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23/12/10

Stralciato dal Milleproroghe il piano straordinario per Pompei annunciato dal ministro Bondi

Piano straordinario per Pompei del ministro Bondi è stato stralciato dal decreto Milleproroghe. Lo si apprende al ministero dei beni culturali. Il motivo risiederebbe nel carattere «troppo ordinamentale» del provvedimento stesso. Il ministero si è augurato il Piano possa essere velocemente convertito in sede di discussione alla Camera e al Senato.

Il provvedimento, annunciato nelle settimane scorse da Bondi dopo i crolli verificatosi nel sito archeologico, prevedeva, tra l'altro, il ritorno della soprintendenza autonoma di Pompei con poteri più incisivi per la tutela del sito. Inoltre,un piano straordinario di manutenzione con aumento di personale tecnico e invio immediato di una task force di archeologi, architetti e operai specializzati per realizzare tutti gli interventi necessari.

26/10/10

Il governo può insultare il SUD.

Bossi, per aver definito porci i romani, ha suscitato le reazioni mediatiche di Alemanno che, per ricucire lo strappo, ha organizzato una pagliacciata all'amatriciana come "il pranzo della pace" con i celti.

Quando, invece, però, gli stessi leghisti o, peggio, altri ministri del PdL hanno insultato il Sud, nessuno ha detto nulla.

Gli insulti della maestrina Gelmini, del nano malefico Brunetta ("Il Sud è un cancro"), del ragionier Tremonti piuttosto che degli amici della natura Zaia, Galan, Borghezio, Maroni, Cota o Calderoli, Brambilla o Bossi evidentemente non meritano "pranzi della pace".

Forse pechè si sono già pappati tutto a Roma.

20/09/10

Tremonti chiude CASTELLAMARE, CALDORO TACE!

Tremonti ha deciso di chiudere la FINCANTIERI DI CASTELLAMMARE, ex fiore all'occhiello della 2a flotta più imponente del mondo (quella borbonica!), per favorire i cantieri del Nord: tradotto significa 1.000 FAMIGLIE IN MEZZO AD UNA STRADA e il meglio della produzione italiana sacrificato in nome dei valori della LEGA NORD.

E' LA SOLITA STORIA che si ripete DA 150 ANNI inaugurata da CARLO BOMBRINI che volle la chiusura delle grandi industrie del meridione d'Italia, prima fra tutte quella di Pietrarsa, per fondare la sua Ansaldo.

Sua fu la frase, riferita a noi duosiciliani, "Non dovranno mai essere più in grado di intraprendere".
Detto fatto.

15/09/10

Michele Pisacane, "IL" psichiatra incorruttibile.

Il sindaco di Agerola, MICHELE PISACANE, è stato espulso dall'Udc perchè ha rotto il sodalizio AFFARISTICO con De Mita per nobili ideali: voleva che la sua seconda moglie - sua ex segretaria e paracadutata in consiglio regionale per meriti dattilografici - divenisse Assessore della giunta CALDORO. Ora cerca nuove AFFILIAZIONI sia nel PD che nel PDL. Il caso in sè ha un'incidenza limitata, perchè di arrampicatori così ne è piena la democrazia italiana, senonchè Pisacane - sindaco, deputato e con la moglie in regione - riesce ad avere le mani in pasta ovunque nel pieno stile mastelliano. Cari amici agerolesi, possibile che questi PIAZZISTI che, per qualche dollaro in più si vendono la NOSTRA TERRA,debbano essere premiati?

Ci decidiamo a mandarli via a calci in luoghi dove non poggiano le istituzioni o no?

"Sto nell'Udc, tratto col Pd
e forse voto per salvare il governo"
Michele Pisacane, deputato del partito di Casini, tentato dal Gruppo di responsabilità di Nucara
di ANTONELLO CAPORALE



MICHELE Pisacane, uomo di mezza età e di nutrita presenza fisica, è considerato deputato in transito. E' di Agerola, sulla cresta montuosa che poi declina verso Sorrento. E' anche sindaco del suo paese. La consorte invece è consigliere regionale della Campania.

"Chi si vende e chi si compra. Qua è tutto un fiorire di nomi e di scenari".

Michele Pisacane non si vende e non si compra.
"Incomprabile. Assolutamente".

Incorruttibile.
"Michele Pisacane ha 18824 voti, e se li è cercati uno per uno".

Spieghiamo al lettore stupito: lei è un deputato dell'Udc eletto in Parlamento senza preferenze.
"Per l'appunto. Allora ho candidato mia moglie al consiglio regionale della Campania in modo che fosse tutto trasparente e chiaro".

Anche sua moglie nell'Udc.
"Ora è un'ex, si è sistemata nel misto".

In transito anch'ella?
"Questa estate ho avuto solo un abboccamento, una discussione con gli amici del Pd".

Il Pd per la questione coniugale campana. Il Pdl invece per il profilo nazionale che attiene alla sua responsabilità.
"Sto bene nell'Udc. Ho solo polemizzato per come il mio nome e la mia storia politica siano stati messi da parte quando c'era da offrire visibilità".

Capito. Ciriaco De Mita, che comanda in Campania, non ha pensato a sua moglie quando c'era da fare gli assessori.
"Non solo, ma ha capito perfettamente".

Pisacane, non ci si crede.
"Invece deve credermi!"

Lei è momentaneamente in polemica con Casini.
"Se mi caccia dal partito io guardo altrove. Se non mi caccia, io non guardo".

Lineare.
"Vediamo Berlusconi cosa dirà alla Camera".

Potrebbe fare un discorso convincente e porre alla sua coscienza la dirimente questione: chi sono, dove vado.
"In questa politica nuova bisogna difendersi a denti stretti".

Lei è benissimo attrezzato.
"Noi siamo donatori di voti. Quelli se li pigliano e poi ci fottono".

Perciò ha candidato sua moglie.
"E meno male che l'ho fatto! Altrimenti chissà chi se li sarebbe presi. Io dono e quelli, i pescecani, intascano gratis il mio lavoro".

Il suo lavoro.
"La mia segreteria storica in Napoli è sempre aperta. Ascolto gli amici, poco posso fare".

Ascolta soltanto?
"Sono laureato psichiatra. Faccio il psichiatra sociale. La gente si sfoga e io raccolgo".

Raccoglie.
"Poco più".

14/11/09

Consentino, ora Alfano manda gli ispettori del ministero in Procura.

Dopo l'avvio delle indagini preliminari nei confronti di Nicola Cosentino per l'addebito di concorso esterno in associazione di stampo camorristico e i NOTI legami con esponenti dei casalesi, Alfano minaccia di inviare gli ispettori del ministero presso la procura della repubblica. Da che parte sta il governo? Da quella della giustizia o della camorra?
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Un'ispezione alla Procura di Napoli? «Porte aperte, niente da nascondere. Anzi, dimostrerò in che condizioni stanno lavorando i miei». Lo dice il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, in merito alla richiesta al ministro Alfano di un gruppo di deputati del Pdl di un'ispezione alla Procura napoletana. Una sollecitazione dopo l'intervista del pg Galgano che ha puntato l'indice sul «fanatismo» di alcuni pm e, in merito ai magistrati, ha detto che «gli altri hanno cento cavallucci. Noi dieci stalloni di razza, ma 90 asini».

«Se dovessero venire non so cosa ci sarebbe da ispezionare. Ma comunque nessun problema. Dimostrerò che, nonostante i mezzi scarsi di cui disponiamo, riusciamo ad ottenere risultati importanti «come il fermo di sei taglieggiatori del clan Birra-Iacomino ad Ercolano».

«Di certo non si fanno atti di fede nei confronti di dichiarazioni di collaboratori o di altri». Afferma in merito all'ipotesi di eventuali altre inchieste sul sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino. «Stanno circolando voci che per ora, assolutamente, per quanto riguarda il mio ufficio, sono prive di fondamento».

Lepore aggiunge: «Stiamo facendo indagini a tutto campo. È chiaro, naturalmente, che se ci sono denunce o dichiarazioni le andiamo a verificare».

Casini: «Cosentino candidato? Prospettiva lunare». «Ritengo una prospettiva lunare, fuori dal mondo quella di candidare Cosentino alla presidenza della Campania». Così Pier Ferdinando Casini nel discorso con il quale ha concluso la due giorni degli «Stati generali» dell'Udc campano. «Questo lo dico a tutela della sua persona - ha aggiunto Casini - perchè non sono un garantista a giorni alterni. Fino a prova contraria Cosentino è innocente, ma bisogna evitare con dei gesti forti qualsiasi strumentalizzazione politica».

11/06/09

Grazie alla Lega


Grazie alla Lega e al ministro Maroni, la sacralità di questa nazione è stata ancora una volta violata e la dignità dei cittadini calpestata da un criminale che viene da noi a fare il guappo di cartone, perchè - lautamente retribuito - dovrà fare il lavoro sporco con i clandestini, magari facendo sparire coloro a cui viene illegittimamente negato il diritto di asilo perchè fugge da paesi in guerra. Fa rabbrividere che, mentre Gheddafi deride apertamente gli italiani, Schifani e Gasparri abbiano l'ardire di parlare di trattato di amicizia. Ciò è ancora più indecente se si considera che una protesta l'abbiano accennata i collettivi di estrema sinistra e non quelle forze politiche che storicamente - se non fossero asservite - dovrebbero essere più sensibili alla difesa della sovranità nazionale.

04/06/09

Berlusconi mente sul Sud.

Per capire quanto Berlusconi sia imbarazzato a parlare dell'asse padana che incide sul Governo delle Italie, basta ricordare ciò che ha dichiarato ieri a Porta a Porta e che è alla base della rottura col presidende della Sicilia RAFFAELE LOMBARDO:

"I fondi Fas ammontano a 57 miliardi e abbiamo mantenuto l'85% al Sud e il 15% al Nord. Non li abbiamo ancora attribuiti perché non vogliamo che vadano a finire nelle spese correnti, ma là dove sono destinati dall'Europa ovvero per le infrastrutture. Quando una Regione ci presenta un piano infrastrutture noi li diamo. Se invece li spende per stipendi o per spese correnti non li diamo".

Delle due l'una. O non sa di cosa parla. O racconta l'ennesima frottola a spese del Sud. I fondi Fas in cassaforte, all'inizio di questa legislatura, ammontavano a 63 miliardi. La prima manovra di Tremonti ne ha subito tagliati 10. Dei 53 rimasti, 26 miliardi sono fondi nazionali e 27 sono fondi regionali.

I primi, invece di essere usati per investimenti nelle aree depresse, sono stati impiegati dal governo per finanziare spese correnti di ogni genere: dagli sgravi Ici ai più abbienti all'Alitalia, dalle quote latte alla copertura dei disavanzi comunali di Roma e Catania. I secondi, per i quali è prevista la compartecipazione dell'Unione europea, non sono nella disponibilità del governo centrale ma degli enti locali. Così stanno le cose nel mondo vero, fuori dal "set" virtuale berlusconiano.

03/05/09

La Fiat sbarca in America chiudendo Pomigliano.

Günter Verheugen, il commissario UE per l'Industria, non più di una settimana fa, è stato attaccato da tutti i media nazionali per aver espresso tutte le sue perplessità su una azienda che, pur essendo fortemente indebitata, è stata capace di aprire una lunga trattativa con l'Opel e acquisire una quota azionaria molto rilevante di Chrysler. L'osservazione del Commissario non era imprudente, eppure metà Governo si è sperticato nell'elogio di un'azienda che ormai di italiano ha solo il marchio.

Infatti, se in Francia si producono quasi sei milioni di Renault, nelle Italie non si arriva nemmeno alla metà per quanto riguarda la produzione di Fiat. L'azienda di Torino punta alle Italie solo quando deve ricorrere alla CIG straordinaria per gestire crisi pilotate e succhiare i soldi del contribuente, ma - se si tratta di investire - opta sempre per il mercato estero. Tanto è vero che la maggior parte delle autovetture Fiat sono prodotte in Polonia e Brasile, dove cioè il costo del lavoro è molto basso.

Così, mentre la Fiat cresce, i dipendenti vengono messi in mobilità nel disinteresse totale di media, governo e sindacati. Lo stabilimento di Pomigliano D'Arco sta per chiudere lasciando in strada 20.000 persone e, intanto, le c.d. forze sociali elogiano la Fiat. Epifani, per festeggiare il 25 aprile, ha speso 1.500 euro per due notti in un albergo a Milano; cifra con la quale gli operai in cassa integrazione guadagni di Pomigliano vivono quasi 3 mesi. E se è pur vero che da un Governo lombardoromano poco si può pretendere, non si può di certo ulteriolmente tollerare il silenzio-assenso dell'intellighenzia meridionale.

28/10/08

La statura di Brunetta e l'altezza di Raffaele Cantone.

E' impossibile non parlare del nanismo di Brunetta per commentarne le gesta, perchè la sua altezza è sostanzialmente inversamente proporzionale al suo egocentrismo. Dubito che, se fosse stato di statura media, sarebbe stato tanto pieno di sè e tanto arrogante per compensare la sua piccolezza morale. Ieri sera, a Porta a Porta, è stato davvero irritante vederlo insistere, in tutta la sua spocchia e smania di apparire, sulla sua proposta di mettere "i tornelli per magistrati". Tanto è vero che, siccome non ne sa assolutamente nulla del funzionamento della giustizia nelle Italie, è arrivato ad equiparare il lavoro di un magistrato a quello di un normale impiegato. Temo, ahimè, che questa boutade rientri nel quadro di un più ampio disegno per delegittimare la magistratura. L'obiettivo è, del resto, evidente: si cerca di far passare l'idea che le responsabilità per il pessimo funzionamento del sistema processuale non sono di coloro che approvano leggi strampalate, tagliano sempre più i fondi e lasciano lavorare in palazzi fatiscenti (fatevi un giro a Torre Annunziata, Mercato San Severino, ma anche a Napoli o Salerno!); bensì di chi cerca di operare al meglio in questo contesto. E' normale che un magistrato studi le sentenze a casa così come per il professor Brunetta scrivere le sue pubblicazioni per il quotidiano Libero nella sua stanzetta dell'università di Tor Vergata, però scagliarsi contro "la casta delle toghe" fa sempre audience e, dove ci sono adulatori, c'è anche Brunetta. Proprio a partire da oggi, 28 ottobre, sarà disponibile in libreria "Solo per giustizia" - laddove solo sta per solitudine - il libro del Dott. Raffaele CANTONE, un magistrato napoletano che vive da 10 anni sotto scorta per aver intaccato il potere dei Casalesi.

Anche lui è un magistrato che non lavora in tribunale, ma - spiegatelo a Brunetta - perchè alcuni "clienti insoddisfatti" lo vogliono morto...

In effetti, statura e altezza sono concetti che si addicono a poche persone. Perchè RAFFAELE CANTONE, infatti, è un gigante, un gigante in piedi in mezzo alle rovine; mentre Brunetta è solo uno gnomo che, così come appare, subito sparisce...

N.B. Le farneticazioni che il negretto leghista Gianluigi Paragone scrive su Libero, invece, sono ottime al posto della carta igienica. Fidatevi.

15/10/08

L'ultima provocazione nordista: ora il concorso in magistratura si fa a Milano.

Mi sono perso qualcosa o la capitale delle Italie è ancora Roma? Lo chiedo, nel dubbio, perchè il governo ha deciso che il prossimo concorso in magistratura si terrà a Milano, che - anche da un punto di vista logistico - non è sicuramente tra le località più comode. Con la scelta politica del capoluogo lombardo - illegittima, assolutamente illegittima! - risultano più chiare anche alcune dichiarazioni dei leghisti Borghezio e Gentilini secondo i quali i padani devono essere giudicati da giudici padani e non da meridionali. Senonchè a vincere il concorso in magistratura e quello notarile sono storicamente, per la quasi totalità, proprio meridionali. Infatti, ad esempio, i vincitori del concorso dello scorso sono stati per 1/3 laureati alla Federico II di Napoli. Ora, invece, si cerca in tutti i modi di sfavorire la maggioranza dei partecipanti gravandoli di spese eccessive. Andare una settimana a Milano significa spendere anche mille euro, cifra che un neolaureato raramente guadagna in un mese.

Quo usque tandem abutere, nordista, patientia nostra?

Nel proporvi l'ultimo comizio pubblico del vecchio invasato e paranoico Gentilini, invito i lettori a porre particolare attenzione - per quello che qui interessa - al minuto 3.30, sebbene il video sia totalmente grottesco.

10/10/08

Alfano, non ci provare.

Il Governo inserirà la riforma per l'accesso alla professione forense all'interno della riforma della Giustizia in generale che dovrebbe essere approvata entro dicembre. La stesura della riforma è stata delegata dal Ministro della Giustizia Alfano al Consiglio Nazionale Forense.

La riforma per entrare nell'avvocatura prevederà un accesso sostanzialmente a numero chiuso con delle scuole professionali anch'esse a numero chiuso. Ecco più nello specifico le anticipazioni circa le norme che potranno rendere difficile diventare avvocati alla maggioranza degli studenti di giurisprudenza:

- impossibilità all'abilitazione per chi non ha seguito le scuole professionali post laurea (a pagamento) a numero chiuso (adesso basta seguire un libero tirocinio, senza alcuna spesa, presso un qualunque studio legale)
- per accedere al numero chiuso delle scuole si dovrà sostenere un esame e per avere il certificato conclusivo delle scuole si dovrà sostenere sempre un esame finale (che non è ancora l'esame per diventare avvocato che invece dovrà essere sostenuto successivamente)
- non potrà iscriversi al registro dei praticanti chi ha superato i 40 anni di età (ora non c'è alcun limite)

Cambiano anche le modalità dell' esame per diventare avvocato che, per chi avrà avuto accesso alle scuole post laurea, sarà:

- senza l'ausilio dei codici commentati con la giurisprudenza (adesso invece è possibile)
- non si potrà sostenere l'esame dopo più di 3 bocciature (adesso non c'è alcun limite)
- non potrà sostenere l'esame chi ha 50 anni (adesso non c'è alcun limite)
- eliminazione delle materie ritenute più semplici per gli orali (diritto ecclesiastico etc)"

24/09/08

Il governo pensi alla Salerno-Reggio e non alle autostrade della Libia.


Quando il sottosegretario leghista alle Infrastrutture ROBERTO CASTELLI ha proposto che anche al Sud si paghino i pedaggi autostradali, ho sperato che - finalmente - il governo si sarebbe attivato per realizzarle le autostrade.

Poi ho capito che per Castelli - che pure è un buon politico, uno dei migliori in casa Lega - il Sud è un'entità astratta e indefinita comprendente tutto ciò che è esterno alla Val Brembana e alla linea Gotica, visto che l'Italia ha deciso di raddoppiare la via balbia (da Italo Balbo, governatore della Tripolitania e della Cirenaica che proprio libico non era), realizzata durante il fascismo, per far dimenticare al colonnello Gheddafi "i soprusi" degli ex colonialisti. L'investimento si aggira tra i 3 e 6 miliardi di euro e mira a raddoppiare la strada litoranea che va dal confine tunisino a quello egiziano. E' l'ennesimo affronto ai nostri concittadini che in Libia hanno portato richezza ma che sono stati cacciati con la confisca dei beni, oltre che una mistificazione della storia. Infatti, tutte le infrastrutture che ha, la Libia le deve ai colonizzatori italiani. Tanto è vero, ad esempio, che Tripoli è la fotocopia dell'Eur di Roma.
E', tuttavia, anche l'ennesima disattenzione nei confronti dell'ex regno delle due Sicilie. In Sicilia sia il trasporto su ferro che quello su strada fa davvero schifo, non esistendo infatti vie di collegamento decenti nemmeno tra le città principali (pensiamo alla Messina-Catania). Lo stesso si consideri per la statale ionica o la Taranto-Bari. E', tuttavia, la Salerno-Reggio Calabria il vero dramma, un percorso ad ostacoli - guai a chiamarla autostrada - praticamente ad una corsia che, tra svincoli, ingorghi e curve assurde, impone alla meglio 9 ore da Salerno a Reggio. Si tratta di una rete stradale, in cui in certi punti il limite è di 30 km/h, su cui polici e mafiosi mangiano da quarant'anni. Giacomo MANCINI, l'ex ministro socialista, impose addirittura che passasse per Cosenza, la città che gli diede i natali e che però sorge proprio sull'appennino.

In sintesi, alla luce di quanto riportato, la proposta di Castelli di far pagare il pedaggio ai meridionali è di buon senso, ma a patto che si costruiscano delle autostrade possibilmente.

O dobbiamo sperare che, come alla Libia, anche all'ex Regno duosiciliano sia riconosciuto lo speciale status di colonia per avere infrastrutture decenti?

Per ulteriori ragguagli storici chiedere ai Piemontesi.


Nel video un'ottima sintesi di quanto si farà in Libia.
Qui i numeri della Salerno-Reggio:
- 11 gli anni impiegati per costruirla (dal 1963 al 1974)
- Il costo è di 5,6 milioni di euro a chilometro
- Per ammodernarla serviranno 14 anni (dal 1998 al 2012)
- Si spenderanno 20,3 milioni a chilometro
Per 443 chilometri di tracciato sono state costruite una cinquantina di uscite (circa una ogni 8,86 chilometri
).

22/09/08

Castelvolturno: bene i militari, ma serve altro.

Va ammesso che Maroni, nonostante qualche sbavatura, si sta comportando bene e si sta attivando per ripristinare l'ordine pubblico al Sud. Tuttavia, inviare nuovi poliziotti ed, eventualmente, i mitari a Castelvolturno risulterà utile ma non sarà una mossa risolutiva per il problema.

Le forze dell'ordine hanno ben presente la mappa dei criminali in attività, ma hanno le mani legate perchè manca la volontà politica di muoversi. I criminali muovono voti e gli eletti di ogni istituzione non vogliono certo perdere il loro bacino.

La democrazia è un lusso che non tutti possono permettersi, laddove delle minoranze organizzate riescono a prevalere. Per questo motivo, sarebbe indispensabile commissariare i comuni della baia domitiana oltre alla regione.

05/09/08

Le indagini smentiscono Maroni.

Le prime indagini relative alla trasferta degli ultras del Napoli a Roma hanno smentito il ministro Maroni. Al contrario risultano confermate tutte le impressioni esposte su questo blog: cioè che Trenitalia è gravemente responsabile per quanto avvenuto; che la maggior parte dei viaggiatori era in possesso del biglietto ma i convogli erano insufficienti; che il questore di Napoli Puglisi e il Prefetto Pansa risultano immuni da qualsiasi responsabilità; che il Viminale non ha tenuto conto colposamente della pericolosità della trasferta; che la camorra non c'entra nulla.

03/09/08

La sceneggiata padana di Maroni.



Vogliono prendere due piccioni con una fava.

Agli ultras presenti alla stazione Termini sarà contestato il reato di associazione per delinquere, ma tutto si risolverà in una bolla di sapone senza conseguenze. Infatti, provare questa fattispecie di reato nel contesto in cui si sarebbe consumata, è praticamente impossibile. Esattamente come fu per l'aggravante del terrorismo contestata ai romanisti e ai laziali che assaltarono una caserma l'anno scorso. Tanto più che stiamo assistendo ad una vera e propria montatura mediatica, perchè non è successo nulla di inusuale rispetto ad altre domeniche di calcio.

Cosicchè ad essere nel mirino sarà una delle società sportive più pulite, corrette e moderne del nostro panorama calcistico, l'unica in cui i contratti vengono ancora stipulati con una stretta di mano e i giocatori ingaggiati solo se attaccati alla maglia.

Aurelio De Laurentiis, commentando la partita contro la Roma, aveva lodato la squadra per la prestazione e si era detto dispiaciuto per i tifosi fatti arrivare in ritardo.

Queste dichiarazioni erano state rilasciate prima che il presidente del Napoli venisse a conoscenza dei fatti della stazione. Tuttavia i media non hanno esitato a riprenderle, strumentalizzandole a regola d'arte, per attaccare la società.

Addirittura, alla presenza del ministro dell'Interno, si è insinuato - in una nota trasmissione di approfondimento giornalistico di rai3 - che De Laurentiis abbia cooperato con gruppi paracamorristici. Ora, a parte il fatto che il giornalista che ha pronunciato queste parole andrebbe querelato subito, stupisce l'accanimento di Maroni solo contro il Napoli.

Infatti, benchè tutti i sindacati di polizia chiedano che siano impedite le trasferte organizzate dei tifosi di tutte le squadre, il ministro della sinistra leghista si ostina a prendersela con il Napoli addirittura minacciando, non si sa con quale nesso di causalità, partite a porte chiuse al San Paolo. Laddove a Napoli non esistono partite a rischio se non altro perchè gli ultras ospiti non hanno l'ardire di far caciara. Intanto, per ora, i biglietti per il match contro la Fiorentina non sono in vendita.

Se partita a rischio c'era, questa era proprio Roma-Napoli, ma l'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive del Viminale ha concesso - inspiegabilmente - la trasferta ai tifosi ospiti. Pertanto Maroni, piuttosto che inviare gli ispettori presso la prefettura e la questura di Napoli, dovrebbe guardare all'interno del dicastero che comanda e non scaricare le responsabilità del Viminale altrove. Il prefetto Pansa e il questore Puglisi saranno sicuramente d'accordo.

Intanto Maroni la smetta di recitare la sceneggiata padana.
Tempo due mesi e tutte le imputazioni penali contro gli ultras cadranno.

Quanto scommettete?

Magari i benpensanti, scendendo dal pero, se la prenderanno al solito con la magistratura ignorando che il problema è di natura tecnica, ma la sostanza non muterà.

Se, in occasione di Italia '90, avessero costruito stadi moderni, invece che papparsi soldi ad libitum, magari oggi non avremmo il problema del tifo violento.

02/09/08

Maroni usa gli ultras per punire il Questore.


Un lettore ha suggerito di lasciare che gli ultras si scannino tra loro. E' sicuramente un'idea che permetterebbe, tra l'altro, di impiegare in altro modo gli agenti che, settimanalmente, vengono messi a fare da balia agli scalmanati; ma che, tuttavia, è destinata a rimanere puro sfogo di efficacia pari alle tante chiacchiere che i nostri politici non fanno mai mancare in siffatte occasioni.

Mi duole dover scrivere, per l'ennesima volta, di ultras, ma - davanti a tanta ipocrisia - è bene chiarire quanto è davvero avvenuto. Delle responsabilità indubbie di Trenitalia è stato già scritto, ora insinuerò capziosamente che i disordini della stazione Termini sono stati voluti e preparati (a proposito, un inciso, Veltroni non aveva promesso che sarebbe stata intitolata a Giovanni Paolo II?).

Prima, però, intendo specificare che domenica non è successo nulla di eccedente l'ordinaria amministrazione sul piano degli incidenti. Anzi, quanto si è verificato sull'intercity Roma-Napoli si rivive su tutti i treni che ospitano tifosi in trasferta. Semmai, se questa volta la situazione è implosa, va sottolineato che, per un comportamento colposo di Trenitalia già commentato, si era creato un sopraffollamento non più gestibile. Per questo motivo scrivo che i disordini sono stati voluti e agli ultras, fessi, è stata tesa una trappola per liberarsene per tutto il campionato. A confermare tale tesi la constatazione che, sempre durante la scorsa giornata di campionato, gli ultras interisti hanno saccheggiato degli autogrill, ma nessuno ne ha parlato.

Quegli ultras (di Napoli, Roma, Lazio, Salernitana...) con cui mi è capitato di parlare non hanno mai esitato a vantarsi delle loro scorribande in giro per l'Italia. Mi riferisco a negozi saccheggiati, a veri e propri sequestri di persona, a danneggiamenti, minacce e, chi più ne ha, più ne metta.

E' questa una situazione, ormai tutta italiana, che si verifica ogni maledetta domenica e sulla quale i media si soffermano solo quando non hanno altre notizie da proporre.

Ora, lungi dal volere esporre una difesa degli ultras, è bene soffermarsi sul vero obiettivo delle polemiche: il ministro degli Interni, uno che nella tasca della giacca non fa mai mancare un fazzoletto verde per ricordarci di essere un esponente della sinistra leghista, vuole mettere sotto torchio il Questore di Napoli Puglisi. Quest'ultimo, che ha sostituito solo lo scorso gennaio il settentrionale e francamente inadeguato Oscar Fiorolli, è uomo nato e cresciuto professionalmente al Sud che sa come funzionano certe dinamiche. Sa che espellere in blocco gli esagitati dallo stadio significherebbe farli riversare in strada e, per questo motivo, alla politica delle diffide a pioggia, ha sempre preferito la mediazione con i capi. Sa che - vuoi per la voglia di riscatto sociale, vuoi per la disoccupazione - il mondo ultras permette agli emarginati di sfogarsi. Dunque cerca il giusto equilibrio tra il contenimento e il ripristino dell'ordine pubblico.

Eppure Maroni, adatto ad occupare il Viminale solo per la parte d'Italia che lo vota, inviando gli ispettori, ha deciso di delegittimare Puglisi. Che poi, se la pericolosità degli ultras è stata sottovalutata, le responsabilità vanno sempre ricondotte alle ferrovie dello stato e a chi, a Roma, ha mandato pochi poliziotti.

E' poi, tra l'altro, assurdo che Maroni voglia colpire la società calcio Napoli che, completamente estranea ad ogni fatto di cronaca, è una delle più corrette in Europa. Chiudere il San Paolo, come pure si ipotizza, quando a Fuorigrotta non ci sono mai stati problemi e i fatti sui quali si discute sono capitati a Roma, comminare pesanti sanzioni alla società e configurare - a volo d'uccello - l'associazione per delinquere a tutti i tremila tifosi a Termini, è assolutamente indecente e intollerabile. Tanto più che la soluzione c'è ed è molto meno eclatante: sciogliere coattivamente gli ultras.

E allora, davanti a questa ottusità ostentata e alla smania di apparire, sorge un dubbio: non è che Maroni sta usando gli ultras per punire la città di Napoli? Se episodi di intemperanza si fossero verificati a Milano - come si verificano - assumerebbe lo stesso parametro chiamando in causa Moratti o Berlusconi?

Le cronache sono ricche di precedenti per valutare la terzeità di un ministro apertamente ostile.

04/08/08

L'esercito: un palliativo che penalizza il SUD anche sulla sicurezza.

Stavolta, ed è un evento veramente raro, ha pienamente ragione l'opposizione: l'invio dei militari sul territorio nazionale è solo uno spot per coprire i tagli alla sicurezza operati da un governo che, sul tema, ha vinto le elezioni. Inizialmente avevo accolto con favore la possibilità di far presidiare dall'esercito i territori più problematici, ma ora, dati alla mano, sono costretto a constatare che si tratta solo di una presa in giro ai danni del Sud.

A Roma sono state inviate 1.060 unità a presidio di uffici diplomatici e metro; a Milano 424; mentre in tutta la Sicilia - la seconda regione più popolosa in assoluto - solo 180. Napoli va anche peggio, con 150 militari per il pattugliamento del centro, del porto, della stazione e delle mete turistiche. In pratica i militari inviati all'ombra del Vesuvio svolgeranno quelle mansioni che sono proprie della inefficiente (e latitante!) polizia municipale quando dovrebbero essere utilizzati per riappropriarsi, mediante l'uso della forza, di quelle aree in cui la camorra è padrona e costruisce i suoi bunker.

Questa linea, tuttavia, non deve sorprendere. Il governo lombardo-romano non conosce i problemi del SUD nè avrà mai il coraggio per risolverli con risolutezza.

14/07/08

E il governo tagliò sulla sicurezza

Ma come, il PdL e LA LEGA in particolare hanno vinto le elezioni promettendo più sostegno alle forze dell'ordine per città più sicure e invece tagliano proprio su questo capitolo di spesa?

Francesco Cossiga non ci sta e ha invitato i sindacati a scioperare contro quello che definisce "un governo di piccoli mercanti e cattivi contabili che si dimostra privo del senso delle istituzioni e che vuole affamarvi e disarmarvi".

L'ex leader della Dc ha poi continuato: "fermate i servizi di scorta, non pattugliate più le nostre terre, i nostri cieli e i nostri mari, aprite le porte delle carceri, rientrate nelle vostre caserme in Kosovo, in Afghanistan, in Bosnia-Erzegovina, fino a quando il nanetto libidinoso non sarà cacciato e il governo non riacquisterà un minimo di responsabilità! Tenete pronte e ben oliate le vostre armi! Può venire il momento nel quale insorgere e ribellarsi potrà essere non un diritto ma un dovere: per la salvezza del popolo, della nazione e dello Stato democratico".

Lo AdoVo quando fa così.

N.B. Sono stato intervistato da non so quale emittente sul possibile aumento delle tasse universitarie. Se vedete dei servizi in merito, segnalatemelo.