscita in questi anni a far sì che la penetrazione americana nell'area sia stata contrata e progressivamente rintuzzata. Dopo la cacciata degli americani dall'Uzbekistan questi ultimi conservano la base Nato in Kyrghizistan, una base dal valore strategico incommensurabile. Mosca lascia trapelare che la Sco potrebbe spingere per la sua chiusura; un eventualità che definire disastrosa per Washington sarebbe molto più che un eufemismo. E c'è di più. L'intero programma satellitare americano è a rischio. La Nasa ha programmato di rimuovere la flotta Shuttle e di sostituirla con le nuove navicelle Orione; ma serve un interregno di almeno un quinquennio, periodo durante il quale dovrebbe utilizzare, da accordo con Mosca, le Soyuz russe. Il “congelamento” renderebbe questa strada impraticabile. E solo il ricorso ai satelliti cinesi potrebbe, forse, togliere gli americani d'impaccio: ma, interessi economici a parte, non è affatto certo che Pechino sia disponibile per questa soluzione. Inoltre Mosca ha fatto sapere che è disposta a dotare la Siria di SS 20. Questo preoccupa Israele che già parla di una missione diplomatica distensiva al Cremlino.
Morale della favola: nulla ancora è deciso, i giochi non sono certo fatti ma stavolta potrebbe finire proprio come la favola dei pifferai di montagna, che vennero per suonare ma furono suonati".
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Russia
08/07/08
"Berlusconi? Un politico dilettante in un paese corrotto". Parola della Casa Bianca.
«Berlusconi? Un politico dilettante in un Paese corrotto». Questa è la considerazione che l'alleato/padrone americano ha dell'Italia e del caro "amico" Silvio. Nel kit per la stampa della Casa Bianca «materiale insultante nei confronti del premier e degli italiani». Sono curioso di conoscere l'opinione dei tex willer nostrani sulla gaffe dei LORO padroni. Evidentemente, se continuiamo a seguire incondizionatamente la linea terroristica dei barbari d'oltreoceano, corrotti lo siamo per davvero, quantomeno moralmente.
N.B. Nel video il grande Renato CAROSONE. Se ne consiglia l'ascolto ai piccolo borghesi di modo che le loro certezze risultino confermate.
Berlusconi e Bush (Ap)
Una gaffe senza precedenti al G8. Tanto che George W. Bush è stato costretto a porgere le sue scuse a Berlusconi e al popolo italiano. Per quale motivo? Per capirlo, basta leggere la biografia del presidente del consiglio pubblicata nel 'press kit' che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano.
«Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio - si legge nel profilo -. Principalmente un uomo d'affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». La biografia pubblicata sul 'press kit' non si ferma qui: «Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua 'bella figura' (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà - afferma la biografia - Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese». La biografia di Berlusconi, che cita anche il fatto che da ragazzo «guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso», ricorda che il futuro premier italiano mentre studiava legge a Milano «si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi». La Casa Bianca avrebbe prelevato la biografia di Berlusconi dalla 'Encyclopedia of World Biography' che risulta aggiornata al mese scorso.
LE SCUSE - In serata, il portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha inviato una lettera nella quale si scusa a nome della Casa Bianca: «Scrivo - si legge nella lettera - in relazione a certi documenti di background che sono stati distribuiti ai giornalisti in viaggio sull'Air Force One per il vertice del G8 che si tiene in Giappone. Una biografia non ufficiale del primo ministro italiano Berlusconi, inclusa nel materiale stampa, utilizza un linguaggio insultante sia nei confronti del primo ministro Berlusconi che del popolo italiano. I sentimenti espressi nella biografia non rappresentano le vedute del presidente Bush, del governo americano e degli americani. Ci scusiamo con l'Italia e con il primo ministro per questo errore davvero sfortunato. Come tutti coloro che hanno seguito il presidente Bush, il presidente ha per il premier Berlusconi e per tutti gli italiani la più alta stima e riguardo».
N.B. Nel video il grande Renato CAROSONE. Se ne consiglia l'ascolto ai piccolo borghesi di modo che le loro certezze risultino confermate.
Berlusconi e Bush (Ap)
Una gaffe senza precedenti al G8. Tanto che George W. Bush è stato costretto a porgere le sue scuse a Berlusconi e al popolo italiano. Per quale motivo? Per capirlo, basta leggere la biografia del presidente del consiglio pubblicata nel 'press kit' che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano.
«Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio - si legge nel profilo -. Principalmente un uomo d'affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». La biografia pubblicata sul 'press kit' non si ferma qui: «Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua 'bella figura' (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà - afferma la biografia - Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese». La biografia di Berlusconi, che cita anche il fatto che da ragazzo «guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso», ricorda che il futuro premier italiano mentre studiava legge a Milano «si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi». La Casa Bianca avrebbe prelevato la biografia di Berlusconi dalla 'Encyclopedia of World Biography' che risulta aggiornata al mese scorso.
LE SCUSE - In serata, il portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha inviato una lettera nella quale si scusa a nome della Casa Bianca: «Scrivo - si legge nella lettera - in relazione a certi documenti di background che sono stati distribuiti ai giornalisti in viaggio sull'Air Force One per il vertice del G8 che si tiene in Giappone. Una biografia non ufficiale del primo ministro italiano Berlusconi, inclusa nel materiale stampa, utilizza un linguaggio insultante sia nei confronti del primo ministro Berlusconi che del popolo italiano. I sentimenti espressi nella biografia non rappresentano le vedute del presidente Bush, del governo americano e degli americani. Ci scusiamo con l'Italia e con il primo ministro per questo errore davvero sfortunato. Come tutti coloro che hanno seguito il presidente Bush, il presidente ha per il premier Berlusconi e per tutti gli italiani la più alta stima e riguardo».
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21/05/08
Stavolta si fa sul serio. Forse.
Stavolta pare che si faccia sul serio. Almeno pare. Il consiglio dei ministri di Napoli, che pure ha avuto un alto valore simbolico, non è stato una semplice passerella per il nuovo governo, ma un'occasione per l'adottare i provvedimenti più urgenti e chiarire sin da subito che la ricreazione è finita.
Berlusconi è voluto venire a Napoli per risarcire, seppure in minima parte, una città offesa nel mondo per il degrado e l'inefficienza; ma, quest'oggi, ad attendere il governo, c'erano ben 9 minicortei organizzati da centri sociali, zingari, clandestini, ex detenuti e pregiudicati di varia natura, disoccupati di professione e gente che continua ad opporsi alla apertura delle discariche perchè poi dovrebbe buttarcisi dentro in quanto monnezza ambulante. Del resto bastava vedere in tv le facce di chi protestava per capire dove nascono i problemi di Napoli e chi abbia inciso negli ultimi anni nell'azione amministrativa delle istituzioni.
L'ultima tornata elettorale, però, ci ha liberato, almeno temporaneamente, di uno dei loro referenti politici, quel Pecoraro Scanio che costrinse Bertolaso - una persona seria - a dimettersi da commissario straordinario per i rifiuti, dunque è possibile estromettere quella feccia che ha portato la Campania ad una situazione da quarto mondo. Berlusconi ha chiarito subito che chiunque si renderà promotore di disordine contro la realizzazione di discariche rischierà fino a 5 anni di carcere, mentre chi vorrà accedere o impedire la realizzazione delle discariche rischierà da tre mesi a un anno di carcere. Si tratta di un ottimo deterrente per i più facinorosi che, si spera, venga posto in essere concretamente.
Bertolaso tornerà ad occuparsi di monnezza, ma da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, mentre quel carrozzone di clientele che è il commissariato straordinario verrà finalmente liquidato. Il Cdm ha individuato anche le discariche che dovranno essere aperte, i nomi però rimangono giustamente segreti.
Berlusconi, in conferenza stampa, è stato molto diretto: "Dobbiamo fare una scelta dolorosa e difficile con assoluta fermezza e determinazione. Sappiamo di poter contare sulla parte sana della popolazione campana". I siti, le aree e gli impianti connessi all'attività di gestione dei rifiuti verranno dichiarati aree di interesse strategico nazionale presidiate dalle forze armate e chi, fino ad oggi, ha messo i bastoni tra le ruote, non potrà più sgarrare.
Bertolaso, se verificherà la mancata attuazione delle norme delle ordinanze potrà nominare immediatamente commissari ad acta che si sostituiranno alle amministrazioni comunali. Saranno quattro i termovalorizzatori in Campania. Uno di questi sorgerà a Napoli e il sindaco Iervolino avrà 30 giorni per indicare la localita prescelta. Qualora non ottemperi, supplirà Bertolaso in persona.
Insomma finalmente non saremo più nelle mani di chi, finora, ha solo pappato soldi pubblici facendo solo danni, nè saranno più tollerate le azioni di disturbo delle minoranze che, per troppo tempo, ci hanno ricattato bloccando gli aeroporti, le ferrovie, le discariche. Là dove ci saranno degli intoppi, lo stato sarà pronto ad intervenire con decisione, magari usando la forza dove è necessario.
La ricreazione è finalmente finita con buona pace del disobbediente Caruso, di Pecoraro Scanio, della Iervolino e del Re della Monnezza Bassolino che farebbe bene a nascondersi sotto la sabbia, ma che - invece - ha persino l'ardire di farsi vedere in luoghi pubblici e rimproverare il prossimo dicendo che bisogna fare presto.
Sì, bisogna fare presto. Dobbiamo al più presto liberarci della spazzatura ed è tempo che Bassolino segua al più presto il destino di Pecoraro Scanio e di Mastella. Magari testando materialmente il primo termovalorizzatore in funzione, cioè facendosi incenerire.
Berlusconi è voluto venire a Napoli per risarcire, seppure in minima parte, una città offesa nel mondo per il degrado e l'inefficienza; ma, quest'oggi, ad attendere il governo, c'erano ben 9 minicortei organizzati da centri sociali, zingari, clandestini, ex detenuti e pregiudicati di varia natura, disoccupati di professione e gente che continua ad opporsi alla apertura delle discariche perchè poi dovrebbe buttarcisi dentro in quanto monnezza ambulante. Del resto bastava vedere in tv le facce di chi protestava per capire dove nascono i problemi di Napoli e chi abbia inciso negli ultimi anni nell'azione amministrativa delle istituzioni.
L'ultima tornata elettorale, però, ci ha liberato, almeno temporaneamente, di uno dei loro referenti politici, quel Pecoraro Scanio che costrinse Bertolaso - una persona seria - a dimettersi da commissario straordinario per i rifiuti, dunque è possibile estromettere quella feccia che ha portato la Campania ad una situazione da quarto mondo. Berlusconi ha chiarito subito che chiunque si renderà promotore di disordine contro la realizzazione di discariche rischierà fino a 5 anni di carcere, mentre chi vorrà accedere o impedire la realizzazione delle discariche rischierà da tre mesi a un anno di carcere. Si tratta di un ottimo deterrente per i più facinorosi che, si spera, venga posto in essere concretamente.
Bertolaso tornerà ad occuparsi di monnezza, ma da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, mentre quel carrozzone di clientele che è il commissariato straordinario verrà finalmente liquidato. Il Cdm ha individuato anche le discariche che dovranno essere aperte, i nomi però rimangono giustamente segreti.
Berlusconi, in conferenza stampa, è stato molto diretto: "Dobbiamo fare una scelta dolorosa e difficile con assoluta fermezza e determinazione. Sappiamo di poter contare sulla parte sana della popolazione campana". I siti, le aree e gli impianti connessi all'attività di gestione dei rifiuti verranno dichiarati aree di interesse strategico nazionale presidiate dalle forze armate e chi, fino ad oggi, ha messo i bastoni tra le ruote, non potrà più sgarrare.
Bertolaso, se verificherà la mancata attuazione delle norme delle ordinanze potrà nominare immediatamente commissari ad acta che si sostituiranno alle amministrazioni comunali. Saranno quattro i termovalorizzatori in Campania. Uno di questi sorgerà a Napoli e il sindaco Iervolino avrà 30 giorni per indicare la localita prescelta. Qualora non ottemperi, supplirà Bertolaso in persona.
Insomma finalmente non saremo più nelle mani di chi, finora, ha solo pappato soldi pubblici facendo solo danni, nè saranno più tollerate le azioni di disturbo delle minoranze che, per troppo tempo, ci hanno ricattato bloccando gli aeroporti, le ferrovie, le discariche. Là dove ci saranno degli intoppi, lo stato sarà pronto ad intervenire con decisione, magari usando la forza dove è necessario.
La ricreazione è finalmente finita con buona pace del disobbediente Caruso, di Pecoraro Scanio, della Iervolino e del Re della Monnezza Bassolino che farebbe bene a nascondersi sotto la sabbia, ma che - invece - ha persino l'ardire di farsi vedere in luoghi pubblici e rimproverare il prossimo dicendo che bisogna fare presto.
Sì, bisogna fare presto. Dobbiamo al più presto liberarci della spazzatura ed è tempo che Bassolino segua al più presto il destino di Pecoraro Scanio e di Mastella. Magari testando materialmente il primo termovalorizzatore in funzione, cioè facendosi incenerire.
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26/04/08
I primi ricatti della Lega
Il governo ancora non è stato formato e già Bossi sta creando non pochi problemi al premier in pectore Berlusconi. Per la verità, già tra il 2001 e il 2005, l'azione politica della coalizione di centrodestra fu paralizzata dai continui ricatti della Lega, solo che allora non raggiungeva il 4% dei consensi, mentre oggi - avendoli raddoppiati - gode di una golden share vitale per la maggioranza.
Infatti, l'inaspettato successo elettorale ottenuto, le consente di avanzare richieste non tollerabili per chi non si riconosce nel progetto di un partito che pretende di rappresentare solo 1/4 del paese. Sul tavolo ci sono ben 4 ministeri di peso, una vicepresidenza tra camera e senato, la carica di vicepremier e la candidatura dell'ex Guardasigilli Castelli alla regione Lombardia.
Per quanto riguarda il governo nazionale - dopo aver messo il veto su Pisanu al Viminale, uno dei ministri più apprezzati della scorsa legislatura, e della meridionale Adriana Poli Bortone alle politiche agricole e forestali - la Lega dà ormai per certo che occuperà i citati ministeri con Bobo Maroni e Luca Zaia. Suscitano, invece, maggiori perplessità la carica di vicepremier a Roberto CALDEROLI, celebre per le sue uscite polemiche e per aver causato una crisi diplomatica con la Libia, e il ministero per le riforme ad UMBERTO BOSSI.
Sul fronte lombardo invece, Berlusconi, per cercare di arginare le velleità del Carroccio, ha chiesto a Formigoni di rinunciare alle sue aspirazioni di governo e rimanere al Pirelli per impedire che la Lega possa divenire egemone nella regione italiana più importante, visto che il 15 aprile ha ottenuto il 18% dei consensi e che il PdL rischia di vedersi superato alle regionali.
Il Carroccio, tuttavia, non sembra avere intenzione di cedere un millimetro e, spavaldo, sta incalzando il Cavaliere minacciando addirittura di essere pronto a votare con la sinistra per la presidenza di una delle due camere se le sue richieste non venissero accolte.
Davanti ad uno scenario di questo tipo, il SUD - nonostante abbia permesso con Campania, Sicilia e Puglia la vittoria del Popolo della Libertà - rischia di essere tagliato fuori per le pretese e le iniziative di un governo che ha il suo baricentro unicamente al Nord. Forse non si esagera se, d'ora in avanti, parleremo di governo di occupazione del SUD.
Infatti, l'inaspettato successo elettorale ottenuto, le consente di avanzare richieste non tollerabili per chi non si riconosce nel progetto di un partito che pretende di rappresentare solo 1/4 del paese. Sul tavolo ci sono ben 4 ministeri di peso, una vicepresidenza tra camera e senato, la carica di vicepremier e la candidatura dell'ex Guardasigilli Castelli alla regione Lombardia.
Per quanto riguarda il governo nazionale - dopo aver messo il veto su Pisanu al Viminale, uno dei ministri più apprezzati della scorsa legislatura, e della meridionale Adriana Poli Bortone alle politiche agricole e forestali - la Lega dà ormai per certo che occuperà i citati ministeri con Bobo Maroni e Luca Zaia. Suscitano, invece, maggiori perplessità la carica di vicepremier a Roberto CALDEROLI, celebre per le sue uscite polemiche e per aver causato una crisi diplomatica con la Libia, e il ministero per le riforme ad UMBERTO BOSSI.
Sul fronte lombardo invece, Berlusconi, per cercare di arginare le velleità del Carroccio, ha chiesto a Formigoni di rinunciare alle sue aspirazioni di governo e rimanere al Pirelli per impedire che la Lega possa divenire egemone nella regione italiana più importante, visto che il 15 aprile ha ottenuto il 18% dei consensi e che il PdL rischia di vedersi superato alle regionali.
Il Carroccio, tuttavia, non sembra avere intenzione di cedere un millimetro e, spavaldo, sta incalzando il Cavaliere minacciando addirittura di essere pronto a votare con la sinistra per la presidenza di una delle due camere se le sue richieste non venissero accolte.
Davanti ad uno scenario di questo tipo, il SUD - nonostante abbia permesso con Campania, Sicilia e Puglia la vittoria del Popolo della Libertà - rischia di essere tagliato fuori per le pretese e le iniziative di un governo che ha il suo baricentro unicamente al Nord. Forse non si esagera se, d'ora in avanti, parleremo di governo di occupazione del SUD.
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