13/04/09
Ma facebook serve davvero?
Facebook è sicuramente uno strumento utile per riallacciare i contatti con persone lontane e per mantenerne vivi i rapporti condividendo notizie, immagini e pensieri. Spesso ha sostituito l'email e il cellulare, permettendo uno scambio di informazioni più immediato, ma è pur sempre solo un mezzo. Cosa che non sembra più essere. Da quando è divenuto l'argomento di conversazione preferito dei miei conoscenti, sto pensando seriamente di ribellarmi alla tecnologia ispirandomi al luddismo, ossia a quel movimento inglese del '700 inaugurato involontariamente da Ned Ludd quando distrusse per protesta il telaio con cui lavorava. Allora si protestava contro l'introduzione delle macchine sul lavoro, oggi bisognerebbe farlo contro il dominio della tecnologia sulla vita della persone. Su facebook ho ritrovato quei compagni di elementari, medie, liceo, università e di viaggio di cui avevo quasi perso la memoria. A tutti, dopo aver risposto alle solite domande da ficcanaso (che fai, ndo stai, ndo vai..), non ho saputo che dire e ho finito per ricordarmi tutti i motivi per i quali con quelle persone non avevo più nessun rapporto. Vi ho trovato anche alcune ex. Una, che si definiva fascista, ora lavora in un circolo Arci; un'altra - invece - è finita a vivere in Trentino ed è leghista. Tra le mie amicizie virtuali c'è anche una ragazza che al liceo mi veniva dietro e che ignoravo perchè la consideravo troppo quequera e amorale. Ho scoperto che ora ricopre un ruolo dirigenziale nel PD: tutto sommato avevo ragione. Un paio di settimane fa, dopo tanti anni, l'ho incontrata per puro caso a Napoli e, se non l'avessi fermata quasi rincorrendola, non mi avrebbe salutato. Su facebook mi ha chiesto l'amicizia, nella vita reale però ha cercato di evitarmi. Tutto sommato anche lei ha ragione. I rapporti è meglio tenerli con quelle persone con cui ti vedi, diverti e confronti in strada; non con perfetti sconosciuti che fingi di ritrovare.
11/04/09
Suicida per la vergogna di un padre camorrista
«Chiedo scusa a tutti, tranne a papà». Per quel ragazzino di 12 anni il genitore camorrista era un modello negativo. Per lui e per il fratello di 15 anni, ammazzato con un colpo di pistola alla testa in un agguato. Quella morte l’aveva segnato in maniera indelebile, tanto da spingerlo, ieri pomeriggio, a togliersi la vita. La lettera d’addio, trovata dai genitori nell’appartamento di Villaricca, è colma di rancore verso il padre. Per gli investigatori l’uomo è ben inserito nell’organigramma del clan dei Casalesi. Era il 1978, aveva 18 anni quando uccise un rivale e iniziò così la carriera criminale fatta di lunghi periodi di detenzione. Oggi è libero ed è stato proprio lui a scoprire il corpo del figlio impiccato nell’abitazione di famiglia. I carabinieri hanno trovato acceso il computer del giovane, era in funzione Messenger, il programma che permette l’invio di messaggi immediati tra due persone. Da qui l’ipotesi che il tredicenne avesse annunciato il gesto agli interlocutori virtuali, e che magari qualcuno abbia inutilmente provato a dissuaderlo. Un’ipotesi che i militari accerteranno esaminando il pc. Il ragazzo aveva nove anni quando il fratello Sebastiano venne ammazzato, il 10 marzo 2005.
Minorenne la vittima, e i suoi carnefici. Ucciso per «vendicare» un tentativo di rapina: Sebastiano aveva provato a portar via con la forza un motorino a Scampia, il derubato aveva chiamato un gruppo di amici che avevano inseguito il giovane fino a raggiungerlo in una strada isolata: lì lo avevano aggredito in dieci, picchiandolo e poi finendolo con un colpo di pistola alla nuca. Cinque persone sono state arrestate per l’omicidio e sono state tutte condannate. Di quella morte il fratello incolpava il papà camorrista che, come ha scritto nella lettera, «non sopportava più».
Minorenne la vittima, e i suoi carnefici. Ucciso per «vendicare» un tentativo di rapina: Sebastiano aveva provato a portar via con la forza un motorino a Scampia, il derubato aveva chiamato un gruppo di amici che avevano inseguito il giovane fino a raggiungerlo in una strada isolata: lì lo avevano aggredito in dieci, picchiandolo e poi finendolo con un colpo di pistola alla nuca. Cinque persone sono state arrestate per l’omicidio e sono state tutte condannate. Di quella morte il fratello incolpava il papà camorrista che, come ha scritto nella lettera, «non sopportava più».
09/04/09
Roma-Milano in 3 ore. E al Sud?
Ora, partendo da Milano, si può raggiungere in treno il centro di Roma in sole 3ore, da Napoli in una sola. Presto sarà operativa anche la linea diretta tra Torino e Salerno. Più a Sud, però, viaggiare diventa molto difficile. Chi voglia muoversi dalla Calabria o dalla Sicilia non ha nè una rete autostradale nè ferroviaria vagamente dignitosa. Infatti le Regioni sono costrette ad erogare dei finanziamenti ad aziende private di autobus per dare ai pendolari un servizio. Per percorrere la Messina-Catania, la Salerno-Reggio o la Caserta-Roma ci vogliono ben più delle tanto pubblicizzate 3 ore della tratta Roma-Milano. Il raffronto è purtroppo necessario farlo con autostrade, perchè viaggiare in treno a Sud di Salerno è ancora più impegnativo ed è facilmente comprensibile che un territorio senza una rete di trasporti efficiente ben difficilmente potrà svilupparsi.
25/03/09
T-shirt dei soldati israeliani inneggiano al genocidio palestinese
Israele stato canaglia!
Bambini palestinesi trucidati, madri in lacrime sulla tomba dei loro figli, foto di ragazzini con una pistola puntata alla testa, moschee bombardate. Sono queste le macabre immagini che i soldati israeliani chiedono di stampare sulle loro magliette. "One shot, two kills" (un colpo, due morti) è invece l'inquietante frase stampata sulla t-shirt di un militare in borghese.
Sopra la scritta, la foto di una donna palestinese incinta, centrata in un mirino. Gli uffici di "Adiv", il negozio di magliette nella zona sud di Tel Aviv, stanno ricevendo un numero crescente di richieste da parte di militari israeliani.
Una maglietta appena uscita dalla stampante è stata prenotata da un cecchino dell'esercito. Sotto la foto del corpo di un bambino palestinese, con accanto la madre in lacrime, campeggia la scritta "Better use Durex" (meglio usare il profilattico).
"Scommetti che sarai violentata?", è la domanda stampata sulla maglia di un altro soldato, accanto all'immagine di una ragazza piena di lividi. Diverse magliette portano la scritta "confirming the kill" (verifica di aver ucciso), con l'invito a sparare un colpo di pistola alla testa alle proprie vittime. Su altre t-shirt, le immagini di moschee bombardate. Poi, cadaveri e devastazioni.
E' già la seconda volta in una settimana che l'esercito israeliano finisce nella bufera. Giovedì scorso, sempre il quotidiano Haaretz, ha sostenuto che le forze armate israeliane durante l'offensiva nelle Striscia hanno ucciso "civili palestinesi grazie a regole di ingaggio tolleranti" e "distrutto deliberatamente le loro proprietà". L'inchiesta si basava sulle testimonianze di alcuni soldati che parteciparono all'operazione Piombo Fuso.
Uno dei militari di Tsahal aveva raccontato di una donna e dei suoi figli uccisi per errore da un cecchino che, per un difetto di comunicazione, non era stato informato in tempo che le vittime erano state autorizzate a uscire dalla casa nella quale erano state chiuse da giorni. In un altro caso, "il comandante di una compagnia ordinò di sparare a un'anziana donna palestinese" che morì sul colpo. La sua unica colpa, scriveva Haaretz, era stata quella di camminare "a 100 metri da una casa dove i soldati (israeliani) avevano installato il loro comando". Già allora un portavoce dell'esercito aveva annunciato l'apertura di un'inchiesta.
Bambini palestinesi trucidati, madri in lacrime sulla tomba dei loro figli, foto di ragazzini con una pistola puntata alla testa, moschee bombardate. Sono queste le macabre immagini che i soldati israeliani chiedono di stampare sulle loro magliette. "One shot, two kills" (un colpo, due morti) è invece l'inquietante frase stampata sulla t-shirt di un militare in borghese.
Sopra la scritta, la foto di una donna palestinese incinta, centrata in un mirino. Gli uffici di "Adiv", il negozio di magliette nella zona sud di Tel Aviv, stanno ricevendo un numero crescente di richieste da parte di militari israeliani.
Una maglietta appena uscita dalla stampante è stata prenotata da un cecchino dell'esercito. Sotto la foto del corpo di un bambino palestinese, con accanto la madre in lacrime, campeggia la scritta "Better use Durex" (meglio usare il profilattico).
"Scommetti che sarai violentata?", è la domanda stampata sulla maglia di un altro soldato, accanto all'immagine di una ragazza piena di lividi. Diverse magliette portano la scritta "confirming the kill" (verifica di aver ucciso), con l'invito a sparare un colpo di pistola alla testa alle proprie vittime. Su altre t-shirt, le immagini di moschee bombardate. Poi, cadaveri e devastazioni.
E' già la seconda volta in una settimana che l'esercito israeliano finisce nella bufera. Giovedì scorso, sempre il quotidiano Haaretz, ha sostenuto che le forze armate israeliane durante l'offensiva nelle Striscia hanno ucciso "civili palestinesi grazie a regole di ingaggio tolleranti" e "distrutto deliberatamente le loro proprietà". L'inchiesta si basava sulle testimonianze di alcuni soldati che parteciparono all'operazione Piombo Fuso.
Uno dei militari di Tsahal aveva raccontato di una donna e dei suoi figli uccisi per errore da un cecchino che, per un difetto di comunicazione, non era stato informato in tempo che le vittime erano state autorizzate a uscire dalla casa nella quale erano state chiuse da giorni. In un altro caso, "il comandante di una compagnia ordinò di sparare a un'anziana donna palestinese" che morì sul colpo. La sua unica colpa, scriveva Haaretz, era stata quella di camminare "a 100 metri da una casa dove i soldati (israeliani) avevano installato il loro comando". Già allora un portavoce dell'esercito aveva annunciato l'apertura di un'inchiesta.
21/03/09
Baghdad, già dimenticata?
Tratto da http://latorredibabele.blog.rai.it, il blog di Pino Scaccia
Frastornati dalla schizofrenia di un’informazione che ormai passa disinvoltamente da un evento all’altro, ci siamo un pò tutti dimenticati dell’Iraq. Per tanto tempo abbiamo trepidato, era al centro assoluto dei nostri interessi, dei nostri pensieri e delle nostre paure, sembrava che dovesse cambiare il mondo, invece adesso sembra che non esista più. Sono passati solo sei anni dall’attacco su Baghdad. Resta la memoria di chi ha vissuto direttamente l’evento. Grazie a quello strano filo che unisce il volo dei gabbiani mi ritrovo qui come compagno di viaggio Enrico Bellano autore delle storiche immagini dei primi bombardamenti. Io quel giorno stavo a Kabul. Ricordo ancora lo sgomento degli afghani. Che le operazioni fossero parallele era evidente. A Baghdad sono arrivato un mese dopo, il 26 aprile, quando ancora Bush non aveva dichiarato finita (!) la guerra. Migliaia di morti dopo, gli americani hanno di fatto mollato la presa, decisione inevitabile ma clamorosa ammissione di una sconfitta: militare ma soprattutto politica. Hanno tolto il tappo al Grande Islam e ora ci ritroviamo in pieno conflitto globale, alle soglie di una guerra santa. Rileggendo i post in diretta di allora mi rendo conto che il tunnel era ampiamente previsto da tutti gli osservatori. Sotto la statua di Saddam quell’invito, immediato: “go home” , tanto per chiarire che non sarebbe stato facile per i “liberatori”. Dopo quella volta, sono stato altre sei volte in Iraq, come dire sei mesi, e ogni volta è stata una salita. Dai tour per tutto il Paese, da Bassora a Tikrit, a chiusura rigorosa dentro il bunker. Quanti ricordi, quanti amici. Mahdi, che adesso sta a Stoccolma, Louai che ancora sta (male) a Baghdad. E poi i ragazzini, la Croce Rossa, i carabinieri. Per non dire di Enzone che purtroppo lì è rimasto per sempre. Come fai a dimenticare l’Iraq? La terra della Torre di Babele.
Baghdad, aprile 2003. La luna di Baghdad è diversa da tutte le altre perchè non è una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’è un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un pò simbolica perchè rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre lì, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti più brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori. (…) In una notte di luna ho conosciuto Baldoni, l’unica volta in cui non ho chiuso la tendina, ma sono sceso sotto a vedere l’effetto della botta. Per me era una bomba, per lui una rosa scarlatta.
Frastornati dalla schizofrenia di un’informazione che ormai passa disinvoltamente da un evento all’altro, ci siamo un pò tutti dimenticati dell’Iraq. Per tanto tempo abbiamo trepidato, era al centro assoluto dei nostri interessi, dei nostri pensieri e delle nostre paure, sembrava che dovesse cambiare il mondo, invece adesso sembra che non esista più. Sono passati solo sei anni dall’attacco su Baghdad. Resta la memoria di chi ha vissuto direttamente l’evento. Grazie a quello strano filo che unisce il volo dei gabbiani mi ritrovo qui come compagno di viaggio Enrico Bellano autore delle storiche immagini dei primi bombardamenti. Io quel giorno stavo a Kabul. Ricordo ancora lo sgomento degli afghani. Che le operazioni fossero parallele era evidente. A Baghdad sono arrivato un mese dopo, il 26 aprile, quando ancora Bush non aveva dichiarato finita (!) la guerra. Migliaia di morti dopo, gli americani hanno di fatto mollato la presa, decisione inevitabile ma clamorosa ammissione di una sconfitta: militare ma soprattutto politica. Hanno tolto il tappo al Grande Islam e ora ci ritroviamo in pieno conflitto globale, alle soglie di una guerra santa. Rileggendo i post in diretta di allora mi rendo conto che il tunnel era ampiamente previsto da tutti gli osservatori. Sotto la statua di Saddam quell’invito, immediato: “go home” , tanto per chiarire che non sarebbe stato facile per i “liberatori”. Dopo quella volta, sono stato altre sei volte in Iraq, come dire sei mesi, e ogni volta è stata una salita. Dai tour per tutto il Paese, da Bassora a Tikrit, a chiusura rigorosa dentro il bunker. Quanti ricordi, quanti amici. Mahdi, che adesso sta a Stoccolma, Louai che ancora sta (male) a Baghdad. E poi i ragazzini, la Croce Rossa, i carabinieri. Per non dire di Enzone che purtroppo lì è rimasto per sempre. Come fai a dimenticare l’Iraq? La terra della Torre di Babele.
Baghdad, aprile 2003. La luna di Baghdad è diversa da tutte le altre perchè non è una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’è un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un pò simbolica perchè rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre lì, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti più brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori. (…) In una notte di luna ho conosciuto Baldoni, l’unica volta in cui non ho chiuso la tendina, ma sono sceso sotto a vedere l’effetto della botta. Per me era una bomba, per lui una rosa scarlatta.
Napoli, Don Luigi Ciotti in corteo con chi agevola la camorra.
Quanti saranno stati i camorristi presenti al corteo contro la camorra organizzato a Napoli da Don Luigi Ciotti? Non possiamo sostenere un numero con certezza, però sappiamo che al corteo c'erano molti politici, i quali - in provincia di Napoli - quando non sono loro stessi dei camorristi, non disdegnano i voti della camorra. Quest'oggi, sul palco, accanto a Don Luigi Ciotti, c'era addirittura Antonio Bassolino, sotto il regno del quale la camorra ha sempre fatto affari d'oro nella sanità, nella spazzatura, negli appalti e nelle assunzioni. A sfilare c'era anche il verde Dino Di Palma, l'incauto presidente della provincia, e Rosetta Iervolino, la sindacessa. Chissà, magari, se metà della sua giunta non fosse stata soggetta agli arresti domiciliari, ci sarebbero stati anche i suoi assessori...
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20/03/09
18/03/09
A Napoli i comunisti pensano solo alla droga.

Questo pomeriggio alcuni bravi dei centri sociali hanno attuato una "mirabile" azione di impatto "sociale" piantando - indisturbati! - nei giardini di piazza Municipio ed in quelli di piazzetta Giusso (Università Orientale) alcune piante di marijuana. Nessuno dei numerosi vigili nè degli agenti di polizia presenti hanno ritenuto opportuno intervenire. Chissà, forse perchè operando nei pressi del comune di Napoli di tossici ne vedono passare in continuazione...
16/03/09
Oggi è lunedì e a Portici non si lavora.
Trentotto dipendenti del Comune di Portici sono stati sottoposti alla misura coercitiva degli arresti domiciliari per assenteismo, mentre ad altri 20 è stato notificato l'avviso di chiusura delle indagini (ex art 415bis c.p.p) perchè ritenuti degli assenteisti non abituali e per il quali non c'erano le condizioni per adottare altre misure cautelari. In tutto fa 58 su un totale di 70 dipendenti che lavorano negli uffici distaccati del comune, praticamente 5 su 6.
Il sindaco del comune vesuviano, tal Vincenzo Cuomo del PD, si è complimentato per l'operazione attuata dalla polizia giudiziaria perchè, evidentemente, crede di essere il sindaco di Bolzano o di una metropoli incontrollabile dai confini sterminati. Lui, il sindaco, non poteva sapere che la quasi totalità dei dipendenti del suo comune organizzavano, durante l'orario di lavoro, tornei di briscola a casa. No, lui non poteva. Magari perchè troppo indaffarato a risolvere i problemi della ridente cittadina svizzera che amministra o perchè non gli saranno mai giunte le lamentele di contribuenti giudiziosi che non hanno mai ricevuto un servizio per il quale pagano le tasse. I dipedenti coinvolti, ci crediamo, avranno sicuramente vinto un concorso pubblico per essere assunti e non avranno mai ricevuto una spintarella da qualche portatore sano di voti o da un boss della mala locale. Tra gli uffici coinvolti nelle indagini c'è anche quello per i tributi ed è tragicomico che, in una regione in cui la Tarsu e l'Ici - così come tutte le altre imposte applicate dagli enti locali (benzina e bollo auto comprese) si pagano più del doppio che altrove senza nemmeno ricevere un servizio efficiente, il cittadino debba mantenere anche dei parassiti buoni solo a succhiare lo stipendio.
La situazione di Portici non è isolata, ma è comune ad ampi settori della pubblica amministrazione grazie al comportamento omertoso dei cittadini che, pur di non "guastare i loro rapporti personali", fingono di non vedere ciò che danneggia la comunità tutta. Infatti nei comuni medio-piccoli il fenomeno dell'assenteismo, benchè sia più facilmente monitorabile, è ancora più diffuso proprio perchè le persone preferiscono avere un nemico in meno piuttosto che un servizio dovuto in più.
E' solo una questione di mentalità: nel mondo civilizzato "la filosofia del tiramm a campare" non è molto condivisa e chi non produce viene licenziato in tronco senza tanti complimenti. Nelle Italie, invece, si aprono tante indagini ma non si adottano mai i provvedimenti necessari per porre rimedio al malcostume con l'unica conseguenza che gli unici a vedersi ingrossare il fegato sono i soliti fessi che lavorano anche per mantenere i parassiti.
Non sarà di certo Brunetta, il cui egocentrismo è inversamente proporzionale alla sua altezza, a fornirci la panacea di tutti i mali nè le sue proposte stravaganti ed offensive(come quella di introdurre i tornelli anche per i magistrati), ma è la mentalità di una popolazione pigra e priva di morale che va cambiata. Come? Con dei cittadini che sappiano pretendere ciò che gli è dovuto, magari filmando chi, durante l'orario di lavoro, se ne va a spasso.
Il sindaco del comune vesuviano, tal Vincenzo Cuomo del PD, si è complimentato per l'operazione attuata dalla polizia giudiziaria perchè, evidentemente, crede di essere il sindaco di Bolzano o di una metropoli incontrollabile dai confini sterminati. Lui, il sindaco, non poteva sapere che la quasi totalità dei dipendenti del suo comune organizzavano, durante l'orario di lavoro, tornei di briscola a casa. No, lui non poteva. Magari perchè troppo indaffarato a risolvere i problemi della ridente cittadina svizzera che amministra o perchè non gli saranno mai giunte le lamentele di contribuenti giudiziosi che non hanno mai ricevuto un servizio per il quale pagano le tasse. I dipedenti coinvolti, ci crediamo, avranno sicuramente vinto un concorso pubblico per essere assunti e non avranno mai ricevuto una spintarella da qualche portatore sano di voti o da un boss della mala locale. Tra gli uffici coinvolti nelle indagini c'è anche quello per i tributi ed è tragicomico che, in una regione in cui la Tarsu e l'Ici - così come tutte le altre imposte applicate dagli enti locali (benzina e bollo auto comprese) si pagano più del doppio che altrove senza nemmeno ricevere un servizio efficiente, il cittadino debba mantenere anche dei parassiti buoni solo a succhiare lo stipendio.
La situazione di Portici non è isolata, ma è comune ad ampi settori della pubblica amministrazione grazie al comportamento omertoso dei cittadini che, pur di non "guastare i loro rapporti personali", fingono di non vedere ciò che danneggia la comunità tutta. Infatti nei comuni medio-piccoli il fenomeno dell'assenteismo, benchè sia più facilmente monitorabile, è ancora più diffuso proprio perchè le persone preferiscono avere un nemico in meno piuttosto che un servizio dovuto in più.
E' solo una questione di mentalità: nel mondo civilizzato "la filosofia del tiramm a campare" non è molto condivisa e chi non produce viene licenziato in tronco senza tanti complimenti. Nelle Italie, invece, si aprono tante indagini ma non si adottano mai i provvedimenti necessari per porre rimedio al malcostume con l'unica conseguenza che gli unici a vedersi ingrossare il fegato sono i soliti fessi che lavorano anche per mantenere i parassiti.
Non sarà di certo Brunetta, il cui egocentrismo è inversamente proporzionale alla sua altezza, a fornirci la panacea di tutti i mali nè le sue proposte stravaganti ed offensive(come quella di introdurre i tornelli anche per i magistrati), ma è la mentalità di una popolazione pigra e priva di morale che va cambiata. Come? Con dei cittadini che sappiano pretendere ciò che gli è dovuto, magari filmando chi, durante l'orario di lavoro, se ne va a spasso.
15/03/09
Se la manifestazione contro la camorra è autorizzata dalla camorra stessa.
Sabato prossimo Libera, l'associazione costituita da Don Luigi CIOTTI, manifesterà a Napoli contro le mafie con il patrocinio della regione Campania e del comune di Napoli, due istituzioni all'interno delle quali diversi componenti dovranno difendersi dai capi di imputazione di associazione per delinquere, corruzione e concussione. A tal proposito, la freddura più immediata è che, probabilmente, il patrocinio sarebbe stato meglio averlo direttamente dai clan camorristici interessati con la benedizione di Raffaele Cutol0. Perchè che si manifesti contro la mafia e poi si chieda il patrocinio di due istituzioni molto chiacchierate significa voler prendere in giro chi a queste iniziative ci crede e ottenere l'effetto contrario a quello voluto.
Nel video riportato (minuto 3.30) Vittoria Mariani, una delle anime di Insorgenza Civile, lo dice senza nascondersi: "noi abbiamo ancora un camorrista che siede sulla poltrona di governatore della Campania".
Ha senso,quindi, chiedere l'autorizzazione a Bassolino per manifestare contro tutto ciò che egli incarna?
E' un paradosso zenoniano come quello che ci ha regalato Bassolino facendo costituire parte civile la Regione che egli tiranneggia nel processo in cui egli stesso è imputato per truffa aggravata ai danni dello stato.
13/03/09
Nessuno vuol fare il pm in Sicilia!
Nessuno, o quasi, vuole andare a fare il pubblico ministero in Sicilia. Nella terra dove sono morti ammazzati dalla mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il concorso per coprire 55 posti di sostituto vacanti in quattordici Procure è stato un insuccesso totale. Si sono fatti avanti appena quattro magistrati: tre per Palermo, uno per Catania. «Un disastro dalle tante e profonde ragioni», commenta Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. A gennaio il Csm ha bandito un concorso per 205 posti vacanti in 97 diversi uffici, un quarto dei quali è scoperto nella sola Sicilia. I risultati sono stati deludenti per la regione, per il Sud in generale, ma anche per alcune sedi del centro e del Nord. Le ragioni sono note e, per la Sicilia si aggravano: oltre all'esposizione di chi fa il magistrato lì, distanza e difficoltà nei collegamenti con il resto della nazione scoraggiano i trasferimenti.
C'è poi il fatto che coloro che ora fanno i giudici non sono propensi a diventare pm perché in caso di ripensamento non possono tornare sui propri passi se non dopo cinque anni trascorsi in una regione diversa da quella di provenienza professionale e talvolta neppure confinante. Nello sconsigliare i movimenti, giocano un ruolo decisivo anche la carenza di mezzi tecnici e investigativi in molte aree del Sud e la norma che impedisce di lavorare in Procura ai magistrati di prima nomina, un tempo vero bacino in cui le Procure delle Meridione traevano linfa vitale. Molti, infine, restano alla finestra in attesa di capire fino a che punto la politica arriverà nei progetti di separazione delle carriere e di riforma della figura del pm e degli strumenti di indagine.
La conseguenza è che per i 12 posti di Palermo si sono fatti avanti in 23, ma 20 magistrati si sono ritirati all'ultimo momento dopo aver «saggiato» posizione e punteggio personale, mentre a Catania un solo posto su 7 è stato coperto e ritirate ben 11 domande. Per gli altri 12 uffici è stato il vuoto pneumatico. Non è arrivata neppure una domanda, zero. Secondo dati non ufficiali, resteranno senza titolare 7 posti a Caltanissetta, 6 a Trapani, 4 a Gela e Ragusa, 3 ad Enna, Marsala e Termini Imerese (dove, dopo il trasferimento a Palermo di due pm, rimangono solo il procuratore e un sostituto), due ad Agrigento e Nicosia, e uno a Barcellona Pozzo di Gotto, Sciacca e alla Procura dei minori di Caltanissetta. «Numeri drammatici. Scontiamo gli attacchi al pm e il fatto che in questo momento la sorte di questa figura non è chiara», conferma Palamara che con la giunta dell'Associazione ha partecipato nei giorni scorsi in Sicilia a un'assemblea dei magistrati della regione dopo la quale è stato mandato al Csm un documento con una piattaforma di proposte. Resta che «in zone a forte presenza della criminalità organizzata — denuncia — ci sono Procure che rischiano la chiusura per mancanza di magistrati».
Una «emergenza gravissima» contro la quale rischiano di essere inutili gli incentivi (2.500 euro al mese per 4 anni) previsti nel prossimo concorso per 100 Procure le quali, proprio perché non ambite, ora diventeranno sedi disagiate. Ma per il presidente dell'Anm gli incentivi dovrebbero andare «anche a chi resta lì a lavorare nei sacrifici». Dei tre nuovi pm palermitani, l'unico ad arrivare da fuori regione è Alessandra Cerreti, che è anche uno dei soli tre giudici in Italia che in questo giro sono diventati pm. Gip a Milano, lunga esperienza in tribunale in processi di criminalità organizzata ed economica e di terrorismo internazionale, prima di trasferirsi a Palermo andrà anche in applicazione per 6 mesi a Reggio Calabria dove la forte carenza di giudici ha causato di recente alcune scarcerazioni. Non è la nostalgia a farla tornare nella sua terra (è messinese), ma, dice, lo «spirito di servizio e una sorta di dovere morale nei confronti di uffici giudiziari particolarmente esposti, in cui i colleghi sono costretti a operare in situazione di difficoltà».
Giuseppe Guastella
C'è poi il fatto che coloro che ora fanno i giudici non sono propensi a diventare pm perché in caso di ripensamento non possono tornare sui propri passi se non dopo cinque anni trascorsi in una regione diversa da quella di provenienza professionale e talvolta neppure confinante. Nello sconsigliare i movimenti, giocano un ruolo decisivo anche la carenza di mezzi tecnici e investigativi in molte aree del Sud e la norma che impedisce di lavorare in Procura ai magistrati di prima nomina, un tempo vero bacino in cui le Procure delle Meridione traevano linfa vitale. Molti, infine, restano alla finestra in attesa di capire fino a che punto la politica arriverà nei progetti di separazione delle carriere e di riforma della figura del pm e degli strumenti di indagine.
La conseguenza è che per i 12 posti di Palermo si sono fatti avanti in 23, ma 20 magistrati si sono ritirati all'ultimo momento dopo aver «saggiato» posizione e punteggio personale, mentre a Catania un solo posto su 7 è stato coperto e ritirate ben 11 domande. Per gli altri 12 uffici è stato il vuoto pneumatico. Non è arrivata neppure una domanda, zero. Secondo dati non ufficiali, resteranno senza titolare 7 posti a Caltanissetta, 6 a Trapani, 4 a Gela e Ragusa, 3 ad Enna, Marsala e Termini Imerese (dove, dopo il trasferimento a Palermo di due pm, rimangono solo il procuratore e un sostituto), due ad Agrigento e Nicosia, e uno a Barcellona Pozzo di Gotto, Sciacca e alla Procura dei minori di Caltanissetta. «Numeri drammatici. Scontiamo gli attacchi al pm e il fatto che in questo momento la sorte di questa figura non è chiara», conferma Palamara che con la giunta dell'Associazione ha partecipato nei giorni scorsi in Sicilia a un'assemblea dei magistrati della regione dopo la quale è stato mandato al Csm un documento con una piattaforma di proposte. Resta che «in zone a forte presenza della criminalità organizzata — denuncia — ci sono Procure che rischiano la chiusura per mancanza di magistrati».
Una «emergenza gravissima» contro la quale rischiano di essere inutili gli incentivi (2.500 euro al mese per 4 anni) previsti nel prossimo concorso per 100 Procure le quali, proprio perché non ambite, ora diventeranno sedi disagiate. Ma per il presidente dell'Anm gli incentivi dovrebbero andare «anche a chi resta lì a lavorare nei sacrifici». Dei tre nuovi pm palermitani, l'unico ad arrivare da fuori regione è Alessandra Cerreti, che è anche uno dei soli tre giudici in Italia che in questo giro sono diventati pm. Gip a Milano, lunga esperienza in tribunale in processi di criminalità organizzata ed economica e di terrorismo internazionale, prima di trasferirsi a Palermo andrà anche in applicazione per 6 mesi a Reggio Calabria dove la forte carenza di giudici ha causato di recente alcune scarcerazioni. Non è la nostalgia a farla tornare nella sua terra (è messinese), ma, dice, lo «spirito di servizio e una sorta di dovere morale nei confronti di uffici giudiziari particolarmente esposti, in cui i colleghi sono costretti a operare in situazione di difficoltà».
Giuseppe Guastella
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08/03/09
05/03/09
Ecco a cosa serve riformare la costituzione.
Concorsi per residenti. Sarà molto difficile, quasi impossibile, in futuro che un giovane residente a Messina possa vincere un concorso per un posto a Milano. E' l'ennesimo emendamento-sorpresa comparso a corredo dell'articolo 37 ed è un'idea della Lega. Stabilisce che d'ora in poi ci sarà una corsia preferenziale, una vera e propria precedenza, nei concorsi pubblici per i residenti della regione dove si svolge il concorso. Una norma su cui pesa in modo palese un vizio di incostituzionalità. La Lega aveva avuto anche un'altra idea: non si doveva tener conto del titolo di studio nella formazione delle graduatorie dei concorsi. Via libera agli asini, o quasi. L'aula l'ha bocciata.
01/03/09
Alla fine ha vinto Povia.
Sarà sicuramente l'unica canzone che del passato festival di Sanremo rimarrà nei ricordi. Perchè, anche quest'ultima, come tutte le altre di Povia, è una canzone bella, originale e riflessiva. Eppure, per una settimana, la sua canzone è stata introdotta freddamente da un presentatore prezzolato e ignorata da un pubblico intimidito da chi ha cercato di trasformare il festival della canzone in un gay pride. Evidentemente perchè Bonolis il pappone lo sa fare molto bene. Infatti,senza che nessuno trovasse qualche differenza, è riuscito a far esibire prima il teologo Benigni e l'occhialuto Grillini contro un concorrente e, dopo, le puttane di playboy con una pornostar di passaggio. Ad un pubblico assuefatto a canzoni pro gay come quelle di Anna Tamarratangelo e Cuozzo D'Alessio non si può chiedere anche di indignarsi. Per questo motivo, per una settimana, Povia ha cantato la sua canzone prendendosi ogni tipo di insulti da stampa, media e colleghi incapaci di scrivere un pezzo decente ma sempre pronti a dire ciò che i poteri forti vogliono. Eppure Povia ha moralmente vinto. E' arrivato secondo, ma sarà ricordato più del primo perchè, oltre ad aver scritto una bella canzone, ha dimostrato che il paese reale è stufo delle filastrocche dei gendarmi del pensiero unico e, per questo, l'ha votato. Chapeau!
21/02/09
Un cartone di nome Pino Daniele.
Di solito si parla di guappi di cartone, Pino Daniele, invece, è cartone guappo. Perchè il ragionier Daniele, del cartone animato non ha solo la voce, ma soprattutto lo spessore e la personalità. Non guardando il festival di Sanremo, ho appreso dal Corriere che dal palcoscenico è arrivato a dire che la risoluzione della vergogna dei rifiuti è di Bertolaso e - udite udite! - del suo amato governatore Antonio Bassolino, dal quale prima o poi copierà anche la tinturà per i capelli visto che già parlano la stessa lingua (3 parole di italiano in tutto). Perchè, è notorio, Pino Daniele ha un debole per il governatore. La scorsa estate arrivò a ringraziarlo durante un'esibizione a Capri perchè gli avrebbe dato un passaggio per tornare a Napoli con un'imbarcazione della Guardia Costiera. Proprio nel periodo in cui Mastella fu attaccato per aver usato un aereo di stato per andare al gran premio. Pino Daniele è fatto così, da cartone animato non ha memoria; però qualcuno dovrebbe spiegargli che un musicante - soprattutto quando non può permetterselo per mancanza di buon senso - dovrebbe limitarsi a fare il musicante, senza lasciarsi andare a dichiarazioni che istigano al vomito per quanto ruffianesche.
Se poi, visto che con quella pancia sembra un porco, vuole seguire la stessa strada di Bassolino, vada a fare footing con lui al parco Virgiliano. Magari siamo fortunati e qualche autista distratto li fa fuori entrambi.
Speranza che io però non nutro più. Sempre il Corriere ieri ironizzava sul fatto che Bassolino, essendo contrario alle sue dimissioni,per coerenza si è detto contrario anche a quelle di Veltroni.
Intanto, però, ritiene che il commissario Morando, inviato da Veltroni a Napoli per risolvere l'emergenza spazzatura nel PD, con le dimissioni del segretario, ha perso legittimità.
Mi sa che presto lo vedremo tornare in Piemonte con un grande insegnamento: la spazzatura va smaltita, non nascosta negli uffici della giunta regionale.
Se poi, visto che con quella pancia sembra un porco, vuole seguire la stessa strada di Bassolino, vada a fare footing con lui al parco Virgiliano. Magari siamo fortunati e qualche autista distratto li fa fuori entrambi.
Speranza che io però non nutro più. Sempre il Corriere ieri ironizzava sul fatto che Bassolino, essendo contrario alle sue dimissioni,per coerenza si è detto contrario anche a quelle di Veltroni.
Intanto, però, ritiene che il commissario Morando, inviato da Veltroni a Napoli per risolvere l'emergenza spazzatura nel PD, con le dimissioni del segretario, ha perso legittimità.
Mi sa che presto lo vedremo tornare in Piemonte con un grande insegnamento: la spazzatura va smaltita, non nascosta negli uffici della giunta regionale.
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19/02/09
Nel mondo c'è anche chi non si piega ai liberatori.
Si e' aperto a Baghdad il processo a Muntazer al Zaidi, il giornalista che durante una conferenza stampa tiro' le scarpe contro Bush. Il dibattimento e' cominciato davanti alla corte criminale centrale irachena. Con vestito beige,camicia nera ed una bandiera irachena intorno al collo, il giornalista della tv al Baghdadiya e' apparso impassibile. Il suo ingresso in aula e' stato salutato dai familiari e dal pubblico presente con grida di gioia.
18/02/09
In Giappone gli ubriaconi si dimettono.
(Nel video l'ex ministro della cultura promuove il turismo nello Stivale).
Il ministro delle Finanze giapponese, che si era presentato ubriaco alla conferenza stampa del G7 di Roma, si è dimesso per aver fatto fare una brutta figura al suo paese. Se nelle Italie applicassimo lo stesso parametro, con l'alta percentuale di alcolizzati che ci ritroviamo in politica e tutte le pessime figure rimediate, rischieremmo di rimanere senza un governo.
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17/02/09
Sardegna, il PD ha perso ma Soru ha vinto.
Veltroni si è dimesso dalla segreteria del PD dopo l'umiliante sconfitta subita in Sardegna. Ora Renato Soru, avendo perso le elezioni, ha indebolito ulteriormente l'attuale organigramma del suo partito e può puntare direttamente alla segreteria. Che l'abbia fatto di proposito? Se fosse così, sarebbe un genio. Tanto più che, da editore dell'Unità - cioè del giornale di partito - può preparare a tavolino la sua ascesa. Pur avendo perso le elezioni, è l'unico che ne esce rafforzato. Se solo consideriamo che, al contrario del dittatore Bassolino, si è dimesso di sua spontanea volontà, possiano credere che oggi, fuori dai confini della Sardegna, Soru può davvero presentarsi come uomo nuovo alla guida del Partito Democratico.
Forse l'unica difficoltà alla quale deve fare fronte è che, in vista delle imminenti elezioni per il parlamento europeo, il PD rischia di non superare il 4% di sbarramento.
Chi di plutocrazia ferisce, di plutocrazia perisce.
N.B. Nel video un'elettrice è insoddisfatta del neonato partito.
14/02/09
Il federalismo dei cervelli
L'unica riforma che andrebbe approvata con urgenza è quella che riguarrda il diritto di ogni persona a vivere sul proprio territorio con la propria gente, quella del federalismo dei cervelli.
Nel 2008, dal Sud al Nord, sono emigrati in 120 mila. Cinquantamila solo dalla Campania. 65mila sono gli emigrati pendolari, mentre in 26mila finiti all´estero. Napoli nel 2007 ha perso il 14% degli abitanti.
La Campania è la regione europea con la concentrazione più alta di famiglie povere, di disoccupati, di donne che non lavorano e di minorenni in miseria. Poco meno di 2 milioni in regione, 240 mila solo a Napoli. Quasi uno su tre non ha il necessario per sopravvivere. Due su dieci non mangiano più di tre volte alla settimana. Otto su dieci non possono pagare l´affitto. I disoccupati sono il 40%. Tra chi lavora, il 20% guadagna meno di mille euro al mese, il 10% meno di 500. Oltre la metà dei residenti accumula almeno 200 euro di debiti al mese. Il pil pro capite è di 16 mila euro all´anno, contro i 33 mila della Lombardia. Un contratto su due è a termine. La dispersione scolastica è del 45%.
Eppure tutto questo non sembra interessare i partiti lombardoromani. Se fino alla scorsa campagna elettorale, quello del precariato era tema di scontro politico; oggi è andato del tutto in secondo piano. Forse perchè ci si è accorti che la maggior parte (cioè l'80%) dei lavoratori flessibili è del Sud.
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11/02/09
E se l'avesse detto Ahmanidejad?
"Gaza deve essere distrutta così come si fece con Hiroshima e Nagasaki. Tanto di bombe atomiche ne abbiamo 400".
L'ha detto uno dei leader di Israel Beitenu, il terzo partito israeliano.
L'ha detto uno dei leader di Israel Beitenu, il terzo partito israeliano.
09/02/09
Tra Eluana e Mentana, Mediaset preferisce il Grande Fratello.
Mediaset ha introdotto il dibattito sui confini tra l'essere vegetativi e l'apparire vegetali. E' davvero vita quella di chi è costretto a subire la cultura del grande fratello e poi le dà applicazione stuprando una tredicenne dopo essersi drogato e ubriacato?
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Vi risparmierò quello che penso della vicenda Englaro e dei tanti ragionier Lamberto Sposini che, in questi giorni, pur di riempire un palinsesto inespressivo, hanno giocato d'azzardo su una vita umana come quando si lanciano i dadi in una bisca clandestina, però concedetemi due brevi considerazioni di contorno. La prima è che Giacobbe Fini, a furia di voler sembrare a tutti i costi il più retto nella terra degli storpi, ha confermato di scaldarsi solo quando viene meno la forma e l'apparenza, cioè ciò che rappresenta meglio una cravatta rosa tutto fumo e niente arrosto quale è lui. Che il presidente della Camera ardente insulti un Senatore - benchè a lui completamente asservito come Gasparri - dandagli dell'irresponsabile con una dichiarazione pubblica, è un atto di una gravità inaudita che evidenzia tutta l'arroganza di una persona che non ha la dignità morale per ricoprire la terza carica dello stato. Va, pertanto, condiviso l'intervento di Francesco Cossiga secondo il quale Fini deve dimettersi perché "il presidente di un ramo del Parlamento non può, per lunga consuetudine, non dico riprendere, ma neanche far riferimento a ciò che ha detto o fatto un membro dell'altro ramo del Parlamento".
La seconda considerazione riguarda, invece, la scelta culturale operata da canale5 di mandare in onda il Grande Fratello mentre tutti gli altri media, anche con edizioni speciali, si sono occupati del caso Englaro. Questa opzione, già prima di sapere che Mentana - con grande dignità - si era dimesso da direttore editoriale proprio perchè gli era stato negato di andare in onda in prima serata, mi aveva colpito per il contrasto stridente che esiste tra una persona in stato vegetativo e i vegetali che zoccoleggiano al grande fratello per un pubblico morboso e altrettanto vegetale. Così, in tal modo, mediaset, ha introdotto un altro tema del quale l'opinione pubblica dovrebbe occuparsi: i confini che sussistono tra l'essere vegetativi e l'apparire vegetali. Posto che i concorrenti del grande fratello sono sicuramente dei vegetali, il guaio è che probabilmente è allo stato vegetale anche chi quella trasmissione, senza ribellarsi neppure per un momento, continua a guardarla in tutta la sua oscenità. Siccome, però, quella trasmissione è seguita da una buona percentuale di italiani, in particolare da quella gioventù di merda che brucia i disperati per noia e cerca lo sballo sfrenato a tutte le ore - mi chiedo se sia legittimo che questi stessi telespettatori debbano avere sul tema di una persona in stato vegativo la stessa autorità di chi ha una ben diversa sensibilità.
L'opzione liberista di mediaset ne impone la legittimità e attesta che per i media l'unico parametro che conta, venuta meno la morale, è lo share, cioè la pubblicità e i soldi sonanti. Se il caso Englaro non avesse attratto telespettatori, i media probabilmente avrebbero cambiato argomento seguendo la medesima logica di mediaset. La quale, ormai, è un'azienda che mette in scena il peggio del paese e ci regala una umanità sempre più abbrutita, vuota e scolorita. Le Iene, tanto per fare un esempio, sono un programma pornografico che fa solo del moralismo tardosessantontino e di propaganda omosessuale. E' inutile, quindi, che in parlamento ci si scanni su un tema tanto importante quale è quello della vita, se nel paese reale manca del tutto una qualsivoglia sensibilità nelle persone.
Il tema prioritario da affrontare è se sia vita quella di chi è allo stato vegetale; ossia di chi è costretto a subire la cultura del grande fratello e i suoi disvalori. Si può ancora parlare di coscienza in una persona che brucia un immigrato o un barbone per noia, in chi investe una persona e poi si va ubriacare, in una zoccoletta che ama esibirsi o offrire il meglio di sè, in quattordicenni che stuprano una coetanea dopo essersi ubricati e non capiscono cosa ci sia di sbagliato?
Se la risposta è no, l'unico rimedio è in un ritorno della morale al centro dell'azione e dell'intelletto umano. Se Berlusconi è cambiato veramente, dia fuoco alle sue televisioni, che - tra marie de filippe e grandi fardelli - ci stanno regalando generazioni di debosciati e alcolizzati senz'ossa. Forse così, anche la Rai potrà tornare ad essere quel servizio pubblico formativo e di intrattenimento intelligente che era una volta. Prima che chi scrive nascesse e chi aveva le tette rifatte più grosse fosse una autorità.
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Vi risparmierò quello che penso della vicenda Englaro e dei tanti ragionier Lamberto Sposini che, in questi giorni, pur di riempire un palinsesto inespressivo, hanno giocato d'azzardo su una vita umana come quando si lanciano i dadi in una bisca clandestina, però concedetemi due brevi considerazioni di contorno. La prima è che Giacobbe Fini, a furia di voler sembrare a tutti i costi il più retto nella terra degli storpi, ha confermato di scaldarsi solo quando viene meno la forma e l'apparenza, cioè ciò che rappresenta meglio una cravatta rosa tutto fumo e niente arrosto quale è lui. Che il presidente della Camera ardente insulti un Senatore - benchè a lui completamente asservito come Gasparri - dandagli dell'irresponsabile con una dichiarazione pubblica, è un atto di una gravità inaudita che evidenzia tutta l'arroganza di una persona che non ha la dignità morale per ricoprire la terza carica dello stato. Va, pertanto, condiviso l'intervento di Francesco Cossiga secondo il quale Fini deve dimettersi perché "il presidente di un ramo del Parlamento non può, per lunga consuetudine, non dico riprendere, ma neanche far riferimento a ciò che ha detto o fatto un membro dell'altro ramo del Parlamento".
La seconda considerazione riguarda, invece, la scelta culturale operata da canale5 di mandare in onda il Grande Fratello mentre tutti gli altri media, anche con edizioni speciali, si sono occupati del caso Englaro. Questa opzione, già prima di sapere che Mentana - con grande dignità - si era dimesso da direttore editoriale proprio perchè gli era stato negato di andare in onda in prima serata, mi aveva colpito per il contrasto stridente che esiste tra una persona in stato vegetativo e i vegetali che zoccoleggiano al grande fratello per un pubblico morboso e altrettanto vegetale. Così, in tal modo, mediaset, ha introdotto un altro tema del quale l'opinione pubblica dovrebbe occuparsi: i confini che sussistono tra l'essere vegetativi e l'apparire vegetali. Posto che i concorrenti del grande fratello sono sicuramente dei vegetali, il guaio è che probabilmente è allo stato vegetale anche chi quella trasmissione, senza ribellarsi neppure per un momento, continua a guardarla in tutta la sua oscenità. Siccome, però, quella trasmissione è seguita da una buona percentuale di italiani, in particolare da quella gioventù di merda che brucia i disperati per noia e cerca lo sballo sfrenato a tutte le ore - mi chiedo se sia legittimo che questi stessi telespettatori debbano avere sul tema di una persona in stato vegativo la stessa autorità di chi ha una ben diversa sensibilità.
L'opzione liberista di mediaset ne impone la legittimità e attesta che per i media l'unico parametro che conta, venuta meno la morale, è lo share, cioè la pubblicità e i soldi sonanti. Se il caso Englaro non avesse attratto telespettatori, i media probabilmente avrebbero cambiato argomento seguendo la medesima logica di mediaset. La quale, ormai, è un'azienda che mette in scena il peggio del paese e ci regala una umanità sempre più abbrutita, vuota e scolorita. Le Iene, tanto per fare un esempio, sono un programma pornografico che fa solo del moralismo tardosessantontino e di propaganda omosessuale. E' inutile, quindi, che in parlamento ci si scanni su un tema tanto importante quale è quello della vita, se nel paese reale manca del tutto una qualsivoglia sensibilità nelle persone.
Il tema prioritario da affrontare è se sia vita quella di chi è allo stato vegetale; ossia di chi è costretto a subire la cultura del grande fratello e i suoi disvalori. Si può ancora parlare di coscienza in una persona che brucia un immigrato o un barbone per noia, in chi investe una persona e poi si va ubriacare, in una zoccoletta che ama esibirsi o offrire il meglio di sè, in quattordicenni che stuprano una coetanea dopo essersi ubricati e non capiscono cosa ci sia di sbagliato?
Se la risposta è no, l'unico rimedio è in un ritorno della morale al centro dell'azione e dell'intelletto umano. Se Berlusconi è cambiato veramente, dia fuoco alle sue televisioni, che - tra marie de filippe e grandi fardelli - ci stanno regalando generazioni di debosciati e alcolizzati senz'ossa. Forse così, anche la Rai potrà tornare ad essere quel servizio pubblico formativo e di intrattenimento intelligente che era una volta. Prima che chi scrive nascesse e chi aveva le tette rifatte più grosse fosse una autorità.
06/02/09
Auguri ad Amedeo Guillet.
Oggi il Comandante Diavolo ha compiuto i suoi primi 100 anni. Profondo conoscitore del mondo islamico, Amedeo Guillet è uno dei personaggi più carismatici della 2a guerra mondiale ed un appassionato studioso della lingua e cultura araba. Attualmente vive in Irlanda, coltivando la sua passione per i cavalli. Che il Signore ce lo preservi ancora a lungo, perchè questa terra ha bisogno di eroi più che mai.
05/02/09
Iervolino, l'unico caso al mondo in cui è il sindaco a contestare i cittadini.
Con un atto che ha pochi precedenti nella storia parlamentare, la Camera dei deputati ha votato e approvato oggi una mozione nella quale si chiedono le dimissioni della giunta di Napoli per "gravi motivi di ordine pubblico". A presentare il documento di "sfiducia" è stato il parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta, uno dei possibili candidati nella corsa a sindaco alle prossime elezioni amministrative. Il voto di Montecitorio è avvenuto al termine di una seduta particolarmente concitata, con i rappresentanti di Pd e Italia dei valori che hanno lasciato l'aula. Lo stesso governo aveva dato parere negativo all'emendamento, ma la maggioranza non ha tenuto conto dell'indicazione arrivata da Palazzo Chigi. La Iervolino, però, nonostante il suo livello di popolarità nella città che amministra sia del 6% (perchè il restante 94% dei napoletani la detesta), ha commentato che non si dimetterà.
Lei sì che è una dittatrice tutta d'un pezzo.
Non riveliamo quale pezzo però...
Lei sì che è una dittatrice tutta d'un pezzo.
Non riveliamo quale pezzo però...
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